“Cercate il bene della città” e… le pagelle: al Centro S. Paolo Randon e i candidati sindaco Bortolotto, Cicero, Crescioli, Possamai, Rucco, Simone e Zoppello

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Ieri sera, 27 aprile, i sette candidati sindaco di Vicenza al completo (Edoardo Bortolotto, Claudio Cicero, Stefano Crescioli, Giacomo Possamai, Francesco Rucco, Annarita Simone e Lucio Zoppello) hanno partecipato a un incontro/confronto al Centro Culturale San Paolo di Vicenza col titolo “Cercate il bene della città” (Geremia 29,7) moderato dalla collega de La Voce dei Berici Marta Randon e promosso da Diocesi di Vicenza, Pastorale sociale e del lavoro della diocesi di Vicenza, Ufficio per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso della diocesi di Vicenza, Rete di sale (coordinamento che comprende La Voce dei Berici, Centro culturale San Paolo, Movimento dei focolari, Azione cattolica – Lca, Cisl, Parrocchia di San Paolo e Meic), Chiesa evangelica metodista di Vicenza, Parrocchie ortodosse di Vicenza.

Sarebbe troppo arduo da sintetizzare, come avvenuto per quello presso l’Ordine degli Architetti PPC, l’incontro (molto) confronto (poco) di oltre un’ora e mezza di durata, anche se fin troppo ecumenico salvo la sfuriata finale tra Cicero e Rucco, per cui vi rimandiamo per i contenuti  al video integrale dell’evento che abbiamo registrato per voi e che potete vedere in copertina ma anche sul nostro canale YouTube LaPiù Tv e sulla nostra omonima app LaPiù Tv scaricabile gratuitamente in ambiente Android e iOs.

Come accennavamo prima, il tavolo ha dato vita a un confronto, degno di tale nome, quasi per lo scontro in cui Cicero, suo ex assessore, accusava Rucco di nascondersi dietro responsabilità della precedente amministrazione, quella Variati per intenderci, e di aver disatteso l’impegno di far apportare modifiche al progetto e all’impatto della linea Tav/Tac preso nelle Linee programmatiche di mandato del 4 luglio 2018 della sua Giunta.

Il sindaco uscente e ricandidato, a cui la moderatrice Marta Randon concedeva benevolmente una replica inattesa, viste le regole di ingaggio della serata che non prevedevano botte e risposte oltre i due minuti concessi per ogni intervento sulle 5 domande poste, nella sua replica ha letto il passaggio del documento citato da Cicero confermando, a chi lo avesse ascoltato con un minimo di attenzione (non a una sorta di claque in sala spesso intervenuta a favore del sindaco) che il suo ex assessore aveva ragione…

Anche in questo caso, come iniziato a fare dal pomeriggio per l’evento con gli architetti (a ciò sollecitati anche da alcuni candidati più “aperti” e da molti lettori), stiliamo una personalissima pagella (qui le pagelle, ndr) che ha anche lo scopo di raccontare per sommi capi i “comportamenti” dei candidati e che, ovviamente, come scritto nell’occasione precedente, potete verificare e modificare liberamente proprio vedendo il video e ascoltando quanto detto dai partecipanti al confronto.

Alla collega Randon non può non andare un sette e mezzo abbondante (sul massimo di 8 old style che diamo) perché, dopo aver con precisione svizzera controllato che nessun candidato sforasse i tempi e pur avendo concesso una replica discutibile (“ma meglio far parlare che censurare“, le abbiamo detto a fine serata), ha spesso cercato, non sempre ascoltata dagli ospiti, di portare i contendenti (?) a rispondere con concretezza e non con frasi fatte alle domande che riportiamo di sotto* facendole precedere dalla lettera di Geremia da cui è stato tratto il nome della serata, “Cercate il bene della città“. lettera di cui è stata data lettura ad inizio e fine serata davanti al pubblico che ha affollato la sala e ai Pastori delle diverse confessioni cristiane presenti.

  • a Stefano Crescioli (ContiAmoci) assegniamo un 5 più di stima per le sue conoscenze mediche, che ha utilizzato per alcuni passaggi sul tema dell’inquinamento, e per certi momenti di simpatia (ottima al San Paolo la sua frase “ho sei figli” anche perché, ha lamentato, “non ci danno più i contributi per le famiglie numerose“) che non per la sua chiarezza di visione, per qualche gaffe (ha associato, ad esempio, alla candidata de La Comune, Annarita Simone, operaia licenziata e sindacalista USB, una ignota propensione a far pagare di meno i lavoratori) e per un’esposizione a volte confusa, altre, almeno apparentemente, distratta, delle sue risposte, pur se giustificata e giustificabile da quella che è una prima esperienza politica per lui, anche a sua detta e pur ricordando l’importanza del padre in quest’ambito
  • a Francesco Rucco (candidato del centro destra), dopo il 6 meno di rispetto della volta scorsa, non riusciamo a dare più di un 5 e mezzo sia per la risposta da autogol a Cicero, sia perché è stato recidivo nel dimenticare i suoi 5 anni anni di governo attribuendone ogni sua mancanza a “chi c’era prima”, sia, soprattutto, perché, leggeva spesso il cellulare, come nell’occasione della risposta a Cicero. Visto che in sala era presente in forze il suo staff, nessuno ci toglie dalla testa che le cose giuste o sbagliate, entrambe a nostro parere, che ha detto (belli il suo riferimento a Borsellino e Falcone come ispiratori della sua scelta di fare l’avvocato e il suo riferimento alla famiglia con la moglie in sala e le figlie) gliele suggerissero in parte i suoi ghost writer e spin doctor whatsappando come fa Mourinho, però al contrario visto che lui è il primo allenatore, dettando le mosse al suo staff in panchina quando lui è in tribuna, squalificato
  • a Edoardo Bortolotto (“non ho figli ma bravi genitori“, parole buone in quell’auditorio) va una buona sufficienza come lo stesso 6 più lo assegniamo a Lucio Zoppello, pater familias, un voto guadagnato in entrambi i casi perché portatori di buone proposte, ma talvolta un po’ generiche e generali (con la povera Marta Randon a soffrirne) e, soprattutto, trasmettendo in sala poca empatia, fondamentale nelle “gare elettorali”
  • questa volta diamo 6 più anche a Claudio Cicero, che sguazza in questi incontri poco “confronti” in cui brilla la sua verve con uno spruzzo di “età matura” (“sono papà di due figli, nonno con due nipoti e un terzo che, purtroppo, non c’è più; sono arrivato dalla Libia come uno dei profughi di oggi, che siano ben accolti ma solo se arrivano per rispettare le leggi…“), e che ha detto cose ragionevoli, come quasi sempre quando parla da “tecnico”. Ma l’uomo delle rotatorie “scende” dal 7 con gli architetti perché, a nostro parere, sottovaluta l’importanza di aver acquistato palazzo Thiene (ecco un merito che dimentica spesso Rucco troppo a caccia di accuse ai predecessori) non solo per il suo costo “fittizio”, che Cicero avrebbe destinato al sociale ma che, qui ha ragione Rucco, è coperto dall’affitto dei locali uso ufficio alla Banca Popolare di Sondrio, ma per ilm valore simbolico che ha per i vicentini, espropriati della loro banca
  • Annarita Simone, lo avevamo previsto per temi più sociali, fa un bel salto in avanti e un sei e mezzo è tutto suo per la sensibilità di mamma e operaia che ha utilizzato per le sue risposte, per la visione sociale dei problemi sollevati dalla domande, per la conoscenza personale dei problemi delle donne che difficilmente possono conciliare il ruolo di madre con quello di lavoratrice. Simone potrebbe anche andare oltre, e lo farà, ma è chiaro ancora che, quando si deve parlare di numeri (soldi) da associare alle proposte e ai progetti, ancora non va oltre il sano concetto di ridurre gli sprechi per finanziare proposte e progetti senza però aver chiaro di come potrebbe farlo con una macchina amministrativa dei cui meccanismi poco o nulla sa e che non basterebbe avere il potere di guidarli per migliorarli e portarli ad attuare le proprie buone determinazioni
  • e Giacomo Possamai? Un sette meno è tutto suo. Sette perché ha sempre risposto stando meticolosamente e nel rispetto degli altri dentro i due minuti assegnati, ma usandoli tutti fino all’ultimo secondo, nessuno jn più ma anche nessuno in meno per non perdere opportunità di spiegazioni; perchè ha detto la sua senza smanettare cellulari e in assenza di suggeritori e claque; perché è stato uno dei pochi a rispondere con concretezza, come voleva Marta Randon, e l’unico a farlo sempre, se poi in maniera convincente o meno lo avranno deciso i presenti e lo valuteranno quelli che vedraano il nostro video… Ma sette glielo diamo ma accompagnato da un meno perché, e non è parsa solo impressione nostra, confabula spesso col suo avversario principale (questo attributo è oggettivo e non diminutivo degli altri candidati come fa Rucco, che, portando il concetto alle estreme conseguenze, vorrebbe escluderli dai dibattito). Possamai deve capire, o non capiranno la sua “forza interiore” gli elettori, che già devono valutarlo non per la giovane età che ha ma per la lunga esperienza politica che ha già maturato, che Rucco è il suo “avversario” e, quindi, deve trattarlo come tale, con rispetto ma senza dare l’impressione che il rispetto assomigli all’ossequio. Perché all’ossequio la gente, gli elettori possono associare l’accondiscendenza o, peggio, l’assuefazione. Rucco e Possamai, insieme agli altri candidati, devono rispettarsi per rispettare la città che vogliono guidare, ma Rucco, Possamai e gli altri facciano gli avversari, se lo sono veramente e ci diano i motivi per sceglierli.

Ma, se il parlottio tra i due candidati di centrosinistra e di centrodestra non è il massimo, ci sono parsi fuori luogo anche i continui applausi di tutti indistintamente i candidati a chi di loro terminava di parlare, anche se aveva espresso posizioni non condivise, con ciò annacquando le diversità che dovrebbero indirizzare gli elettori verso uno piuttosto che un altro.

Speriamo che dalla prossima volta i candidati si sfidino, civilmente ma con determinazione, altrimenti perché scegliere uno piuttosto che l’altro?

E, peggio, perché andare a votare se… “tutti sono uguali“?

Ecco la peggiore vulgata del non voto!

Ecco perché Marta Randon “spingeva” perché le risposte fossero concrete, caratterizzanti e non di maniera.


Lettera di Geremia 29,4-7

La lettera diceva: “Così parla l’Eterno degli eserciti, l’Iddio d’Israele, a tutti i deportati che egli ha fatto condurre da Gerusalemme a Babilonia: “Costruite delle case e abitatele; piantate dei giardini e mangiatene il frutto; prendete delle mogli e generate figli e figlie; prendete delle mogli per i vostri figli, date marito alle vostre figlie perché facciano figli e figlie; moltiplicate là dove siete e non diminuite. Cercate il bene della città dove io vi ho fatti deportare e pregate l’Eterno per essa; poiché dal bene di essa dipende il vostro bene.

Le 5 domande

1) Vicenza risulta tra le 15 città europee con i più alti livelli di inquinamento da polveri sottili.

Quali interventi ritiene prioritari per arginare il problema?

2) Negli ultimi vent’anni è aumentato il numero delle comunità religiose in città. Molte di queste faticano o non riescono a trovare una collocazione stabile.

Quali azioni volete mettere in atto per coinvolgere le varie comunità religiose in merito alla creazione di spazi di culto e di aggregazione?

3) Anche a Vicenza la natalità media è di un bambino e poco più per famiglia, tra le più basse di Europa.

Ci dica una misura concreta che intende adottare a sostegno delle famiglie per promuovere la natalità. In che tempi?

Dove pensa di trovare i fondi?

4) Sentiamo il bisogno di una città più inclusiva: che cos’è per voi l’inclusività e attraverso quali azioni intendete favorirla?

5) Il TAV è già realtà e tra poco coinvolgerà anche la nostra città.

Come pensa di gestire i disagi che i vicentini sopporteranno nei prossimi dieci anni?

 


Qui tutta o quasi la storia in divenire delle elezioni amministrative Vicenza 2023