Ceuta divide l’Europa, chi è il mandante?

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Tecnicamente, va considerata una crisi migratoria. Lo spostamento simultaneo di oltre 50mila persone attraverso un confine altamente presidiato, quello tra Marocco e l’enclave spagnola di Ceuta, nella sua fotografia istantanea richiama alla mente i grandi sbarchi del passato, come quello della nave Vlora carica di 20mila albanesi approdata nel porto di Bari 35 anni fa, l’8 agosto 1991. Ma quello che è successo tra giovedì e venerdì scorso a Ceuta è qualcosa di molto più complesso di un’ondata di migranti. Ci sono una serie di domande aperte, e di contraddizioni evidenti, che tratteggiano uno scenario da guerra ibrida. Ci sono dei mandanti, e chi sono? Come è stato possibile non prevedere nulla e farsi trovare così impreparati? Quanto pesano i rapporti diretti tra Spagna e Marocco e quanto le diverse combinazioni possibili di interessi (Russi? Americani? Di una coalizione larga contro la Spagna di Pedro Sanchez?)? I punti interrogativi si sommano, non a caso, in un complesso intreccio di fattori politici e geopolitici, che hanno premesse e conseguenze che affondano nell’economia e nella demografia.

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