Ceuta, Marocco: “Spagna sapeva dell’allarme migranti”

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(Adnkronos) –
Il Marocco afferma di aver avvertito la Spagna giorni prima della crisi migratoria di Ceuta. Il governo di Madrid, intanto, silura la funzionaria che venerdì ha reso nota la cifra di 49.000 migranti entrati nell’exclave in Africa. Rabat per la prima volta, secondo quanto riportano i media spagnoli, fornisce una versione che indirettamente attribuisce a Madrid la responsabilità della mancata prevenzione. Una fonte del ministero degli Esteri del Marocco definisce la gestione migratoria “una responsabilità condivisa” tra i due paesi. Il Marocco aveva avvertito la Spagna, giorni prima della crisi nella città di Ceuta, evidenziando che la sentenza della Corte Suprema spagnola di inizio luglio aveva indebolito un elemento cruciale della cooperazione in materia di migrazione. La fonte nega che il paese nordafricano abbia “ridotto” la presenza di forze dell’ordine al confine. La sentenza della Corte Suprema, che rende più complicati i rimpatri di migranti arrivati via mare, sarebbe stata “sfruttata” dalle reti di trafficanti e “amplificata” sui social media. 

Intanto, secondo il quotidiano Abc, il governo del premier Pedro Sanchez ha rimosso una funzionaria del Dipartimento per la Sicurezza Nazionale che venerdì ha diffuso la cifra di 49.000 migranti entrati a Ceuta. Secondo fonti governative, la decisione è stata presa per una carenza di fiducia maturata nei confinti della a causa di una perdita di fiducia nei confronti della funzionaria, che rimane comunque nei quadri della pubblica amministrazione. 

Secondo la ricostruzione dei media spagnoli, la responsabile della comunicazione del Dipartimento per la Sicurezza Nazionale, che fa capo all’Ufficio del primo ministro, ha pubblicato sul sito web del dipartimento un rapporto in cui si menzionava la cifra di 49.000 persone entrate a Ceuta. Il rapporto è stato rimosso e il dato è stato definito ‘non ufficiale’. La cifra in realtà nel giro di qualche ora è stata rivista al rialzo dal ministero dell’Interno. 

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