Tre pietre d’inciampo (nel senso letterale, quello di “ostacoli su cui poter inciampare“, non di pietre della memoria, ndr) stanno turbando l’amministrazione del sindaco Francesco Rucco negli ultimi mesi che precedono la fine del mandato e aprono la campagna elettorale per le comunali del 2023. Compago, sulla cui questione hanno avuto non secondarie sponde interne ad Agsm Aim, farfalla di scavalco Tav/Tac e parcheggi sono i casi che permettono alle opposizioni di attaccare praticamente ogni giorno la Giunta, le cui giustificazioni non sarebbero state finora del tutto adeguate, secondo il gruppo di Dalla Rosa e degli ex eletti con Rucco, poi usciti per motivazioni politiche e/o personali.

Su tutti e tre i fronti per le minoranze sindaco e assessori competenti di Vicenza si sarebbero fatti trovare impreparati e sarebbero stati anticipati da chi avrebbe scoperto i nodi e li avrebbe fatti conoscere alla cittadinanza trasformandoli in temi di lotta politica.

L’acquisto di Compago da parte di Agsm Aim Energy

La vicenda Compago è quella più complessa perché investe la governance di Agsm Aim, la società multiservizi di cui il Comune di Vicenza è socio (38%) con quello di Verona, che la controlla col 62%.

Non si sa ancora come, ma parrebbe che il consigliere delegato Stefano Quaglino (nominato in quota Verona e a cui sono state di recente e nell’ambito della querelle tolte le deleghe fondamentali) all’insaputa del cda, di cui fanno parte di diritto 3 membri vicentini su 6 (Gianfranco Vivian, Anna Massaro e Fabio Sebastiano) e abbia fatto impegnare una business unit del gruppo (Agsm Aim Energy) all’acquisto, poi frenato, di una quota di una società milanese (Compago) che opera nel settore Energia.

Sul punto si è in attesa delle conclusioni di un audit esterno richiesto proprio dall’intero cda, 3 vicentini inclusi, e coordinato dal consigliere di Vicenza Sebastiano, dal quale (verrà presentato lunedì) sembrerebbe che il prezzo di acquisto preliminarmente concordato non sia stato congruo e, comunque, in eccesso.

Da questo audit partiranno le “considerazioni” di entrambe le parti (gruppo veronese vicentino e Compago) sulla finalizzazione o meno (e a quali condizioni) dell’accordo ora in stand by con anche la valutazione di eventuali conseguenze negative (leggasi penale economica) per l’acquirente e per l’ad Quaglino (leggasi sua responsabilità specifica nella gestione apparentemente “monocratica” dell’affare).

L’occasione è stata sfruttata dalla nuova amministrazione veronese (di Centrosinistra) per un “regolamento di conti” con quella precedente, che aveva nominato i consiglieri in quota scaligera e tuttora in carica, con l’obbiettivo di sostituirli.

A Palazzo Trissino per le opposizioni sarebbero ufficialmente caduti tutti dalle nuvole, pur essendoci tre vicentini (uno dei quali vicepresidente) nel cda del Gruppo, e Rucco si sarebbe dovuto impegnare in una difficile rincorsa per padroneggiare la situazione, versione contestata sulla sponda berica dove si sottolinea come proprio al consigliere vicentino sia stato affidata la verifica della congruità dell’accordo, per il quale Quaglino avrebbe messo in campo la controllata Agsm Aim proprio per aggirare le obiezioni del cda al suo operato.

Tutto è reso ancor più complicata (o più chiaro…) dal fatto che il collega Tommasi ha chiesto ai consiglieri veronesi di dimettersi (richiesta respinta in prima battuta ma che non potrà a breve essere elusa), cosa che “per coerenza e correttezza”, lamentano i suoi oppositori, per i consiglieri che ha nominato la sua Giunta dovrebbe fare lo stesso Rucco.

Il primo cittadino di Vicenza, però, rivendica il loro ruolo nello stoppare l’affaire Compago, mai dimenticando che Agsm Aim è una spa, controllata da proprietari “pubblici” ma regolata dal diritto privato e, quindi, autonoma nelle sue decisioni, pur essendo queste valutabili dall’assemblea dei soci che può, e in certi casi, deve rimuovere in parte o in toto i componenti del cda di fronte a loro evidenti e acclarati errori e/o a loro comportamenti che vadano al di là se non contro il mandato dei soci.

Global Parking Solution e i parcheggi comunali

La seconda delle pietre d’inciampo per il percorso preelettorale del Centrodestra è la gestione dei parcheggi e degli stalli a pagamento comunali da parte del nuovo gestore Global Parking Solution, che si è aggiudicato il servizio per nove anni a partire dallo scorso 1° settembre. Dopo quasi tre mesi non sono stati ancora risolti i disservizi che penalizzano gli utenti con il malfunzionamento dei parcometri, delle casse automatiche e dei varchi d’accesso.

Dopo il flop in occasione dell’adunata degli Alpini, giustificato, però, anche dall’accesso contemporaneo di un gran numero di utenti ai varchi di uscita dopo la fine dell’evento –  le minoranze paventano il bis nelle festività natalizie e attaccano a testa bassa l’assessore alla Mobilità nonché vicesindaco Matteo Celebron, accusandolo di mala gestio dei rapporti con Global Parking Solution, che da parte sua – giusto riconoscerlo – non sembra lavorare al massimo per sistemare le cose. Anche in questo caso la Giunta Rucco si è fatta prendere alla sprovvista ed è stata costretta da un lato a inseguire l’opposizione per rintuzzare le accuse e, dall’altro, a fare in tutti i modi pressione su GPS per rendere una buona volta operativo il servizio.

3° lotto TAV: il problema della “farfalla di scavalco”

L’ultima delle pietre d’inciampo di questi tempi è la cosiddetta “farfalla di scavalco”, definizione tecnica dello scavalco da sud a nord delle nuove linee AV/AC sulla linea storica, che incombe sul 3° lotto funzionale della Tav in uscita dalla città verso est. Il 7 novembre scoppia il caso: un ex assessore della Giunta Rucco, da cui fu estromesso, Lucio Zoppello, denuncia – documenti alla mano – la possibilità che Rfi voglia piazzare un viadotto lungo quasi due chilometri e alto al culmine venti metri giusto alle porte della città, in località Settecà, e insinua che la cosa fosse a conoscenza del Comune.

Anche stavolta per le minoranze la Giunta cadrebbe dalle nuvole e sarebbe costretta ad arrampicarsi sugli specchi sostenendo di non aver potuto prendere in esame la cosa perché Rfi non ha ancora fornito qualsivoglia progetto (preliminare, definitivo o esecutivo) sulla tratta est della Tav e, in particolare, di non sapere nulla sullo spostamento in territorio comunale del viadotto, prima collocato a Grumolo o a Torri di Quartesolo.

Il fronte compatto dei gruppi di minoranza e del Misto, spalleggiati dall’associazione Rigeneriamo Vicenza Insieme, anch’essa ricca di ex “rucchiani”, parte all’attacco del sindaco accusandolo di superficialità e di negligenza: la documentazione da cui si evince la possibile collocazione a Settecà della “farfalla di scavalco” – ribatte l’opposizione alla maggioranza che glielo ricordava – era stata esibita in Commissione Territorio il 3 maggio e, quindi, la maggioranza non poteva non sapere.

Anche la minoranza, se è per quello e va detto, non poteva non sapere già a maggio scorso ma, a distanza allora dalla prossima tornata elettorale locale, è rimasta altrettanto muta, forse anche perché dalle risultanze documentali ad oggi esibite pubblicamente è vero che la farfalla di scavalco a Settecà rimane un’ipotesi, fortemente voluta sì da Rfi, ma ancora non presentata progettualmente e, quindi, non ancora valutata ufficialmente dagli organi istituzionali competenti del comune di Vicenza.

Per fronteggiare l’esplosione (anche mediatica) del caso, Rucco, però e anche se apparentemente preso in contropiede, si muove bene.

Apre un percorso di condivisione e di ascolto con i cittadini articolato in un’assemblea pubblica (in calendario stasera nel teatro di Bertesinella, nda) con la partecipazione dei progettisti e in una successiva riunione con categorie produttive e ordini professionali. Chiede poi la convocazione di un Consiglio comunale urgente e monotematico (nello stesso giorno in cui la chiedono anche i gruppi di opposizione) per un dibattito istituzionale sulla materia.

Si fionda infine a Roma per incontrare il commissario straordinario Tav Vincenzo Macello e, soprattutto, il ministro alle Infrastrutture e ai Trasporti Matteo Salvini che, il giorno dopo, gli dà un assist formidabile dichiarando – con esplicito riferimento al viadotto vicentino – che le opere pubbliche si fanno solo dopo aver sentito i territori.

Rucco, infine, firma il capolavoro dichiarandosi favorevole alla soluzione interrata alternativa allo scavalco in galleria, abbracciata anche dallo stesso Zoppello e, quindi, dall’opposizione.

Le tre pietre d’inciampo sono, comunque, ancora tutte lì e il Centrodestra ha la necessità di toglierle al più presto dal proprio percorso per non complicare una campagna elettorale che, sotto sotto, potrebbe non risultare così pacifica e scontata come ci si aspettava prima dell’esito delle elezioni del 25 settembre.

Le opposizioni con i tre casi illustrati, che non si risolveranno tanto presto, potrebbero costruire altrettanti  argomenti di polemica politica, anche se con fini diversi visti i vari “colori” che le caratterizzano ma convergenti sulle critiche all’attuale giunta.

Ma da qui a maggio dell’anno prossimo, c’è da crederlo, Rucco farà di tutto per levigare le punte di quelle pietre ed evitare l’inciampo tanto più che, almeno sulla gestione di Agsm Aim, con Verona a farla da padrona, non sarà difficile per lui coinvolgere nelle responsabilità la precedente amministrazione di centrosinistra mentre sui tracciati Tav Tac ha tempi e modi per “contrattarli”.

Gianni Poggi e Giovanni Coviello

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Gianni Poggi risiede e lavora a Vicenza. È iscritto all’Ordine dei giornalisti. Le sue principali esperienze giornalistiche sono nel settore radiotelevisivo. È stato il primo redattore della emittente televisiva vicentina TVA Vicenza, con cui ha lavorato per news e speciali ideando e producendo programmi sportivi come le telecronache delle partite nei campionati del Lanerossi Vicenza di Paolo Rossi, i dopo partita ed il talk show «Assist». Come produttore di programmi e giornalista sportivo ha collaborato con televisioni locali (Tva Vicenza, TeleAltoVeneto), radio nazionali (Radio Capital) e locali (Radio Star, Radio Vicenza International, Rca). Ha scritto di sport e di politica per media nazionali e locali ed ha gestito l’ufficio stampa di manifestazioni ed eventi anche internazionali. È stato autore, produttore e conduttore di «Uno contro uno» talk show con i grandi vicentini della cultura, dell’industria, dello spettacolo, delle professioni e dello sport trasmesso da TVA Vicenza. Ha collaborato con la testata on line Vvox per cui curava la rubrica settimanale di sport «Zero tituli». Nel 2014 ha pubblicato «Dante e Renzo» (Cierre Editore), dvd contenente le video interviste esclusive a Dante Caneva e Renzo Ghiotto, due “piccoli maestri” del libro omonimo di Luigi Meneghello. Nel 2017 ha pubblicato per Athesis/Il Giornale di Vicenza il documentario «Vicenza una favola Real» che racconta la storia del Lanerossi Vicenza di Paolo Rossi e G.B. Fabbri, distribuito in 30.000 copie con il quotidiano. Nel 2018 ha pubblicato il libro «Da Nobile Provinciale a Nobile Decaduta» (Ronzani Editore) sul fallimento del Vicenza Calcio e «No Dal Molin – La sfida americana» (Ronzani Editore), libro e documentario sulla storia del Movimento No Dal Molin. Nel 2019 ha pubblicato per Athesis/Il Giornale di Vicenza e Videomedia il documentario «Magico Vicenza, Re di Coppe» sul Vicenza di Pieraldo Dalle Carbonare e Francesco Guidolin che ha vinto nel 1997 la Coppa Italia.