
Una mozione del gruppo regionale del Partito democratico chiede di ripristinare i trasferimenti, coprire i maggiori costi e incentivare le fusioni volontarie.
La crisi finanziaria dei Comuni veneti arriva in Consiglio regionale con una mozione presentata da Paolo Galeano e sottoscritta dal gruppo PD. Il documento chiede alla Giunta di intervenire nei confronti di Governo e Parlamento e di rafforzare il sostegno regionale. Gli atti possono essere seguiti sul portale del Consiglio regionale del Veneto.
La mozione richiama le stime di Anci Veneto: negli ultimi cinque anni i trasferimenti ai Comuni della regione sarebbero scesi da circa 770 a circa 350 milioni di euro. A pesare sui bilanci sono anche l’aumento dei costi energetici, i rinnovi contrattuali del personale e la nuova contabilità economico-patrimoniale prevista a regime nel 2030.
Il tema riguarda la capacità degli enti locali di garantire servizi essenziali, dentro un confronto regionale che coinvolge anche la programmazione territoriale dei Comuni veneti e la distribuzione delle risorse disponibili.
Crisi finanziaria dei Comuni veneti, la proposta sulle fusioni
Galeano chiede un’iniziativa trasversale per ottenere il ripristino di trasferimenti adeguati e la copertura dei maggiori oneri energetici e contrattuali. La Regione, secondo la proposta, dovrebbe inoltre riconsiderare le proprie priorità di bilancio per proteggere i servizi pubblici locali.
La seconda linea d’intervento riguarda le fusioni volontarie. Il gruppo democratico propone di potenziare gli incentivi e accompagnare le amministrazioni interessate, utilizzando contributi statali e regionali ed economie di scala. L’obiettivo dichiarato è costruire strutture più stabili senza imporre aggregazioni dall’alto.
La mozione è arrivata anche con un secondo invio del gruppo PD, accorpato nella stessa notizia. Sulla crisi finanziaria dei Comuni veneti i proponenti auspicano un voto unanime, sostenendo che il problema investa la tenuta della democrazia di prossimità e non possa essere ridotto a uno scontro tra maggioranza e opposizione.






























