Conoscenza, pensiero, intelligenza, memoria: il discorso della domenica di Walter Mauriello, presidente di Meritocrazia Italia

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Meritocrazia Italia e presidente Walter Mauriello, foto festante alla fine della Direzione nazionale ad Avellino
Meritocrazia Italia, foto festante col presidente Mauriello al centro alla fine della Direzione nazionale ad Avellino

Giordano Bruno descriveva con grande realismo l’Europa del 500. I contrasti non mancavano già all’epoca. L’Università di Oxford proponeva un cambiamento culturale, per la crescita del Paese, ma Giordano Bruno sottolineava che il progresso non può essere dato soltanto dalla presenza delle migliori università; servono anche esperienza, relazioni e dialogo.
Nel 1558, quando si soffermò sulla valutazione del poema ‘Zodiacus vitae’, tentò di confutare la teoria secondo la quale nulla si dovrebbe pensare oltre il cielo, come se anche Dio avesse compiuto un’opera finita. Solo la Terra e le stelle conosciute.
Perché Dio non si è spinto oltre?
Non ha avuto il tempo di completare l’opera? O mancava di capacità per farlo?
In un momento di ripresa, a seguito del decadentismo, si cominciava a comprendere che il benessere umano si può realizzare soltanto grazie all’impegno culturale.

È ancora vero.
Conoscere e mettere in relazione momenti salienti della Storia dei Popoli, principi dell’arte e della poesia è fondamentale per leggere meglio il presente.

È importante affrontare i singoli problemi; non c’è soluzione adeguata però senza il corretto approccio di metodo, quello che si acquisisce con quello studio, teorico e filosofico, da tanti sottovalutato.
Conoscenza.
Pensiero.
Intelligenza.
Memoria.
Sono le fasi del percorso verso un nuovo, vero, benessere.
La conoscenza è nell’informazione sulla realtà, e consente di accumulare esperienza, acquisire nozioni, guardarsi intorno con consapevolezza.
Il pensiero segue la conoscenza; più si sa e meglio si riesce a elaborare quel pensiero libero, non condizionabile, che consente di generare idee.
L’intelligenza è l’insieme delle attività che si è in grado di svolgere e che permettono di accumulare esperienza, l’abilità di risolvere i problemi.
La memoria, invece, rappresenta il motore di tutto.

Tutto questo concorre alla costruzione di un nuovo welfare. Incide sull’umore. E l’umore è variabile, dipende dal modo in cui ci si riesce relazionare all’altro, dal modo in cui si tengono le relazioni lavorative, familiari, sociali.

Il punto è che, nell’agire comunicativo, ciascuno pretende di aver ragione e cerca di convincere l’altro della validità delle proprie convinzioni. L’inevitabile diversità di vedute porta a continui contrasti.
Occorre curare di più la socialità, specie in un contesto come quello moderno, fatto di distanze e muri, di virtualità, di intorpidimento delle menti e dei pensieri. La tecnologia risolve i nostri problemi, dalla traduzione di una versione di latino alla guida di un navigatore satellitare, che annichiliscono l’ingegno e fanno smarrire l’orientamento.
Viviamo un pensiero debole.
E questo condiziona l’umore. E si sta peggio.

Meritocrazia si propone di parlare ai cittadini in una maniera forse complessa, ma preferisce evitare gli slogan e invogliare invece l’approfondimento, incuriosendo e svelando la meraviglia della libertà delle idee.
La mente va allenata alla diversità.
Esperienze come quella di Meritocrazia portano anche a questo, a colorare di tinte nuove la propria conoscenza e rafforzare la propria capacità di risolvere problemi, non soltanto personali, ma anche comuni, semplici e più complessi.

Il welfare è il frutto dell’impegno di tutti. Leggiamo. Ragioniamo. Proponiamo.
La Cultura rende più forti.
Senza Cultura, solo il caos.

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Fonte: Conoscenza. Pensiero. Intelligenza. Memoria

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