
Il Coordinamento dei docenti dei diritti umani chiede un parametro pubblico della spesa e testi scolastici concessi in comodato.
Costo scolastico essenziale e un fondo nazionale di rotazione per acquistare libri riutilizzabili: sono le due proposte avanzate dal Coordinamento nazionale dei docenti della disciplina dei Diritti umani per affrontare l’aumento delle spese sostenute dalle famiglie all’inizio dell’anno scolastico 2026-2027. Il documento completo è presentato dal Coordinamento nazionale dei docenti dei Diritti umani.
Il CNDDU cita stime di Federconsumatori che indicano una spesa media di 673,60 euro per il corredo di uno studente e di 545,66 euro per libri obbligatori e dizionari. Il problema, osserva il presidente Romano Pesavento, non è soltanto l’incremento annuale, ma la concentrazione degli acquisti necessari in poche settimane.
Il parametro proposto dovrebbe essere aggiornato ogni anno e differenziato per grado e classe, comprendendo testi, dotazioni indispensabili ed eventuali servizi digitali obbligatori. Non sarebbe un prezzo imposto, ma un riferimento pubblico per misurare gli scostamenti e chiedere una motivazione quando le adozioni comportano costi molto superiori.
Il tema si aggiunge alle numerose segnalazioni sul rincaro dei libri e del materiale scolastico, che incidono sui bilanci familiari e alimentano il mercato dell’usato.
Costo scolastico essenziale e libri in comodato
Il fondo di rotazione servirebbe a finanziare l’acquisto dei testi con maggiore possibilità di uso pluriennale. I volumi entrerebbero nel patrimonio delle scuole o di reti territoriali e sarebbero concessi in comodato agli studenti, con priorità graduata sulla condizione economica familiare.
Secondo il CNDDU, la differenza rispetto a un bonus annuale è nella durata dell’investimento: lo stesso libro può essere utilizzato da più studenti per diversi anni. Acquisti aggregati da parte delle scuole potrebbero inoltre aumentare il potere negoziale della domanda pubblica.
Pesavento chiede anche maggiore trasparenza sulle differenze tra nuove e vecchie edizioni, per evitare che modifiche limitate rendano inutilizzabili testi ancora validi. Analogo criterio dovrebbe valere per piattaforme e licenze digitali, da valutare soprattutto quando si sommano integralmente al materiale cartaceo.
Il costo scolastico essenziale, conclude la proposta, affiancherebbe l’Isee: il primo valuterebbe la ragionevolezza della spesa richiesta, mentre il secondo continuerebbe a graduare gli aiuti in base alla situazione economica delle famiglie.





























