
Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato stampa e la lettera accompagnatoria da parte del Prof. Marco Spiandorello su di una delle vicende legate ai Fondi della Regione Veneto per la Formazione. Dopo anni ALF e IPEA -ormai fallite- si vedono riconoscere oltre 600.000 euro dalla Regione. Nel mezzo, una lunga serie di procedimenti giudiziari, civili e penali, che, su iniziativa dell’allora assessore alla formazione Elena Donazzan e della Regione Veneto di Luca Zaia, hanno coinvolto (o meglio coinvolgono, dal momento che non è arrivata alcuna sentenza definitiva) anche il nostro giornale ed il nostro direttore, che da dieci anni si occupano della vicenda.
IPEA E AFL, DOPO DODICI ANNI CREDO SIA NECESSARIO RICOSTRUIRE TUTTA LA STORIA
Lettera al Direttore
Gentile Direttore,
Le scrivo dopo la pubblicazione delle recenti notizie relative ai riconoscimenti economici disposti dalla Regione Veneto per attività formative realizzate oltre dieci anni fa da Agenzia Formazione Lavoro (AFL) e dal Centro di Formazione Professionale IPEA.
Non lo faccio con spirito di rivalsa, ma perché ritengo che gli ultimi atti amministrativi consentano – e forse impongano – di rileggere dall’inizio una vicenda che ha profondamente segnato la mia vita personale e professionale.
La storia comincia prima delle indagini che successivamente coinvolsero me e Iles Braghetto. A partire dal 2011, dopo essere subentrati nella gestione di IPEA, presentammo esposti alle Procure di Padova e Venezia e successivamente alla Corte dei Conti, segnalando quelle che ritenevamo gravi irregolarità nella precedente gestione dell’ente e nell’utilizzo dei finanziamenti pubblici destinati alla formazione professionale.
Nel 2014 la questione divenne pubblica e successivamente parte della documentazione entrò nel cosiddetto “dossier Berlato”.
Da quel momento, però, la storia prese una direzione che non avrei mai immaginato: da denuncianti diventammo a nostra volta oggetto di verifiche, indagini e procedimenti relativi alla gestione dei finanziamenti di IPEA e AFL.
Nel febbraio 2016 la Regione Veneto sospese cautelativamente le verifiche di alcuni rendiconti a causa delle indagini giudiziarie e del sequestro della documentazione. Per IPEA quella sospensione venne confermata ancora nel 2021, in attesa della conclusione del procedimento penale.
Nel frattempo AFL fallì nel 2016 e IPEA nel 2017. Lavoratori, collaboratori e altri creditori rimasero coinvolti nelle conseguenze economiche di quei dissesti.
Uno dei principali procedimenti penali si è concluso soltanto nel 2023. Con la sentenza n. 448 dell’8 febbraio 2023, il Tribunale di Padova ha dichiarato non doversi procedere per intervenuta prescrizione relativamente alle contestazioni di malversazione. Nello stesso procedimento sono stato inoltre assolto “per non aver commesso il fatto” dalla distinta contestazione di accesso abusivo ai sistemi informatici dell’Agenzia delle Entrate.
Le diverse vicende giudiziarie relative ai fallimenti AFL e IPEA hanno seguito e, in parte, seguono percorsi autonomi. Non intendo confondere procedimenti diversi né sottrarmi agli esiti della giustizia. Ritengo però altrettanto corretto ricordare l’intera sequenza dei fatti.
DOPO DIECI ANNI ARRIVANO I RICONOSCIMENTI
Concluso quel procedimento penale, la Regione ha potuto riattivare verifiche amministrative rimaste sospese per anni.
Nel 2026 sono stati approvati per AFL tre rendiconti dell’anno formativo 2014-2015, per 178.809,55 euro, 163.563,50 euro e 163.059,60 euro, complessivamente 505.432,65 euro.
Per IPEA, con il Decreto regionale n. 59 del 9 luglio 2026, sono stati riconosciuti e posti in liquidazione altri 121.146,44 euro, relativi a un progetto formativo 2014-2015.
Parliamo quindi, nei soli provvedimenti finora documentati, di 626.579,09 euro.
Queste somme non vengono riconosciute a me o agli ex amministratori, ma alle procedure fallimentari e potranno concorrere, secondo le regole previste dalla legge, al pagamento dei creditori e soprattutto dei lavoratori rimasti in attesa delle loro spettanze.
È un risultato importante soprattutto per loro.
Ma è impossibile non interrogarsi sul fatto che attività formative del 2014-2015 vengano riconosciute economicamente nel 2026.
ANCHE CHI RACCONTÒ QUESTA STORIA FINÌ IN TRIBUNALE
C’è un altro aspetto che considero significativo.
Giovanni Coviello, direttore di VicenzaPiù, fu tra i giornalisti che seguirono con continuità la vicenda della formazione professionale veneta e pubblicarono documenti e approfondimenti collegati anche al dossier Berlato e al caso IPEA.
Anche Coviello si trovò successivamente coinvolto in procedimenti civili e penali per diffamazione relativi alle proprie pubblicazioni. Alcuni di quei giudizi ebbero esiti a lui sfavorevoli in primo grado anche se non definitivi dopo il suo appello e devono quindi essere ricordati correttamente; ma rimane il fatto che anche il giornalista che contribuì a portare pubblicamente all’attenzione questa complessa vicenda dovette affrontare personalmente un lungo percorso giudiziario.
Lo ricordo perché fui anch’io chiamato a testimoniare in uno di quei procedimenti sulla provenienza della documentazione utilizzata.
Non intendo sostenere che vicende giudiziarie differenti abbiano una medesima origine o una medesima responsabilità. Ma considero significativo osservare l’intera sequenza: chi denunciò determinate situazioni divenne successivamente indagato; chi contribuì a raccontarle fu chiamato a difendersi in tribunale; gli enti fallirono; e oltre dieci anni dopo una parte consistente delle attività formative allora realizzate viene riconosciuta economicamente dalla Regione.
HO PERSO TUTTO E SONO RIPARTITO DALLA SCUOLA
Per me questa non è soltanto una cronologia giudiziaria.
Questa vicenda ha aperto un oceano di procedimenti penali, civili e amministrativi, alcuni dei quali hanno continuato ad accompagnarmi per anni e altri sui quali ancora oggi devo confrontarmi.
Ho perso tutto.
Ho però ricominciato, continuando il mio percorso professionale nella scuola pubblica, dove ho sempre insegnato e della quale sono dipendente.
Dopo oltre dieci anni trascorsi tra tribunali, atti amministrativi, fallimenti e procedimenti, definisco personalmente ciò che ho vissuto una sorta di “giustizia al contrario”.
Uso questa espressione non per accusare magistrati, funzionari o singole persone, né per anticipare giudizi su procedimenti ancora aperti. La utilizzo per descrivere un’esperienza: quella di chi parte denunciando situazioni che ritiene irregolari e finisce, attraverso un intreccio di procedimenti penali, amministrativi e civili, dall’altra parte del sistema giudiziario.
In Italia un cittadino che denuncia deve poter confidare che la legalità venga accertata senza che la durata e la sovrapposizione dei procedimenti diventino esse stesse una pena anticipata capace di distruggere attività professionali, patrimonio e reputazione prima ancora che tutta la storia sia definitivamente chiarita.
È questo, dopo ciò che ho vissuto, il tema sul quale credo valga la pena riflettere.
NON CERCO UNA RIVINCITA
Non considero i provvedimenti regionali del 2026 una mia vittoria e tanto meno una cancellazione delle altre vicende giudiziarie.
Chiedo qualcosa di più semplice: che la storia venga ricostruita integralmente, partendo dalle denunce iniziali, passando attraverso le indagini, i processi e i fallimenti, fino agli atti con i quali oggi la Regione riconosce economicamente attività formative realizzate oltre dieci anni fa.
E soprattutto rimane una domanda alla quale credo sia legittimo cercare una risposta:
che cosa sarebbe accaduto ad AFL, a IPEA, ai loro lavoratori e ai loro creditori se quelle attività formative fossero state verificate e liquidate nei tempi ordinari anziché dopo oltre dieci anni?
Non sostengo che quei mancati pagamenti abbiano, da soli, provocato i fallimenti. Sarebbe necessario ricostruire contabilmente e giudiziariamente tutti i fattori che determinarono i dissesti.
Ma oggi sappiamo che quelle attività esistevano, sono state sottoposte a verifica e una parte rilevante è stata riconosciuta economicamente dalla Regione.
Dopo dodici anni non cerco una rivincita. Cerco il diritto a una ricostruzione completa dei fatti.
Perché la giustizia non dovrebbe significare soltanto arrivare a una decisione. Dovrebbe significare anche arrivarci in tempi nei quali quella decisione possa ancora avere un senso per le persone, per i lavoratori e per le imprese coinvolte.
prof. Marco Spiandorello
Di seguito i comunicati stampa che già hanno trovato riscontro sulla stampa.
Il prof. Marco Spiandorello ha allegato ai suoi comunicati i decreti AFL – IPOEA liquidazione corsi che conserviamo in archivio per eventuali colleghi o altri interessati
CASO IPEA
IPEA, DOPO OLTRE DIECI ANNI LA REGIONE RICONOSCE LE ATTIVITA’ DI FORMAZIONE: NUOVE RISORSE PER I LAVORATORI CREDITORI.
Le attività formative 2014-2015 vengono riconosciute dopo anni di sospensione dei rendiconti. Spiandorello: «Ora queste somme potranno concorrere al pagamento dei crediti dei lavoratori e degli altri aventi diritto»
PADOVA/VENEZIA – Dopo oltre dieci anni arriva un nuovo e significativo capitolo nella vicenda del Centro di Formazione Professionale IPEA. I provvedimenti adottati dalla Regione Veneto nel 2026 portano al riconoscimento complessivo di oltre 350.000 euro riferiti alle attività formative realizzate dall’ente nell’anno 2014-2015.
Il dato assume oggi un significato che va oltre la semplice conclusione amministrativa dei rendiconti: le somme riconosciute alla procedura fallimentare potranno concorrere, secondo le regole e i riparti della procedura, al soddisfacimento dei creditori dell’IPEA e in particolare dei lavoratori aventi diritto.
È proprio la posizione dei lavoratori uno degli aspetti più importanti di una vicenda nella quale, per anni, sono rimasti sospesi i rendiconti relativi ad attività formative che erano state realizzate.
UNA VICENDA INIZIATA CON LE DENUNCE SULLA PRECEDENTE GESTIONE
La storia ha origine nel 2011, quando Iles Braghetto e Marco Spiandorello, subentrati nella gestione dell’IPEA, presentarono esposti alle Procure di Padova e Venezia e successivamente alla Corte dei Conti, segnalando presunte irregolarità riferibili alla precedente amministrazione dell’ente.
Negli anni successivi gli stessi amministratori divennero a loro volta oggetto di verifiche e indagini sulla gestione dei finanziamenti pubblici destinati alla formazione professionale.
Il procedimento penale si è concluso con la sentenza n. 448 dell’8 febbraio 2023 del Tribunale di Padova, depositata il 2 maggio 2023, che ha dichiarato non doversi procedere nei confronti degli imputati per intervenuta prescrizione dei reati contestati. La conclusione del procedimento è espressamente richiamata anche negli atti regionali relativi alla successiva riapertura delle verifiche sui rendiconti.
RENDICONTI SOSPESI PER ANNI, POI LA RIAPERTURA DELLE VERIFICHE
La documentazione regionale permette oggi di ricostruire un passaggio fondamentale.
Nel febbraio 2016 la Regione sospese cautelativamente le verifiche rendicontali delle attività IPEA in presenza delle indagini della Polizia Giudiziaria e del sequestro della documentazione necessaria ai controlli.
Nel frattempo, nel 2017, intervenne il fallimento del Centro di Formazione Professionale IPEA.
Soltanto dopo la conclusione del procedimento penale la Regione ha potuto riattivare l’iter amministrativo. Nel 2026, considerata la difficoltà di ricostruire dopo oltre un decennio tutta la documentazione dei costi reali, le verifiche sono state effettuate attraverso le Unità di Costo Standard, riconoscendo le ore di docenza regolarmente registrate.
Gli accertamenti hanno così condotto al riconoscimento complessivo di oltre 350 mila euro riferiti alle attività formative IPEA dell’anno 2014-2015.
ORA LE RISORSE POTRANNO CONCORRERE AL PAGAMENTO DEI LAVORATORI
La conclusione dei rendiconti assume particolare rilievo per quanti vantano crediti nei confronti dell’IPEA.
Le somme riconosciute dalla Regione vengono infatti attribuite alla procedura fallimentare e potranno essere utilizzate, secondo le regole concorsuali e nel rispetto dell’ordine dei privilegi, per i riparti ai creditori ammessi al passivo.
Tra questi assumono particolare rilievo i lavoratori che vantano crediti per retribuzioni e altre spettanze maturate nell’ambito dell’attività dell’ente.
Il riconoscimento regionale non comporta automaticamente il pagamento integrale di ogni singolo credito: spetterà alla procedura determinare gli importi distribuibili e procedere ai relativi riparti. Ma dopo anni di attesa vengono finalmente riconosciute risorse che possono contribuire concretamente al soddisfacimento degli aventi diritto.
SPIANDORELLO: «PRIMA DI TUTTO UNA RISPOSTA AI LAVORATORI»
«Dopo oltre undici anni – dichiara Marco Spiandorello, già direttore dell’IPEA – arrivano atti ufficiali che riconoscono economicamente le attività formative realmente svolte. Ma il significato più importante di questi provvedimenti riguarda oggi i lavoratori».
«Molte persone hanno lavorato nei corsi, hanno garantito un servizio pubblico di formazione professionale ai giovani e sono rimaste creditrici dell’ente. Oggi le somme riconosciute dalla Regione possono finalmente entrare nella disponibilità della procedura e concorrere al pagamento dei crediti riconosciuti ai lavoratori e agli altri aventi diritto, nel rispetto delle regole della procedura fallimentare».
«È un risultato che arriva con oltre dieci anni di ritardo. Ed è proprio questo che impone una riflessione: mentre i rendiconti rimanevano sospesi, l’IPEA affrontava una crescente difficoltà finanziaria, fino al fallimento, e lavoratori e creditori rimanevano in attesa delle proprie spettanze».
«NON UNA RIVINCITA, MA IL DIRITTO DI RICOSTRUIRE TUTTA LA VICENDA»
«Non considero questi provvedimenti una rivincita personale – conclude Spiandorello – ma un elemento indispensabile per ricostruire finalmente tutta la storia. Eravamo partiti come denuncianti delle anomalie della precedente gestione, siamo diventati successivamente accusati e abbiamo atteso anni la conclusione del procedimento penale e delle verifiche amministrative».
«Oggi rimane una domanda che merita una risposta: che cosa sarebbe accaduto all’IPEA, ai suoi lavoratori e ai suoi creditori se queste risorse fossero state verificate e liquidate nei tempi ordinari, anziché dopo oltre dieci anni?».
PROF. MARCO SPIANDORELLO
CASO AFL
AFL PADOVA, DOPO OLTRE DIECI ANNI LA REGIONE RICONOSCE OLTRE 500 MILA EURO: NUOVE RISORSE PER I LAVORATORI CREDITORI
Le attività formative 2014-2015 vengono riconosciute dopo anni di sospensione dei rendiconti. Spiandorello: «Ora queste somme potranno concorrere al pagamento dei crediti dei lavoratori e degli altri aventi diritto»
PADOVA – Dopo oltre dieci anni arriva un nuovo e significativo capitolo nella vicenda di Agenzia Formazione Lavoro – AFL di Padova. Con tre distinti provvedimenti adottati dalla Regione Veneto nel 2026 vengono riconosciuti, oltre mezzo milione di euro, riferiti alle attività formative realizzate dall’ente nell’anno 2014-2015.
Il dato assume un significato che va oltre la conclusione amministrativa dei rendiconti: le somme riconosciute alla procedura fallimentare potranno concorrere, secondo le regole e i riparti della procedura, al soddisfacimento dei creditori di AFL e, in particolare, dei lavoratori aventi diritto.
È proprio la posizione dei lavoratori uno degli aspetti più importanti di una vicenda nella quale i rendiconti relativi ad attività formative effettivamente realizzate sono rimasti sospesi per anni.
UNA VICENDA INIZIATA CON LE DENUNCE SULLA GESTIONE DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE
La vicenda AFL si inserisce nella più ampia storia che ha interessato anche il Centro di Formazione Professionale IPEA e che ha visto Iles Braghetto e Marco Spiandorello presentare, a partire dal 2011, esposti alle Procure di Padova e Venezia e successivamente alla Corte dei Conti, segnalando presunte irregolarità nella gestione precedente di IPEA e nel sistema della formazione professionale.
Negli anni successivi gli stessi amministratori divennero a loro volta oggetto di verifiche e indagini sulla gestione dei finanziamenti pubblici destinati alle attività formative di IPEA e AFL.
Il procedimento penale si è concluso con la sentenza n. 448 dell’8 febbraio 2023 del Tribunale di Padova, depositata il 2 maggio 2023, che ha dichiarato non doversi procedere nei confronti degli imputati per intervenuta prescrizione dei reati contestati. La conclusione del procedimento è espressamente richiamata anche negli atti regionali che hanno consentito la successiva riapertura delle verifiche sui rendiconti AFL.
RENDICONTI SOSPESI PER ANNI, POI LA RIAPERTURA DELLE VERIFICHE
La documentazione regionale permette oggi di ricostruire un passaggio fondamentale.
Nel febbraio 2016 la Regione Veneto sospese cautelativamente le verifiche rendicontali delle attività di Agenzia Formazione Lavoro a seguito delle indagini della Polizia Giudiziaria e del sequestro della documentazione necessaria ai controlli. La sospensione venne successivamente confermata in attesa della definizione del procedimento penale.
Nel frattempo, nel 2016, intervenne il fallimento di Agenzia Formazione Lavoro.
Soltanto dopo la conclusione del procedimento penale la Regione ha riattivato l’iter amministrativo. Nel 2026, considerata la difficoltà di ricostruire dopo oltre un decennio tutta la documentazione dei costi reali, le verifiche sono state effettuate attraverso il sistema delle Unità di Costo Standard, riconoscendo le ore di docenza regolarmente registrate.
Gli audit hanno così portato all’approvazione di tre rendiconti relativi all’anno formativo 2014-2015:
178.809,55 euro, 163.563,50 euro e 163.059,60 euro, per un riconoscimento complessivo di 505.432,65 euro.
OLTRE MEZZO MILIONE DI EURO CHE POTRÀ CONCORRERE AL PAGAMENTO DEI LAVORATORI
La conclusione dei rendiconti assume oggi particolare rilievo per quanti vantano crediti nei confronti di Agenzia Formazione Lavoro.
Le somme riconosciute dalla Regione vengono attribuite alla procedura fallimentare e potranno essere utilizzate, secondo le regole concorsuali e nel rispetto dell’ordine dei privilegi, per i riparti ai creditori ammessi al passivo.
Tra questi assumono particolare rilievo i lavoratori che vantano crediti per retribuzioni e altre spettanze maturate nell’ambito delle attività dell’ente.
Il riconoscimento regionale non comporta automaticamente il pagamento integrale di ogni singolo credito: spetterà alla procedura determinare gli importi distribuibili e procedere ai relativi riparti. Ma, dopo oltre dieci anni, vengono finalmente riconosciute risorse per più di mezzo milione di euro che possono contribuire concretamente al soddisfacimento degli aventi diritto.
SPIANDORELLO: «PRIMA DI TUTTO UNA RISPOSTA AI LAVORATORI»
«Dopo oltre undici anni – dichiara Marco Spiandorello, già direttore di Agenzia Formazione Lavoro – arrivano atti ufficiali che riconoscono economicamente per oltre mezzo milione di euro le attività formative realmente svolte. Ma il significato più importante di questi provvedimenti riguarda oggi i lavoratori».
«Molte persone hanno lavorato nei corsi, hanno garantito un servizio pubblico di formazione professionale ai giovani e sono rimaste creditrici dell’ente. Oggi oltre 500 mila euro riconosciuti dalla Regione possono finalmente entrare nella disponibilità della procedura e concorrere al pagamento dei crediti dei lavoratori e degli altri aventi diritto, nel rispetto delle regole della procedura fallimentare».
«È un risultato che arriva dopo oltre dieci anni. Ed è proprio questo che impone una riflessione: mentre i rendiconti rimanevano sospesi, AFL affrontava una crescente difficoltà finanziaria, fino al fallimento, mentre lavoratori, collaboratori e creditori rimanevano in attesa delle proprie spettanze».
«NON UNA RIVINCITA, MA IL DIRITTO DI RICOSTRUIRE TUTTA LA VICENDA»
«Non considero questi provvedimenti una rivincita personale – conclude Spiandorello – ma un elemento indispensabile per ricostruire finalmente tutta la storia. Siamo partiti come denuncianti di anomalie nella gestione della formazione professionale, siamo diventati successivamente accusati e abbiamo atteso anni la conclusione del procedimento penale e delle verifiche amministrative».
«Oggi rimane una domanda che merita una risposta: che cosa sarebbe accaduto ad Agenzia Formazione Lavoro, ai suoi lavoratori e ai suoi creditori se oltre 500 mila euro di attività formative oggi riconosciute fossero stati verificati e liquidati nei tempi ordinari, anziché dopo oltre dieci anni?».
Prof. Marco Spiandorello
Cronologia fonti:
- Regione Veneto – Decreto del Direttore della Sezione Formazione n. 1366 del 5 agosto 2015, pubblicato nel BUR n. 84 del 1° settembre 2015. È l’atto ufficiale di revoca dell’accreditamento di Agenzia Formazione Lavoro e ricostruisce irregolarità amministrative, contributive, contabili, DURC e procedure esecutive/pignoramenti. (Bollettino Ufficiale Regione Veneto)
- Regione Veneto – DGR n. 2545 del 23 dicembre 2014, pubblicata nel BUR n. 1 del 2 gennaio 2015. Riguarda la procedura per individuare organismi formativi che potessero subentrare ad AFL e IPEA nella gestione di alcuni corsi e documenta la situazione amministrativa già a fine 2014. (Bollettino Ufficiale Regione Veneto)
- Regione Veneto – Decreto n. 1407 dell’11 agosto 2015, pubblicato nel BUR n. 16 del 23 febbraio 2016. Riguarda il pagamento a creditori pignoranti di crediti vantati da AFL verso la Regione e documenta, tra l’altro, un credito certo, liquido ed esigibile derivante da un rendiconto 2013-2014. (Bollettino Ufficiale Regione Veneto)
- Regione Veneto – Decreto n. 59 del 9 luglio 2026, relativo a IPEA, richiamato nel comunicato allegato. Approva il rendiconto del progetto 2726.1.1.803.2014 e dispone la liquidazione di €121.146,44 al Fallimento IPEA. Il comunicato indica anche la pubblicazione nel BUR Veneto n. 109 dell’11 agosto 2026.
- Documentazione regionale relativa ai tre rendiconti AFL 2014-2015, richiamata nel comunicato AFL 2026. Gli importi riconosciuti sono €178.809,55, €163.563,50 e €163.059,60, per un totale di €505.432,65.
- Tribunale di Padova – sentenza n. 448 dell’8 febbraio 2023, depositata il 2 maggio 2023. È richiamata sia dagli atti amministrativi sia dai comunicati: dichiara il non doversi procedere per intervenuta prescrizione rispetto alle contestazioni oggetto del procedimento; per Marco Spiandorello risulta inoltre l’assoluzione “per non aver commesso il fatto” dalla distinta imputazione di accesso abusivo ai sistemi informatici dell’Agenzia delle Entrate.
- Consiglio regionale del Veneto – Osservatorio sulla legalità, rapporto maggio 2024. Riporta la sentenza del Tribunale di Padova del 14 maggio 2024 relativa alla bancarotta documentale IPEA: condanna di primo grado a 2 anni e 6 mesi per Braghetto e Spiandorello, oltre al risarcimento indicato in €300.000 alla curatela; vi viene indicato anche un passivo IPEA di circa €7,2 milioni. (Consiglio Veneto)
- La Nuova Venezia, 15 aprile 2015 – “Truffa aggravata all’Ipea, ritirato il ricorso al Riesame”. Documenta l’iscrizione di Braghetto e Spiandorello nel registro degli indagati per truffa aggravata, il sequestro di documentazione presso IPEA, AFL e Accademia La Parigina e, soprattutto, riporta le dichiarazioni degli amministratori sui precedenti esposti alle Procure e alla Corte dei Conti. (La Nuova Venezia)
- Il Mattino di Padova, 29 maggio 2015 – Renzo Mazzaro, “Corsi professionali, lite per 3 milioni. Ipea si presenta al Tar e in Regione”. È una fonte importante per ricostruire la fase degli esposti, il cosiddetto dossier sui fondi della formazione, il ruolo di Braghetto e Spiandorello e la denuncia relativa alle precedenti gestioni IPEA. L’articolo riferisce che il dossier originario era stato denunciato alla Regione, Procura e Corte dei Conti e aggiornato nel 2014. (Il Mattino di Padova)
- La Nuova Venezia – “Fondi regionali all’Ipea distratti, otto milioni”. È una delle principali fonti giornalistiche del 2014 sulla denuncia relativa alla precedente gestione IPEA. L’importo di circa 8 milioni va presentato correttamente come cifra oggetto della denuncia, non come somma definitivamente accertata da una sentenza.
- Il Mattino di Padova – articoli sul fallimento AFL del 2016. Servono a documentare il fallimento di Agenzia Formazione Lavoro e il contesto dei crediti dei dipendenti e fornitori. Nella ricostruzione precedente abbiamo utilizzato in particolare l’articolo “Fallita l’Agenzia di Iles Braghetto”.
- Il Mattino di Padova – articoli sul fallimento IPEA del 2017. In particolare “Fallisce l’Ipea, non pagava i professori”, utilizzato per la fase relativa al dissesto e al fallimento del Centro di Formazione Professionale.
- Il Mattino di Padova, 2020 – “Truffa milionaria all’ex Ipea: sì, avevamo ragione noi”. È rilevante perché riferisce degli esiti di successive verifiche amministrative regionali sulle annualità della precedente gestione IPEA. Va utilizzato come fonte giornalistica sugli accertamenti amministrativi, evitando di trasformarlo in prova di responsabilità penali non risultanti da sentenze.
- Il Mattino di Padova – articolo sul rinvio a giudizio per i fondi UE/formazione, utilizzato per documentare la fase processuale antecedente alla sentenza del 2023.
- VicenzaPiù – articoli sul caso IPEA e sui fondi della formazione professionale, utili soprattutto per ricostruire il dossier Berlato, i successivi sviluppi regionali e il procedimento conclusosi nel 2023. Sono fonti giornalistiche secondarie e vanno quindi subordinate agli atti ufficiali quando disponibile un documento regionale o giudiziario.
- Cassazione penale, Sezione V, sentenza n. 250/2026, relativa alla posizione di Iles Braghetto nel procedimento AFL. Nella ricostruzione è stata utilizzata per il successivo sviluppo del procedimento di bancarotta AFL e l’annullamento con rinvio della decisione nei suoi confronti. Questa fonte riguarda però Braghetto, non modifica automaticamente la posizione giudiziaria di Spiandorello.
- Rapporto sulla legalità CGIL Veneto 2025/2026, utilizzato come fonte secondaria per riepilogare alcuni sviluppi giudiziari relativi ad AFL e alle posizioni dei diversi imputati. Per un articolo definitivo sarebbe preferibile sostituirlo, ove possibile, con le sentenze integrali.
- Comunicato stampa AFL 2026 allegato. Ricostruisce l’origine degli esposti, la sospensione dei rendiconti nel febbraio 2016, il fallimento AFL, la ripresa delle verifiche e il riconoscimento complessivo di €505.432,65.
- Comunicato stampa IPEA 2026 allegato. È fondamentale perché ricostruisce con date precise il blocco del 2016, la conferma della sospensione nel 2021, la sentenza 448/2023, la revoca della sospensione nel dicembre 2023, l’audit 2026 e il Decreto n. 59/2026.
- Il Mattino di Padova, 25 agosto 2026 – Giovanni Cagnassi, “Riconosciuti 500.000 euro all’istituto di Braghetto”. È l’ultimo articolo che mi hai allegato. Riprende pubblicamente la vicenda AFL-IPEA, il riconoscimento dei rendiconti AFL e il possibile utilizzo delle somme per i lavoratori creditori.



































