Crisi energetica. Come farsi meno male

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In campagna elettorale sembra che tutti abbiano una possibilità per aiutare singoli e imprese a far fronte alla crescita dei prezzi energetici, essenzialmente gas. Facili promesse e – crediamo/auspichiamo – che ogni elettore ci faccia sopra una tara gigantesca, soprattutto su chi fantastica di nucleare che – dubbi o meno sulla sicurezza della specifica produzione – come minimo occorrerebbero cinque anni per la prima produzione.

Premessa. I rincari energetici non sono un fatto temporaneo. Siamo (ancora o già) nella fase in cui i rubinetti russi sono stati chiusi a meno che non ci siano più sanzioni per l’invasione dell’Ucraina. Problema che richiede molto tempo per una soluzione che vada bene ad entrambi.

Dividiamo questa riflessione in tre parti: 1) iniziative dello Stato; 2) propri consumi; 3) alternative di approvvigionamento.

Iniziative Stato
Va molto di moda, tra alcuni politici, la frase “scostamento di bilancio”: espressione pudica per indicare lo scaricamento sul debito pubblico di qualunque spesa aggiuntiva. Sono già decine i miliardi spesi per contenere gli effetti dei rincari energetici e, dovendo continuare, sarebbe opportuno, visti gli alti livelli di debito pubblico, non spingere il Paese verso il default, ma riorganizzare e tagliare altre spese (qui c’è la difficoltà della scelta).
Le tariffe basse sono incentivo al consumo… che è proprio quello che non ci serve, quindi gli aiuti dovrebbero essere meglio indirizzati per singoli e imprese più bisognosi.
Oltre ai rigassifficatori, per i quali sembra siano superati gli ostacoli politici, occorre sburocratizzare tutto il possibile per consentire che i progetti sulle rinnovabili oggi in stand by, superino gli attuali blocchi e, come ricaduta, altri progetti di breve realizzazione si facciano avanti.
Per tutto questo, con l’avvio di eventuali estrazioni nazionali di gas, possiamo solo affidarci alla politica, oggi incentivata dai non pochi soldi Ue. Le scelte che faremo col voto del 25 settembre sono di conseguenza importanti… ricordando sempre la tara sulle promesse elettorali e sulla credibilità – acquisita da ciò che ha già fatto – di chi propone.

Propri consumi
La mia figliola, quando fa la doccia, sta come minimo 15 minuti con il gettito d’acqua attivo (caldaia a gas). E’ diverse volte, anche ante-crisi, che le dico come risparmiare senza che vengano meno le sue esigenze, ma mi ha sempre guardato come fossi un marziano. Occorre affrontare con fermezza lo sguardo di questi figlioli e rimettere in discussione tutte le nostre abitudini (1), oltre a seguire le indicazioni che i Comuni daranno per gli orari di accensione dei riscaldamenti.

Alternative di approvvigionamento
E’ proprio il caso di riprendere quel depliant sull’autoproduzione energetica (pannelli solari per eccellenza) che si era guardato con distrazione e terrorizzati da quel minimo impegno che sarebbe stato necessario. Vale sia per se stessi che per il proprio condominio. Le spese da affrontare per l’installazione sono ben presto riprese dai risparmi in bolletta… non solo, ma c’è anche il vantaggio di rivendere l’eventuale surplus al Gestore dei Servizi energetici (Gse).

1 – qui alcune indicazioni di Aduc: * per la doccia  –  * per la benzina
Senza sottovalutare anche alcune “piccole indicazioni” come quella del fisico premio Nobel Giorgio Parisi su come risparmiare gas cuocendo la pasta
 

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Fonte: Crisi energetica. Come farsi meno male

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