Cutro, il ‘fact checking’ de La Repubblica: “Un anno di bugie. Più sbarchi, più morti e scafisti sempre liberi”

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Cutro

La Repubblica non perde occasione per fare le pulci al Governo Meloni e lo fa anche in occasione dell’anniversario della strage di migranti di Cutro (leggi qui). Sull’edizione odierna, il quotidiano offre un suo fact cheking arrivando a conclusioni affatto lusinghiere per l’attuale esecutivo che – lo ricordiamo – da quell’episodio trasse input per varare l’omonimo decreto che puntava a una stretta sull’immigrazione irregolare, ad ampliare gli ingressi per lavoro per i cittadini di Paesi che organizzano una formazione ad hoc.

Nell’articolo firmato da Alessia Candito si legge: “Il governo giurava di volerli evitare (i lutti, ndr) arginando le partenze, scoraggiando gli arrivi e «dando la caccia agli scafisti lungo tutto il globo terracqueo». Copyright Giorgia Meloni, che a Cutro ha dribblato i familiari delle 94 vittime del naufragio, ma ha lanciato la sua battuta di caccia internazionale. Un anno, quattro decreti, un maxi disegno di legge sulla sicurezza e un accordo con la Tunisia dopo, i numeri dicono che i morti sono aumentati“.

Rep cita dati dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), secondo i quali tremila persone sono morte nel Mediterraneo, più di 2.300 solo sulle rotte che partono da Libia e Tunisia. “Le persone costrette ad affrontare la traversata in mare per raggiungere l’Europa invece non hanno fatto altro che aumentare. Al 31 dicembre, se ne contavano più di 155 mila, circa il 47% in più dell’anno precedente, ma mai come nel 2016. E i rimpatri, da sempre grande cavallo di battaglia della destra di governo? A stento 4 mila e molti ne hanno pagato il prezzo sulla propria pelle. Un ragazzo trattenuto fino a dicembre al Cpr di Milo, spedito in Tunisia a dispetto di una richiesta di sospensiva pendente — spiega la sua legale, Claudia Nicotra — è stato subito sbattuto in carcere e condannato a dieci anni per un reato d’opinione“.

Inoltre, non bisogna dimenticare la situazione disastrosa dei Centri di permanenza e rimpatrio per i migranti (Cpr) che esplodono.

Piove a Crotone. Una donna afgana con il volto consumato da età e dolori si paralizza quando su uno striscione nota il volto della figlia. Lo accarezza, poi in lacrime dice: «Vogliamo sapere perché non sono stati soccorsi». Del governo, non c’è nessuno che risponda”, conclude la Candito.

Fonte: La Repubblica