Diocesi di Vicenza, entra in vigore la riforma della Curia: due settori pastorali

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Riforma della Curia di Vicenza con il Consiglio episcopale

La riforma della Curia della Diocesi di Vicenza entra in vigore il 1° settembre: uffici accorpati in due settori pastorali e affari generali.

Riforma della Curia di Vicenza operativa dal 1° settembre 2026. La nuova organizzazione, illustrata dalla Diocesi di Vicenza, è stata avviata durante l’episcopato di Beniamino Pizziol e portata a termine dal vescovo Giuliano Brugnotto. L’obiettivo dichiarato è rendere la struttura più snella, collaborativa e orientata a un metodo sinodale.

Il cambiamento principale riguarda i quattro ambiti pastorali esistenti — celebrazione e spiritualità, annuncio, prossimità, sociale e cultura — che confluiscono in due settori: “Annuncio e cura della fede” e “Testimonianza del Regno e cura della prossimità”. Resta autonomo il settore degli affari generali, formato da cancelleria, economato, amministrazione e stampa.

Alla guida della Curia rimane il vicario generale don Giampaolo Marta, la cui nomina e funzione erano state raccontate nell’approfondimento sul governo pastorale della Diocesi di Vicenza. Don Claudio Zilio è confermato vicario per il clero, mentre don Andrea Guglielmi è stato nominato vicario per l’evangelizzazione delle parrocchie riunite in unità pastorali.

Riforma della Curia di Vicenza, direttori e coordinamento

Ogni settore avrà un direttore incaricato di coordinare i diversi servizi e di partecipare mensilmente al Consiglio episcopale. Agostino Rigon guiderà “Annuncio e cura della fede”; Lucio Turra sarà responsabile di “Testimonianza del Regno e cura della prossimità”; gli affari generali saranno diretti dal cancelliere vescovile monsignor Adolfo Zambon.

Secondo il vescovo Brugnotto, la riorganizzazione vuole promuovere una conversione sinodale e missionaria, valorizzando parrocchie, vita consacrata, aggregazioni laicali, diaconi permanenti e gruppi ministeriali. L’intento è superare un lavoro frammentato per singoli uffici e costruire una programmazione più integrata.

La revisione comprende anche gli istituti collegati alla Diocesi, tra i quali il Museo diocesano, l’Istituto diocesano di Musica Sacra e Liturgica e l’Istituto Superiore di Scienze Religiose. Restano inoltre coinvolti organismi come il Laboratorio pastorale e le commissioni per i ministeri e la formazione permanente del clero.

La riforma punta anche a razionalizzare servizi e uffici partendo dalle necessità delle comunità e del territorio. Tra gli obiettivi indicati figura una gestione economica dei beni più trasparente e partecipata, insieme a un maggiore coordinamento tra scelte pastorali e amministrative.

Per monsignor Brugnotto si tratta di un processo già avviato e destinato a perfezionarsi. La riforma della Curia di Vicenza segna però un passaggio concreto: una struttura pensata per lavorare in modo unitario e per coinvolgere maggiormente le diverse componenti della comunità ecclesiale.