
Dopo un importante intervento di recupero conservativo, Villa Cogollo Tornieri torna a disposizione della comunità vicentina. Lo storico complesso monumentale di via Bellini 10, nel quartiere di San Lazzaro, è stato ufficialmente presentato oggi da Fondazione Caritas Vicenza al termine di un articolato progetto di restauro che ne ha salvaguardato il valore storico, architettonico e culturale.
Nel pomeriggio il vescovo di Vicenza, mons. Giuliano Brugnotto, ha visitato gli spazi restaurati e ha impartito la benedizione alla struttura. Alla cerimonia erano presenti anche il presidente di Fondazione Caritas Vicenza don Enrico Pajarin, il sindaco di Vicenza Giacomo Possamai, i progettisti dell’intervento Bruno e Marcella Gabbiani, il presidente del CISA Edoardo Demo, l’archivista diocesano mons. Antonio Marangoni e numerosi sostenitori che hanno contribuito alla realizzazione dell’opera.
Villa Cogollo Tornieri, un patrimonio storico recuperato
L’edificio è sottoposto a tutela ai sensi del Codice dei Beni Culturali ed è inserito nel censimento dell’Istituto Regionale Ville Venete tra le ville storiche della provincia di Vicenza.
Le origini della villa risalgono al XVI secolo. In passato la costruzione venne attribuita ad Andrea Palladio dagli studiosi Francesco Muttoni e Ottavio Bertotti Scamozzi. Approfondimenti successivi hanno invece ricondotto la progettazione a un autore appartenente alla scuola palladiana.
Recenti ricerche hanno inoltre portato alla scoperta della scritta originale sulla trabeazione del timpano sud, elemento che collega la proprietà a Vincenzo Cogollo, figlio di Hieronimo, e che permette di datare l’edificio al 1565.
Il restauro sostenuto da enti pubblici e privati
La villa è entrata nel patrimonio di Fondazione Caritas Vicenza grazie alla donazione di un istituto religioso che ha concluso la propria presenza in città. La fondazione ha quindi deciso di avviare il complesso percorso di recupero per evitare il progressivo deterioramento dell’immobile.
I lavori sono stati eseguiti nel rispetto delle indicazioni della Soprintendenza e hanno beneficiato del sostegno economico dell’Istituto Regionale Ville Venete, della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Ministero della Cultura, della Diocesi di Vicenza, dei fondi 8xmille della Chiesa Cattolica e di numerosi benefattori privati, tra cui Banca delle Terre Venete Credito Cooperativo, BCC Veneta e BVR Banca Veneto Centrale.
Villa Cogollo Tornieri ospiterà housing sociale e servizi socio-sanitari
Il recupero della struttura non avrà soltanto una finalità conservativa. Gli spazi restaurati saranno infatti destinati ad attività di interesse sociale e socio-sanitario.
Nell’ala ovest continuerà a operare il Centro Diurno per la disabilità mentale, servizio autorizzato e accreditato nell’ambito della salute mentale.
Quarantaquattro posti letto per studenti e lavoratori
Nel corpo centrale e nell’ala nord-est sarà invece attivato un progetto di housing sociale rivolto principalmente a studenti universitari e lavoratori temporaneamente fuori sede.
La struttura metterà a disposizione complessivamente 44 posti letto, distribuiti tra camere singole e doppie, con spazi comuni condivisi pensati per favorire la socializzazione e la convivenza.
Le parole del vescovo Brugnotto e di don Pajarin
“Oggi non celebriamo soltanto il recupero di un edificio di grande valore storico e artistico: riconsegniamo alla città un luogo che potrà tornare a generare accoglienza, cura e speranza”, ha dichiarato il vescovo Giuliano Brugnotto durante la cerimonia inaugurale.
Soddisfazione anche nelle parole del presidente di Fondazione Caritas Vicenza, don Enrico Pajarin: “Per la Fondazione Caritas Vicenza il recupero di Villa Cogollo Tornieri rappresenta anzitutto un’opera di tutela e valorizzazione del patrimonio storico ricevuto in dono. Restituire alla città un bene di tale pregio significa custodire una parte importante della sua memoria e della sua identità”.
Con la conclusione dei lavori, Villa Cogollo Tornieri si prepara così ad aprire una nuova fase della propria storia, coniugando la tutela di un bene monumentale con servizi concreti a favore della comunità e delle persone più fragili del territorio.




































