“Abitare il buio” a Porto Burci: Emily Clancy apre il ciclo sul futuro delle città

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Abitare il buio nel giardino di Porto Burci a Vicenza

“Abitare il buio” apre il 3 settembre a Porto Burci un ciclo sul futuro delle città con Emily Clancy e Marco Pignatiello.

Abitare il buio è il titolo dell’incontro in programma giovedì 3 settembre alle 18.30 a Porto Burci, in contrà dei Burci 27 a Vicenza. La serata, annunciata nel calendario ufficiale del centro culturale Porto Burci, avrà come ospiti Emily Clancy, vicesindaca di Bologna, e Marco Pignatiello di Arci Bologna. L’ingresso è libero.

L’appuntamento inaugura la rassegna “Hai paura del buio?”, un percorso che proseguirà fino alla fine del 2026 per interrogarsi su come cambiano le città e su quali strumenti possano rendere gli spazi urbani più accessibili, sicuri e partecipati. Il luogo scelto è parte del senso dell’iniziativa: Porto Burci nacque a Vicenza come centro culturale, formativo e ambientale aperto alla cittadinanza.

Abitare il buio, sicurezza urbana e diritto alla città

Il confronto prenderà le mosse da una domanda concreta: chi può attraversare la città senza timore quando cala la sera? L’illuminazione è soltanto uno degli elementi. Contano anche la presenza di servizi, la vitalità degli spazi pubblici, i trasporti, le relazioni di quartiere e la possibilità per persone diverse di sentirsi legittimate a vivere strade e piazze.

Emily Clancy porterà l’esperienza amministrativa di Bologna, dove ricopre l’incarico di vicesindaca con deleghe che comprendono casa, politiche abitative ed economia della notte. Marco Pignatiello contribuirà con il punto di vista dell’associazionismo e delle pratiche culturali sviluppate nel territorio bolognese.

La rassegna propone di leggere il buio anche come metafora delle trasformazioni che spesso restano ai margini del dibattito pubblico. Tra queste rientrano le differenze nell’uso della città legate al genere, all’età, alle condizioni economiche e alle opportunità di socialità. Gli organizzatori intendono così creare uno spazio di discussione che unisca esperienze amministrative, cittadinanza attiva e vita quotidiana.

Il tema riguarda direttamente Vicenza. La qualità degli spazi pubblici non dipende solo da interventi materiali, ma anche dalla capacità di mantenerli frequentati e riconoscibili come luoghi comuni. Un centro culturale può contribuire a questa funzione quando offre occasioni di incontro e permette di discutere problemi urbani senza separarli dalle esperienze delle persone.

Dopo la conversazione con gli ospiti sarà lasciato spazio al confronto con il pubblico. “Abitare il buio” diventa quindi il punto di partenza di un ciclo più ampio, pensato per raccogliere domande e pratiche utili a immaginare città nelle quali sicurezza e libertà di movimento non siano obiettivi in contraddizione.