
Dalla sua cella nel carcere di Rovigo un albanese gestiva un ramificato spaccio di droga tra le province di Vicenza, Padova, Rovigo e Treviso. Questo il quadro tratteggiato oggi dalla procura rodigina, che ha coordinato le indagini per un’operazione antidroga da parte della guardia di finanza di Vicenza e della questura di Rovigo con l’esecuzione di nove misure cautelari, di cui 4 in carcere, 4 agli arresti domiciliari e una di obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
Le accuse a carico del gruppo, coordinato a quanto si è appreso dall’uomo tuttora detenuto, vanno dal traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti all’accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di soggetti detenuti.
L’indagine – è stato spiegato – è partita nel 2024 da Vicenza, dopo l’arresto di un algerino trovato in possesso di oltre 7,7 chili di droga tra cocaina e hashish.
Secondo le ricostruzioni, dal carcere l’albanese sfruttando una piattaforme di messaggistica criptata metteva in contatto fornitori ed acquirenti, curando gli aspetti relativi alla definizione del prezzo di vendita e alla logistica.
Un’attività per gli inquirenti da 85 chili di stupefacenti, per un giro d’affari di 90 mila euro. Nel corso dell’operazione sono stati recuperati 20 chili di hashish e circa 850 grammi di cocaina e una pistola, con matricola abrasa, completa di caricatore e di 14 cartucce inesplose.



































