Il presunto “amore” tra Italia “destroide” ed Ebrei ha radici lontane. Già lo Statuto Albertino del 25 marzo 1848, emanato dal re di Sardegna Carlo Alberto sancì il primo atto formale verso l’uguaglianza, con la legge che affermava “la differenza di culto non forma eccezione del godimento dei diritti civili e politici e all’ammissibilità di cariche civili e militari” e la legge Rattazzi (dal nome di chi la propose) legiferò lo status delle comunità ebraiche italiane, riconoscendole come entità autonome all’interno dello Stato. Arrivò, poi, a sua chiarificazione il Regio decreto del 30 ottobre 1930 n. 1731 (vedi foto di copertina, ndr).

Il 17 marzo 1861 venne proclamato il Regno d’Italia con tre deputati ebrei e nel 1938 si contavano nove senatori di origine ebraica: Salvatore Barzilai, Enrico Catellani, Adriano Diena, Isaia Levi, Achille Loria, Teodoro Mayer, Elio Morpurgo, Salvatore Segrè Sartorio e Vito Volterra (credo più di quanti se ne contino oggi)!

Alla luce di quanto sopra (nonostante l’avversità del Vaticano), un buon numero di ebrei, con orientamenti politici non di sinistra, hanno contribuito alla crescita dell’Italia, anche con ruoli di responsabilità nell’Esercito, in Marina e in Aviazione, fino alla Leggi Razziali del 1938.

Generale del Genio Civile Umberto Pugliese
Generale del Genio Civile Umberto Pugliese

Cito solo tre storie vissute.

Il Generale del Genio Civile Umberto Pugliese, Medaglia d’Oro di prima classe per i suoi contributi scientifici, congedato per le leggi razziali, dopo l’affondamento da parte inglese di corazzate italiane venne richiamato in servizio al porto di Taranto nel 1941 per il loro recupero. Acconsentì purché potesse operare in uniforme e non in abiti civili. Riprese il servizio nel dopo guerra e morì nel 1961. L’Ammiraglio Augusto Capon, veneziano, arrestato a Roma il 16 ottobre 1943 e assassinato ad Auschwitz.

 

 

Ammiraglio Augusto Capon
Ammiraglio Augusto Capon

Il Tenente Colonnello Aereonautica Aldo Finzi, di Legnano,

Tenente Colonnello Aereonautica Aldo Finzi
Tenente Colonnello Aereonautica Aldo Finzi

nel 1919 fu tra i fondatori dei Fasci di Combattimento entrando nel 1921 nella lista fascista della Camera dei Deputati. L’8 settembre del 1943 entrò nelle Forze di Resistenza nella zona di Palestrina (Roma), arrestato dai tedeschi, fu fucilato alle Fosse Ardeatine il 24 marzo 1944.

Piaccia o meno, questa non è memoria, ma storia documentata nella pubblicazione “Gli Ebrei sotto il Regno Sabaudo” di Gianfranco Moscati, persona straordinaria e modesta che avrebbe meritato, più di tanti altri, il titolo di Storico.

Questo contemporaneo amore della destra, che molti miei amici ebrei e compagni di grande impegno a sostegno di Israele vivono con euforia, non trova il mio consenso senza riserve, non mi è chiaro se è un ritrovato amore di destra per gli ebrei e, se così è, se sarà tradito di nuovo? Oppure se si segue la logica del sostegno a Israele e all’Ebraismo, avversari di gran parte del mondo islamico (non amato dalla destra). Io sono sempre scettica verso qualsiasi ritorno di fiamma ma se gli italiani hanno permesso a tanti meno meritevoli di governare, mettiamo alla prova la destra, legittimamente eletta e diamo tempo e spazio per il consenso o il dissenso (per chi non lo capisse, questa è la Democrazia).

La sinistra fa, però, paura e in tanti scelgono, sempre più spesso di andare a vivere in Israele. La sinistra prenda coscienza che non ha fatto nulla per rafforzare l’intesa col mondo ebraico che in Italia può portare solo poche migliaia di voti, ma ha preferito frequentare quei pollai, laddove le galline sono più ovaiole, e adesso si può gustare la frittata che si è preparata con le sue stesse uova.

Ero giovanissima quando nel 1975 ascoltai “Arringa per la Mia Terra di Herbert Pagani” (tra l’altro ebreo di sinistra, ndr), canzone che non mi stanco mai di citare “…Un antisemita di destra rimprovera agli ebrei di aver fatto la rivoluzione bolscevica. È vero. C’erano molti ebrei nel 1917. Un antisemita di sinistra rimprovera agli ebrei di essere i proprietari di Manhattan, i gestori del capitalismo… È vero ci sono molti capitalisti ebrei. La ragione è semplice: la cultura, la religione, l’idea rivoluzionaria da una parte, i portafogli e le banche dall’altra sono stati gli unici valori mobili, le sole patrie possibili per quelli che non avevano una patria. Ora che di patria ne esiste una, l’antisemitismo rinasce dalle sue ceneri, o meglio, scusate, dalle nostre, e si chiama antisionismo”. Ed è proprio dall’antisionismo che nasce il nuovo antisemitismo, tanto caro alla sinistra, ai radical chic. Questo nuovo antisemitismo ha visto emergere la demonizzazione di Israele e l’incitamento al boicottaggio e all’odio verso Israele e gli ebrei.

Non metto mai in discussione il diritto alla critica di un paese, ma la logica delle conseguenze, tanto più se certi concetti vengono esternati senza una spiegazione corretta e spesso discussi da personaggi del mondo dello spettacolo che scambiano le corde vocali con i cordoni dell’intelligenza, perché la cosiddetta società civile ed intellettuale lo permette loro. Un breve esempio? Il titolo è – Soldati israeliani uccidono 2 palestinesi -, la verità è – Soldati israeliani uccidono 2 terroristi.

La destra ha vinto, fatevene una ragione. La destra supporta Ebrei e Israele? Date il tempo di vedere se ciò corrisponde a verità. La sinistra ha avuto decenni e decenni per dimostrare il suo sostegno a Ebrei e Israele, io l’ho visto solo ogni 27 gennaio (leggi qui sul Giorno della Memoria della stessa autrice, ndr), poi tutti gli altri giorni dell’anno la sinistra ha alzato i tacchi, girato le spalle e mostrato i glutei.

Non solo… ha pure candidato alle attuali politiche fautori dell’antisemitismo generato dall’antisionismo. Il terzo polo è stato costituito poco tempo fa e necessita di un periodo di prova, la sinistra non si impegna ad oscurare quella parte di sé stessa ostile a Israele e così la destra ringrazia! E ringrazio anch’io perché vedo soffrire tanti detrattori dello Stato di Israele, unica democrazia del Medio Oriente.

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Nata a Vicenza il 25 gennaio 1954, studentessa mediocre, le bastava un sette meno, anche meno in matematica, ragazza intelligente, ma poca voglia di studiare, dicevano i suoi professori. Smentisce categoricamente , studiava quello che voleva lei. Formazione turistica, poi una abilitazione all’esercizio della professione di hostess di nave, rimasta quasi inutilizzata, un primo imbarco tranquillo sulla Lauro, un secondo sulla Chandris Cruiser e il mal di mare. Agli stipendi alti ha sempre preferito l’autonomia, ha lavorato in aziende di abbigliamento, oreficeria, complemento d’arredo, editoria e pubbliche relazioni, ha girato il mondo. A trent’anni aveva già ricostruito la storia degli ebrei internati a Vicenza, ma dopo qualche articolo, decise di non pubblicare più. Non sempre molto amata, fa quello che vuole, molto diretta al punto di apparire antipatica. Dove c’è bisogno, dà una mano e raramente si tira indietro. E’ generosa, ma molto poco incline al perdono. Preferisce la regia alla partecipazione pubblica. Frequenta ambienti ebraici, dai riformisti agli ortodossi, dai conservative ai Lubavitch, riesce nonostante il suo carattere a mantenere rapporti equilibrati con tutti o quasi. Sembra impossibile, ma si adegua allo stile di vita altrui, in casa loro, ovviamente.