
Prosegue l’avvicinamento alle elezioni comunali di Arzignano e il candidato sindaco Riccardo Masiero aggiorna il programma parlando della visione della sua compagine sul mondo del lavoro.
Per farlo, ha preso spunto dalle parole di Mirko Balsemin, presidente uscente della sezione pelle e cuoio di Confindustria Vicenza, pronunciate in occasione della conclusione del proprio mandato. Balsemin ha descritto un mondo del lavoro che sta cambiando profondamente e così il rapporto con esso, soprattutto da parte delle nuove generazioni, che non è più quello di un tempo.
“Oggi – commenta Masiero – non è il rapporto con il lavoro ad essersi indebolito, ma è il lavoro stesso ad essere diventato più incerto, frammentato, privo di percorsi chiari. Sono venute meno quelle certezze che per decenni hanno rappresentato una bussola: carriere definite, formazione collegata a sbocchi concreti, possibilità di crescite prevedibili. Al loro posto troviamo precarietà, discontinuità e una forte sensazione di instabilità che genera ansia e frustrazione, non solo nei giovani ma in tutte le fasce del mondo del lavoro.
È su questo terreno – prosegue il candidato sindaco alle elezioni di Arzignano – che la politica deve tornare a esercitare un ruolo forte: non limitarsi ad amministrare l’esistente, ma offrire una visione credibile dell’immediato futuro. Dare una direzione, fissare obiettivi chiari, costruire percorsi condivisi. Questo non si fa con slogan o interventi spot, ma attraverso un confronto serio e continuativo, capace di mettere insieme istituzioni, imprese, lavoratori e mondo della formazione”.
Questa, allora, la ricetta di Masiero: “Su questo fronte credo fermamente che Arzignano abbia bisogno di una nuova cabina di regia cittadina e di un metodo diverso di approccio: uno spazio stabile di lavoro e confronto tra tutte le parti sociali, che consenta di costruire una vera agenda urbana del lavoro e dello sviluppo, attraverso il dialogo e la condivisione”.
In seguito il candidato sindaco entra nel dettaglio: secondo lui lo strumento deve “disegnare il futuro della città come luogo in cui lavoro e cultura tornano ad essere centrali e interconnessi. Un progetto che affronti insieme le grandi questioni: le politiche della formazione con l’ottenimento di una sede universitaria, l’attrazione di investimenti, l’innovazione della filiera produttiva, la qualità e la stabilità dell’occupazione”.


































