Turismo a Vicenza, Dal Pra Caputo replica a FdI e Lega: «Trump pesa sui visitatori Usa, ma musei e residenti crescono»

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Turismo a Vicenza
Turismo a Vicenza

Il turismo a Vicenza resta terreno di scontro politico dopo i dati diffusi da Confcommercio. Stefano Dal Pra Caputo (Lista Possamai Sindaco) respinge le accuse di Fratelli d’Italia e Lega, attribuisce parte del calo ai visitatori statunitensi e rilancia con i numeri dei Musei civici, dei residenti e del nuovo ciclo di grandi mostre.

Turismo a Vicenza, Dal Pra Caputo risponde alle critiche di Fratelli d’Italia

Ilaria Fantin, assessore alla cultura di Vicenza turismo
Ilaria Fantin, assessore alla cultura e al turismo di Vicenza

Dopo le critiche rivolte da Silvio Giovine (Fratelli d’Italia, ex assessore al Turismo) e Davide Zotta Zentile (Lega) all’amministrazione Possamai con l’invito all’assessore Ilaria Fantin a dimettersi per il calo delle presenze turistiche nel capoluogo, arriva la replica del consigliere comunale Stefano Dal Pra Caputo (Lista Possamai Sindaco), che invita a leggere i dati nel loro insieme e a non trasformare i numeri provvisori dei primi cinque mesi del 2026 in una sentenza sull’intero anno.

La polemica nasce dopo l’analisi diffusa da Confcommercio Vicenza, secondo cui il capoluogo registra una flessione mentre altre realtà del territorio, a partire da Asiago, mostrano risultati migliori. Sul tema erano intervenuti, tra gli altri, Elena Donazzan, Silvio Giovine, Alessandro Benigno, Francesco Rucco e il leghista Davide Zotta Zentile, attribuendo il calo all’azione dell’amministrazione comunale. Su Confcommercio Vicenza può essere inserito un link interno al precedente articolo di ViPiu dedicato ai dati sul turismo.

Il peso del calo dei turisti statunitensi

Per Dal Pra Caputo il dato più significativo riguarda il mercato americano, storicamente il primo mercato estero della città.

Nel 2025 i visitatori provenienti dagli Stati Uniti hanno generato 59.135 pernottamenti, contro i 75.348 del 2024, con una diminuzione di 16.213 presenze (-21,5%) che, secondo il consigliere, rappresenta da sola circa il 70% del saldo negativo registrato tra il 2024 e il 2025.

«Non possiamo quantificare quanto la diminuzione dei flussi statunitensi dipenda direttamente da Donald Trump – osserva – ma sarebbe ingenuo pensare che il contesto internazionale non abbia alcun peso». Dal Pra Caputo richiama le tensioni nei rapporti tra Stati Uniti ed Europa e il particolare legame che Vicenza mantiene con la presenza militare americana sul territorio.

Musei in crescita e ritorno delle grandi mostre

Il consigliere contesta anche l’immagine di una città priva di attrattività culturale.

Nei primi cinque mesi del 2026, ricorda, gli ingressi effettivi nei Musei civici sono passati da 189.885 a 196.608, mentre considerando anche gli eventi si sale da 212.157 a 218.732 visitatori.

Tra le strutture che registrano gli incrementi maggiori figurano Palazzo Thiene, favorito anche dalla mostra Glasstress, la Basilica Palladiana, sostenuta da iniziative come Olimpichetto, e il Teatro Olimpico. Sul progetto culturale dei Musei civici può essere inserito un link esterno al comunicato del Comune che evidenzia la crescita del turismo culturale. (Città di Vicenza)

Dal Pra Caputo sottolinea inoltre il ritorno delle grandi esposizioni con il ciclo triennale “Ispirazione Europa”, che prenderà il via il 13 novembre 2026 con la mostra Italia Germania. Da Canova a Kiefer, destinata a portare in Basilica Palladiana oltre 120 opere.

«Vicenza non è una città in declino»

La replica si estende anche ai dati demografici.

Secondo il consigliere, al 30 giugno 2026 Vicenza conta 111.189 residenti, 392 in più rispetto all’inizio dell’anno.

«L’aumento dei residenti non significa che tutti i problemi siano stati risolti – osserva – ma dimostra che il racconto di una città dalla quale tutti vorrebbero andarsene non trova riscontro nei fatti».

Dal Pra Caputo ricorda inoltre che durante l’estate l’amministrazione ha promosso e sostenuto oltre 500 eventi, molti dei quali nel centro storico, sostenendo che descrivere continuamente Vicenza come una città in declino rischi di danneggiare commercianti, operatori economici e investitori.

Infine, il consigliere definisce «stucchevole» il confronto con Asiago, ricordando come l’Altopiano abbia beneficiato quest’anno di una stagione sciistica particolarmente lunga fino al periodo pasquale e sostenendo che il paragone con una città d’arte non tenga conto delle profonde differenze nella stagionalità dei flussi turistici.

Per Dal Pra Caputo il bilancio del turismo a Vicenza potrà essere valutato soltanto a fine anno, quando saranno disponibili dati consolidati. Fino ad allora, conclude, «una cosa è riconoscere i problemi e affrontarli, un’altra è raccontare ogni giorno una Vicenza in declino».