Nell’occhiello di oggi dell’intervista del GdV cartaceo a Enrico Letta è scritto che “Il segretario del Pd si dice orgoglioso di essere deputato vicentino” e nel sommario si staglia il suo endorsment (in italiano “sponsorizzazione, appoggio”): «Possamai verso il 2023? Sarebbe un ottimo sindaco» (per l’esattezza l’occhiello diventa sommario nella versione online del quotidiano locale).

Ci si aspetta, quindi, un’attenzione particolare, come promesso, ai problemi e alle necessità vicentine tanto più che l’articolo inizia così: “«Essere il deputato del collegio di Vicenza è un privilegio». Enrico Letta l’aveva detto: la mia candidatura qui non è la solita manovra calata dall’alto. E la sua visita giovedì sera al Circolo operaio di Magrè a Schio e ieri a Vicenza non saranno un’eccezione ma la regola. Anche perché tra qualche mese non sarà più segretario del Pd e potrà fare il deputato di Vicenza a tempo pieno“.

E, invece, no.

Perché dopo un passaggio un pizzico nostalgicamente “vicentino” sulla Finanziaria presentata dal governo Meloni («…Proprio qui a Vicenza, all’assemblea di Confindustria, ascoltammo chi poi ha preso le redini del Paese promettere un intervento shock sul cuneo fiscale. Ebbene, non si è visto…») nel mezzo di una completa analisi del prima, durante e dopo il Congresso Nazionale del Pd, in cui lascerà il testimone, bisogna andare fino in fondo all’intervista al deputato “vicentino” per rileggere qualcosa di locale, sulla Tav Tac e, appunto, sulla candidatura in poche righe di Possamai che, comunque, sono servite a suggerire al quotidiano confindustriale il titolo all’intervista.

Senza entrare nel merito dei contenuti “vicentini” del deputato eletto a Vicenza (io sono per circa un mese negli Usa, lontano dagli umori locali per cui lascerò il compito di noi a chi a Vicenza ci sta in piazza stabile) vi sottopongo solo un piccolo, matematico conteggio.

Nell’intervista di 6.226 caratteri, spazi inclusi, per un totale di 1.034 parole, escludendo titolo e occhiello tutti made in Vicenza ma inserendo ad abundantiam la frase introduttiva e l’inciso locale sulla Finanziaria oltre che le due dichiarazioni realmente “locali”, incluse le domande, a riferirsi a Vicenza e al suo territorio ci sono 1.356 i caratteri (meno del 22% del totale), sempre spazi inclusi, e 229 parole (poco più del 22% del verbo lettiano) “spese” dall’onorevole vicentino Enrico Letta per il suo collegio…

E su Tav Tac e Possamai sindaco, i due temi toccati, dedica al secondo il 58% di attenzione in più che sul primo.

C’è da augurarsi, come forse sottintendeva in apertura la collega Roberta Labruna, autrice della comunque interessante intervista (per il Pd nazionale), che  le percentuali “beriche” e nazionali di cui sopra almeno si invertiranno quando Enrico Letta “tra qualche mese non sarà più segretario del Pd e potrà fare il deputato di Vicenza a tempo pieno”…