
Le dimissioni dalla Lega del deputato vicentino Erik Pretto hanno aperto una sorta di resa dei conti all’interno del partito.
Come riportato ieri, l’ex parlamentare del Carroccio è uscito sbattendo la porta. In una nostra intervista ha chiarito che il provvedimento disciplinare con richiesta di espulsione di cui è stato recentemente oggetto ha rappresentato la “goccia che ha fatto traboccare il vaso“. Il vero motivo – ha spiegato – è che “a me e a molti altri è ben chiaro che nel partito si è creato un clima per il quale chiunque sollevi perplessità costruttive diventa esso stesso il problema”.
Dopo le dimissioni (e conseguente passaggio al Gruppo Misto della Camera), sono stati numerosi gli attacchi portati da ex colleghi e dai quali ha dovuto difendersi. Tra questi, quello del commissario della Liga Veneta Andrea Tomaello. “Uno che esce a fine legislatura – ha detto alla stampa – lascia sempre qualche dubbio sulla sua integrità politica. Nei confronti di un movimento come la Lega, che vive grazie al contributo di tanti amministratori e semplici militanti, si ha soprattutto un debito morale, che Pretto non ha assolto, motivo per il quale da tempo era stata avviata una procedura di espulsione”.
Erik Pretto, che per inciso aveva anche dichiarato che tra i motivi di attrito con il partito avrebbe avuto un peso anche la sua candidatura alla segreteria regionale della Lega, ha risposto: “Andrea Tomaello, recentemente nominato Commissario Regionale della Lega del Veneto senza che questa decisione fosse minimamente condivisa all’interno del Consiglio Federale né tantomeno del Direttivo Regionale del partito, commenta le mie dimissioni evidentemente senza entrare nel merito dei ragionamenti che ho proposto proprio ascoltando il disagio crescente degli iscritti, che la dirigenza si ostina a celare”.
E sull’allusione alla decisione maturata a fine Legislatura aggiunge “Per quanto mi è dato sapere, la scadenza naturale del mandato parlamentare è prevista fra più di un anno. Un tempo molto lungo, a meno che proprio la Lega non stia pensando, con l’avvicinarsi dell’estate, di dare qualche scossone al Governo per meri calcoli elettorali: un copione già visto.
Io – prosegue Erik Pretto – avrei inoltre parlato più con i giornali che con i militanti? Dichiarazioni che fanno sorridere, e che sono smentite dall’incredibile mole di messaggi e telefonate di sostegno che sto ricevendo. Visti gli impietosi risultati ottenuti dalla Lega alle recenti elezioni amministrative di Venezia, città dove ha ricoperto il ruolo di vicesindaco, forse proprio Tomaello avrebbe dovuto concentrarsi maggiormente sul dialogo con i propri iscritti, organizzando una campagna elettorale che potesse consentire al partito di superare altre formazioni in lizza. Ma capisco non sia sempre facile conciliare l’interesse politico con quello familiare”.





































