
Erik Pretto ha scelto di entrare nel partito di Forza Italia, assieme alla moglie Giulia Berto. Il parlamentare, eletto alla Camera dei Deputati nel 2018 con la Lega per Salvini Premier, aveva scelto di lasciare il partito lo scorso 4 giugno. Subito dopo si era iscritto al Gruppo Misto, definendolo “la collocazione migliore per continuare a lavorare per il territorio vicentino”.
L’annuncio solenne è stato dato questa mattina in conferenza stampa da Pierantonio Zanettin, senatore e vicepresidente della commissione Politiche dell’Unione europea, alla presenza di: Jacopo Maltauro, consigliere regionale e comunale, anche lui ex Lega e passato al partito di Forza Italia nel settembre 2025; Flavio Tosi, europarlamentare di Forza Italia e segretario regionale del partito in Veneto, e Piergiorgio Cortelazzo, deputato e già vicesindaco di Este.
L’abbandono della Lega
L’abbandono del partito guidato da Matteo Salvini è avvenuto lo scorso 4 giugno 2026, a seguito del ricevimento di un provvedimento disciplinare “ingiustficato e ingiustificabile” con rischio di espulsione per presunte morosità nei versamenti delle quote. L’iter prevede la segnalazione al consiglio di disciplina e garanzia, per cui Pretto ha dovuto rispondere consegnando le memorie difensive.
L’abbandono del partito ha dato il via a un periodo buio: da un lato il veder spegnersi un percorso costruito con determinazione e d’altro canto la non accettazione che il proprio lavoro fosse colpito in modo improprio attraverso il procedimento. “La motivazione del richiamo la trovo infondata, anche altri deputati non hanno fatto i versamenti e, non solo non sono stati disciplinati, ma anzi promossi” dichiara Pretto.
Con l’entrata nel Gruppo Misto alla Camera, aveva ricevuto numerosi attacchi degli ex colleghi, venendo accusato di “mancanza di riconoscenza“ e di opportunismo, perché la decisione sarebbe maturata “a fine Legislatura” al fine di una eventuale ricandidatura. Ma aggiunge di aver ricevuto anche centinaia di messaggi di vicinanza da parte di ex compagni di partito (“quelli che sanno che non sono un arrivista“), di persone comuni e di politici del centrosinistra.
Un percorso durato quasi vent’anni che Pretto non rinnega, ma dopo aver capito che il partito nel tempo è profondamente cambiato e ha virato verso posizioni più intransigenti, con un’attenzione sempre più agli slogan e meno alle soluzioni concrete, ha iniziato a provare un disagio crescente. Sensazioni che Pretto afferma non siano state comprese nel gruppo: “Ho visto che si cerca di soffocare le voci differenti, non si prova a valutare le correnti di pensiero alternative” dichiara.

La ricerca di un nuovo partito per Erik Pretto
Non sono mancate le interlocuzioni con i partiti, dopo l’abbandono della Lega, risponde il deputato alla domanda di un giornalista, lasciando intendere (senza dirlo direttamente) che una proposta sia stata ricevuta anche da Futuro Nazionale. Ma “essendo io liberale, moderato, cattolico e lontano dagli estremismi, la scelta più naturale è stata Forza Italia, un partito attraverso cui voglio dare risposte ai territori, perché il Veneto spesso nelle sedi romane non è riuscito a farsi ascoltare”. Adesso, sostiene Pretto, anche il ministro Tajani ha capito quali sono le leve necessarie in Veneto per tornare a fare squadra e dare risposte ai cittadini.
Le persone comuni, sostiene, hanno necessità di essere ascoltate da qualcuno che abbia voglia di capire le problematiche e trovare delle soluzioni concrete. “Forza Italia è un partito che investe in un dialogo vero, fatto da persone che credono a dei principi e non solo a slogan o a parole su programmi elettorali” chiosa il deputato scledense.

Un sollievo dopo il periodo buio
Il deputato ha poi ringraziato i politici presenti che hanno saputo accoglierlo nel partito con affetto; in particolare ha espresso un pensiero per Jacopo Maltauro (visibilmente commosso): “Siamo cresciuti assieme e abbiamo vinto, ma anche perso, molte battaglie. Ritrovarlo e ritrovare Tosi, Zanettin e Cortelazzo, con cui ho collaborato in passato, è come riunire una squadra“.
Tra i ringraziamenti, Erik Pretto non trattiene la commozione, e cita Gianluca Tovo, suo fido collaboratore, e la moglie Giulia Berto, annunciando che anche lei entrerà in Forza Italia. La donna, consigliera comunale di Marano Vicentino, aveva abbandonato le fila leghiste poco dopo il marito, a causa del trattamento “ingiusto e irriguardoso” nei confronti di Erik, definendo a sua volta “assolutamente infondato” il procedimento disciplinare avviato, e accusando la Lega in generale di aver progressivamente smarrito la propria identità.
Il passaggio sancisce dunque un nuovo percorso di vita per entrambi i coniugi Pretto-Berto.

Le parole di Zanettin, Tosi, Maltauro e Cortelazzo
Pierantonio Zanettin, senatore e vicepresidente della commissione Politiche dell’Unione europea, ha sottolineato come Forza Italia sia un partito che continua a crescere e a favorire un dialogo interno dove ognuno può esprimere le proprie opinioni, e dove proprio l’instaurazione di un dialogo tra le persone (anche esterne) possa portare all’entrata di nuovi volti (come accaduto per Maltauro). Gli ha fatto eco Flavio Tosi, segretario regionale del partito in Veneto, che ha evidenziato come l’entrata di giovani sia il segnale che la politica si fa dal basso e che F.I. è credibile e affidabile: “Gli altri partiti fanno scouting, noi scegliamo un percorso da fare assieme”
Jacopo Maltauro, consigliere regionale e comunale, ha commentato come la scelta di Pretto significhi ritrovare una persona che gli ha fornito supporto in passato, al tempo della sua prima candidatura al Consiglio comunale vicentino: “Ora possiamo fare squadra nell’interesse del territorio. F.I. è un partito che deve ristrutturarsi partendo dal basso e ricercando il contatto popolare”. Forza Italia mostra quindi, secondo Maltauro, una ritrovata attrattività, frutto del lavoro degli esponenti, e una nuova rappresentatività nei vari livelli delle istituzioni (comunale, nazionale, etc.)
Piergiorgio Cortelazzo, deputato e già vicesindaco di Este, ha evidenziato come Pretto sia una persona garbata che esprime le proprie opinioni con cortesia ed educazione, cosa che in politica non sempre è frequente.
Di Pretto è stata inoltre apprezzata la qualità del lavoro svolto, in particolare nella stesura della relazione della Commissione Parlamentare Antimafia sul recepimento della direttiva europea sulle confische, da lui presentata nel gennaio scorso.
Le domande sull’ingresso di Erik Pretto nel partito
Alla domanda dei giornalisti sulle modalità di ricezione del provvedimento disciplinare, Pretto ha dichiarato: “Non mi è ancora chiaro il perché io sia stato disciplinato. Ipotizzo che avrà avuto un peso la candidatura alla segreteria regionale della Lega, a dicembre scorso”.
Il deputato protagonista della giornata ha comunque ribadito come il clima nel Carroccio non fosse dei migliori, tra mancanza di ascolto e richieste inevase: “Avevo chiesto due incontri con il Ministro Salvini, per parlare dei lavori al Ponte di Roana e per la sicurezza a Vicenza; per il primo sto ancora aspettando, mentre per il secondo, l’incontro c’è stato solo grazie all’intercedere di Zanettin”, evidenziando dunque la “mancanza di volontà di dare risposte ai territori”.
In chiusura una domanda a Flavio Tosi sulla possibile coalizione con Roberto Vannacci per le elezioni politiche: “Se lui si allea con il centrodestra perde gran parte del suo elettorato, perciò non credo abbia alcuna intenzione di allearsi”.






































