Erik Pretto lascia la Lega: “Provvedimento disciplinare una goccia, il partito è allo sbando”

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Erik Pretto

“Non c’è nulla di vero in un mio passaggio a Futuro nazionale” ci risponde oggi Erik Pretto, intervistato per chiarire meglio i contorni del suo abbandono alla Lega dopo anni di militanza e rappresentanza.

“A dire il vero – ha proseguito – nelle ultime settimane sono stato assegnato anche agli altri partiti di governo, ma anche qui sono voci infondate. Perché? Per un semplice motivo: fino a ieri sera sono stato occupato a preparare e consegnare al Comitato disciplinare di garanzia del partito le mie memorie difensive contro il provvedimento inflittomi e che ritengo ampiamente ingiusto.

Di certo – ha precisato – non mi sono messo a pensare in quale altra parte collocarmi. Anzi, mi sono iscritto nel Gruppo Misto, che è la collocazione migliore per continuare a lavorare per il territorio vicentino, dal quale sono arrivati attestati di vicinanza che mi hanno anche sorpreso per quantità. Al futuro penserò più in là. Ora devo difendermi“.

Tanto per ricapitolare ecco cosa è successo. Lo scorso 25 maggio il parlamentare vicentino si è visto recapitare un provvedimento disciplinare con richiesta di espulsione per presunte morosità nei versamenti delle quote.

Una motivazione che, secondo Erik Pretto, cela un “attacco personale“. E lo dice senza remore: “La vera genesi di quel provvedimento è stata le perplessità che ho espresso sulla candidatura del tesoriere federale della Lega Alberto Di Rubba alle elezioni suppletive per il seggio lasciato da Stefani“, nel frattempo diventato presidente della Regione del Veneto. “Non credo sia una coincidenza che il procedimento nei miei confronti sia stato avviato dietro sua formale segnalazione. Segnalazione che ho chiesto e che ancora ad oggi non mi è stata consegnata”.

Inoltre, avrebbe avuto un peso anche la candidatura dello stesso Pretto alla segreteria regionale della Lega, a dicembre scorso.

Nelle memorie difensive il parlamentare ex Lega sostiene le sue ragioni: “Fino al 25 maggio non ho ricevuto alcuna comunicazione di sollecito, scritta o a voce. Il provvedimento è stato quindi inaspettato. Inoltre, si tratta di erogazioni liberali e non sono previste neanche misure minime. Tuttavia, da quando sono parlamentare ho versato, con bonifici, 322.861 euro. Tutto tracciato. Piuttosto – ha aggiunto Erik Pretto -, mi risulta che ci siano colleghi che non hanno mai contributo, nonostante abbiano ricevuto nomine e incarichi piuttosto remunerativi”.

Il parlamentare vicentino ha poi chiarito che il provvedimento disciplinare è comunque la proverbiale goccia che ha fatto traboccare un vaso pieno di contraddizioni che lo hanno spinto al punto di non riconoscersi più nella Lega. “Vede – ha detto – ormai, a me e a molti altri è ben chiaro che nel partito si è creato un clima per il quale chiunque sollevi perplessità costruttive diventa esso stesso il problema“.

Un clima che all’interno della Lega sembrerebbe non venga preso in debita considerazione, con defezioni, e non solo quella di Pretto, che hanno caratterizzato l’ultimo periodo. “Ecco, il punto è proprio questo – esclama Pretto -. Dovrebbe esserci qualcuno nella Lega che si interroghi sul perché c’è questo malcontento. Ma non succede, ed ecco allora i passaggi con Vannacci e altre forze. C’è necessità di respirare aria nuova. Nel partito non si parla di questo. Invece che fare polemiche, alcuni miei colleghi dovrebbero impegnarsi a comprendere queste motivazioni”.

Un clima tempestoso farcito anche da mancanza di ascolto, richieste inevase, risposte non date al territorio. “Una su tutte è esemplare – ancora Erik Pretto -: per conto dei sindaci dell’Altopiano dei Sette Comuni, per più di un anno ho chiesto e sollecitato ripetutamente e per iscritto un appuntamento con Salvini per parlare dei lavori al Ponte di Roana. Sto ancora aspettando”.