Fir. Dalla proposta solitaria dell’associazione “vicentina” al passo avanti dell’emendamento n. 4.17: dal 30% si passa non al 100% ma almeno al 40%

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Fir: una manifestazione a Roma dei risparmiatori traditi dalla banche risolte tre incontri
Fir: una manifestazione a Roma dei risparmiatori traditi dalla banche risolte

La vicenda del FIR è come sempre prodiga di colpi di scena, eravamo rimasti all’Ordine del Giorno del senatore vicentino Pierantonio Zanettin (Forza Italia) replicata di fatto alla Camera dall’on. trevigiano che vive a Bassano Enrico Cappelletti, grazie al quale il Governo si impegnava: a valutare, previa istruttoria tecnica, di assumere le più opportune iniziative anche di carattere normativo per procedere all’incremento della percentuale di indennizzo prevista a favore degli azionisti, già ammessi a beneficiare del FIR, in conformità a quanto già previsto dal citato comma 496 della legge di bilancio 2019.

Rimaneva la spada di Damocle del termine ultimo dei lavori della Commissione, fissato al 30 giugno 2023, con in sospeso la questione dell’ulteriore riparto in termini percentuali del residuo del FIR e il problema di coloro che si erano visti respingere la domanda.

Che fare? Si chiedevano in molti, nel black out momentaneo della politica impegnata su altri fronti appare il I° giugno sul sito del Coordinamento Don Torta un comunicato che annunciava la presentazione di una “ proposta“ che in sostanza altro non era che una bozza di emendamento della Lega, i punti salienti che trascriviamo sono i seguenti: “ b) Entro il 31 ottobre 2023 gli aventi diritto in possesso dei requisiti soggettivi previsti dall’art.1, comma 494 della legge 30 dicembre 2018, n. 145 che abbiano presentato domanda di erogazione dell’indennizzo, possono integrarla, anche ove già definita, pure al fine di sanare eventuali mancanze o errori, o comunque deficienze, in modo da poter accedere alle prestazioni del Fondo Indennizzo Risparmiatori di cui all’art.1, commi 496 e 497 della medesima legge 30 dicembre 2018, n. 145. c) Nel secondo periodo del comma 496 dell’art. 1 della legge 30 dicembre 2018, n. 145, le parole può essere incrementata” sono sostituite con le parole “deve essere incrementata dalla Commissione tecnica, successivamente alla definizione da parte della stessa di tutte le domande presentate”.

L’iniziativa della Lega coglie di sorpresa un po’ tutti, il testo inizia a circolare fra le associazioni, spuntano i primi interrogativi: “Ma qualcuno di voi ne era a conoscenza? Chi l’ha caldeggiato? “ erano le domande più frequenti, era noto che in quel di Vicenza nel bel mezzo delle comunali l’associazione vicentina Noi che credevamo nella BPVI si era fatta avanti per sponsorizzare un emendamento proprio con la Lega, ma del contenuto della ”proposta“ pochi o nessuno sapevano alcunché.

Dalle prime riflessioni fra rappresentanti delle associazioni emergeva subito che la bozza di emendamento privilegiava in primis chi aveva commesso errori.

Solo dopo la definizione di tutte le domande presentate si sarebbe preso in considerazione l’aumento in termini percentuali tanto agognato dalla vasta platea di risparmiatori che avevano ottenuto il ristoro.

In pratica senza distinguo di sorta fra coloro che avevano sbagliato la domanda, e dunque per le ragioni più varie, ivi compreso chi aveva errato nelle dichiarazioni del reddito o del patrimonio, si prediligeva questa categoria di risparmiatori ai circa 140 mila che avevano già superato positivamente il vaglio della Commissione, tutti in attesa dell’ulteriore riparto promesso dalla 145/2018. 

Il nodo però era pure un altro: l’emendamento era già stato presentato alle Commissioni riunite Iª e Vª della Camera nella seduta di martedì 30 Maggio 2023 dai relatori della Lega Ottaviani, Barabotti, Comaroli, Frassini e giovedì 8 giugno veniva fissato il giorno per la discussione finale, quella decisiva insomma, dopodiché il testo sarebbe divenuto legge.

Tutta l’operazione era stata condotta con grande rapidità, per correggere il tiro le associazioni dei consumatori appartenenti alla cabina di regia si riunivano velocemente e approvavano dei correttivi all’emendamento da divulgare a mezzo comunicato stampa, il correttivo che venne approvato è il seguente: “Dopo il comma 3, aggiungere i seguenti: 3-bis. Per il completamento delle attività del Fondo indennizzo risparmiatori di cui alla legge 30 dicembre 2018, n. 145, ivi comprese quelle di esame di cui al seguente capoverso, la Commissione Tecnica nominata con decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze 4 luglio 2019, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 174 del 26 luglio 2019, e la Segreteria Tecnica restano in carica sino al 31 ottobre 2023.

A tal fine è autorizzata la spesa fino all’importo massimo complessivo di 700.000 euro per l’anno 2023.

Con apposito decreto, il Ministro dell’Economia e delle Finanze provvede ad affidare alla Consap, in continuità con le attività da questa già svolta in proposito, le attività di supporto occorrenti per l’espletamento delle funzioni della Commissione Tecnica, in conformità al decreto 10 maggio 2019 del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Entro il 30 settembre 2023 gli aventi diritto in possesso dei requisiti soggettivi previsti dall’articolo 1, comma 494, della medesima legge 30 dicembre 2018, n. 145, che abbiano presentato domanda di erogazione dell’indennizzo, possono integrarla, anche ove già definita, pure al fine di sanare eventuali mancanze o errori, o comunque deficienze, in modo da poter accedere alle prestazioni del Fondo Indennizzo Risparmiatori di cui all’articolo 1, commi 496 e 497, della medesima legge n. 145 del 2018.

3-ter. Nel secondo periodo del comma 496 dell’art 1 della legge 30 dicembre 2018, n. 145 le parole “la percentuale può essere incrementata” sono sostituite con le parole “la percentuale del 30 % DEVE essere incrementata ENTRO IL 31.10.23 CON IL RESIDUO DI ciascuno degli anni 2019, 2020, 2021, DETRATTE le somme complessivamente erogate per l’indennizzo secondo il piano di riparto, nel pieno rispetto dei limiti di spesa, della dotazione finanziaria del FIR e fino al suo esaurimento, fermo restando quanto previsto al comma 499.

3-quater. Agli oneri derivanti dall’attuazione del comma 3-bis, pari a 700.000 euro per l’anno 2023 e si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per far fronte ad esigenze indifferibili che si manifestano nel corso della gestione di cui all’articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190.”

Le associazioni firmatarie erano le seguenti:Adusbef Avv. Fulvio Cavallari, Associazione Banche Venete Avv. Sergio Calvetti, Associazione Ezzelino III da Onara Patrizio Miatello, Associazione Nazionale Azionisti Banca Popolare di Vicenza Avv. Renato Bertelle, Associazione Soci Banche Popolari Avv. Pietro Guidotto, Azionisti Associati Banca Popolare di Vicenza Caterina Baratto, Coordinamento Associazioni Banche Popolari Venete Don Enrico Torta Avv. Andrea Arman, Confconsumatori APS Mara Colla, Consumatori Attivi Friuli-Venezia Giulia APS Avv. Barbara Puschiasis, Gruppo azionisti Banca Etruria Angiolino Cirulli, Movimento Difesa del Cittadino – Friuli-Venezia Giulia Dott. Raimondo Englaro, Movimento Difesa del Cittadino – Veneto Avv. Matteo Moschini Movimento Difesa del Cittadino – Piemonte Avv. Clarissa Tacchini, Movimento Diritti Europei Dott. Giordano Farinati, Movimento Risparmiatori Traditi Milena Zaggia, Unione Nazionale Consumatori Avv. Corrado Canafoglia,Unione Nazionale Consumatori – Puglia Avv. Antonio Calvani, Vittime del Salva Banche Avv. Letizia Vescovini.

Il correttivo era importante perché bilanciava le esigenze di tutti, sia di coloro che avevano commesso errori, sia però di quelli che erano in attesa dell’aumento dando loro tempi certi, inoltre si prevedeva un prolungamento dell’attività della Segreteria senza la quale la Commissione nulla può.

Va dato atto che la discovery operata dal Coordinamento Don Torta in quel frangente è stata più che utile, perché ha consentito un rapido intervento delle associazioni che si è concretizzato proprio l’8 giugno 2023 a Roma con la discesa di alcuni volenterosi portavoce fra cui citiamo Patrizio Miatello, Barbara Puschiasis Milena Zaggia, Barbara Venuti che hanno tessuto con pazienza il filo di una trattativa con il MEF in persona del Sottosegretario Savino e de Presidente della V Commissione Mangialavori entrambi di Forza Italia.

La notizia del correttivo alla proposta sul FIR e della levata di scudi delle associazioni ha fatto ben presto la sua comparsa sulla stampa nazionale, Il Sole 24 ore di sabato 10 giugno titolava: ”FIR Le associazioni in allarme su tempi e modi dei risarcimenti“, qualcuno ( Noi che credevamo nella Popolare di Vicenza) sollevava dubbi sulla proposta, ma l’idea di ridiscuterla era tardiva, il pallino era di fatto nelle mani del legislatore.

Le commissioni riunite I-V della Camera in sede referente al Decreto Legge 51/2023 il 15 giugno approvano la versione definitiva della proposta emendativa, la n. 4-17:” Dopo il comma 3, aggiungere i seguenti: 3-bis. La misura dell’indennizzo stabilita dall’articolo 1, comma 496, primo periodo, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, è incrementata al 40 per cento. A tal fine la quota aggiuntiva dell’indennizzo è determinata sulla base delle risultanze istruttorie e dei dati già acquisiti dalla Commissione tecnica di cui al comma 501 del citato articolo 1 della legge n.145 del 2018 in relazione alle domande presentate entro i termini di legge. Ai fini dell’accredito, in caso di variazione del codice IBAN già indicato, l’avente diritto all’indennizzo comunica, a pena di decadenza, entro il 31luglio 2023, il nuovo codice IBAN con modalità telematica tramite il portale del Fondo indennizzo risparmiatori (FIR). 3-ter. All’articolo 1, comma 63, della legge30 dicembre 2021, n. 234, le parole: «30 giugno 2023» sono sostituite dalle seguenti:«31 ottobre 2023». A tal fine è autorizzata la spesa di 150.000 euro per l’anno 2023, cui si provvede mediante corrispondente utilizzo del Fondo di parte corrente di cui all’articolo 34-ter, comma 5, della legge 31 dicembre 2009, n.196, iscritto nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze. 3-quater. All’articolo 3, comma 7-bis, del decreto-legge 29 dicembre 2022, n. 198, convertito, con modificazioni, dalla legge 24febbraio 2023, n. 14, le parole: «750.000euro», ovunque ricorrono, sono sostituite dalle seguenti: «1 milione di euro».”

La proposta porta la firma di Nicola Ottaviani Membro della Camera dei deputati della Repubblica Italiana della Lega, dapprima firmatario della proposta originaria, quella “ Vicentina “ per intenderci ed oggi del “ c.d. emendamento 4.17” che sposa totalmente l’idea dell’incremento in termini percentuali quale priorità assoluta, anche se non si scorge traccia della sanatoria prospettata inizialmente e relativa a:” eventuali mancanze o errori, o comunque deficienze”.

Non che l’aumento in termini percentuali dispiaccia, anzi (detto che il “giusto” sarebbe stato il 100%, viste le responsabilità del “Sistema” che poco o male ha “controllato” tradendo la fiducia di chi ha investito confidando nei doveri dei “regolatori”, ndr) , si passa dall’originario 30% all’attuale 40%: sarà sufficiente comunicare al FIR entro fine luglio l’eventuale cambio di IBAN e i risparmiatori potranno vedersi accreditare un 10% in più.

Nel mentre, la commissione tecnica è prorogata al 31 ottobre 2023.

Ora però si dovrà attendere sicuramente qualche comunicato dallo sportello FIR per procedere.

La morale di questa storia non è semplice da individuare perché di fatto alla fine ha deciso il legislatore, facendo sintesi delle istanze delle associazioni, giunte con tempi e modalità diverse.

Di sicuro risuona forte il segnale unitario emerso dal gruppone dei firmatari la seconda proposta, come a dire che isolarsi non serve.

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Laureato a Padova presso la Facoltà di giurisprudenza nel 1994 con tesi di laurea in Diritto Commerciale dal titolo "I Procuratori dell’imprenditore commerciale" nel Novembre del 1997 si iscrive all’albo degli Avvocati del Foro di Padova , dal 2001 è Revisore Legale iscritto al n. 120988 del registro del Ministero dell’Economia e Finanze Ragioneria Generale dello stato. Da marzo 2020 è associato alla LAPET acquisendo la qualifica di Tributarista . Iscritto all’albo arbitri della Camera di Commercio di Padova, attualmente è responsabile Veneto dell’associazione ADUSBEF. Aree di Esperienza La qualifica di Avvocato e Revisore Legale e l’esperienza acquisita in questi settori ha consentito una formazione multidisciplinare nei seguenti campi: Diritto Civile Diritto Commerciale Diritto Bancario Diritto dei Mercati Finanziari Collegi Sindacali