
L’allarme era già stato lanciato nel luglio scorso, ma sono sempre di più i casi di giovani che si sballano con la droga del palloncino detta anche “droga delle bombolette” o “gas esilarante”; quotidiani i ritrovamenti di bombolette di protossido di azoto e palloncini utilizzati per inalare il gas nei parchi cittadini.
Per questo, oggi Fratelli d’Italia Vicenza ha indetto un punto stampa nell’area verde di via Turra, accanto a Parco Città, per chiedere al sindaco Giacomo Possamai l’emanazione di un’ordinanza che vieti il possesso e l’utilizzo del gas esilarante nei luoghi di aggregazione giovanile, nei parchi e accanto alle scuole; uno strumento che permetterebbe alle forze dell’ordine di poter agire concretamente per evitarne l’abuso.
A discutere l’idea che vuole essere costruttiva e non “polemica” la dirigente cittadina FdI
Anna Antonini e il presidente FdI Vicenza Alessandro Benigno, che hanno scelto un luogo simbolico, Parco Città, perché già teatro nei mesi scorsi dei ritrovamenti delle bombolette e di segnalazioni da parte di residenti per schiamazzi. Ma non è l’unica zona terreno di spaccio e consumo, fonti segnalano anche Park Cattaneo, Sant’Agostino e la Ciclabile di via Bedeschi, oltre ad altri campanelli d’allarme provenienti dalla provincia di Vicenza.

“Di esilarante l’uso cronico del protossido d’azoto non ha nulla: secondo i tossicologi può causare danni neurologici gravi, talvolta permanenti – dichiara Benigno, presidente cittadino di Fratelli d’Italia Vicenza –. È il segnale di un disagio giovanile che cambia forma e trova nuove strade. Preoccupa perché costa pochi euro, si trova facilmente anche online e viene percepito come innocuo proprio perché è legale”.
Quella che sembra essere ormai una moda coinvolge in particolare i ragazzi dai 14 anni in su e racconta un disagio giovanile da prevenire; motivo per cui FdI aveva proposto prima dell’estate un calendario d’iniziative permanenti nei parchi cittadini con associazioni sportive e di volontariato, affinché realtà virtuose facessero anche da “presidio”.
Antonini, dirigente cittadina FdI, ha evidenziato la necessità di diffondere la consapevolezza dell’uso di queste droghe nei genitori (leggi il racconto di una madre), e soprattutto dei rischi che corrono i ragazzi: “Molti genitori non sanno cosa sia e con che facilità si possa acquistare”. Il gas esilarante, infatti, viene venduto a pochi euro su siti internet ma anche attraverso profili specializzati su Instagram (vedi foto sotto un camion in partenza da Milano verso Vicenza, carico di scatole con le bombolette).
Inoltre, viene sottolineata l’esigenza di fare una campagna di prevenzione capillare, coinvolgendo scuole e associazioni, “che parli ai ragazzi e aiuti i genitori a riconoscere i segnali”.

I rischi del gas esilarante
I rischi del gas esilarante sono stati ben riassunti in una puntata del programma Far West dal professor Carlo Locatelli, direttore Centro Antiveleni dell’ICS Maugeri. L’inalazione ripetuta può causare danni permanenti che, se in “lieve portata” portano a psicosi, ma possono anche provocare la degenerazione del midollo spinale, fino alla paralisi.
A questo si aggiungono i rischi immediati: ustioni da congelamento, disorientamento, perdita di coscienza e incidenti stradali dopo il consumo. La droga è già illegale nel Regno Unito e nei Paesi Bassi, mentre la Francia ne ha proibito la vendita ai minorenni e ne ha limitato la vendita ai privati.
Nel nostro Paese non è ancora stato dichiarato illegale perché viene utilizzato in sanità per usi anestetici, ma anche nella ristorazione per fare la panna montata e le creme per i cocktail. Sono già numerosi, però, i comuni lombardi che hanno emesso un divieto di detenzione e utilizzo a scopo ricreativo delle bombolette di protossido di azoto, alcuni dei quali già nell’inverno scorso: Muggiò (MB), Limbiate (MB), Carvico (BG), Pandino (CR), Vimodrone (MI), e le bresciane Nave, Gardone Val Trompia, Mazzano, Nuvolento, Nuvolera, Rezzato e Sarezzo.
Un fenomeno sempre più diffuso tra gli adolescenti che, evidentemente, non ne conoscono i rischi, oppure, pur conoscendoli preferiscono lo sballo: pochi euro e il gioco è fatto.










































