Silvio Giovine possibile alternativa a Possamai per Vicenza 2028? Nicolai: “Sarà la Vicenza che diventa famosa in Italia per il regolamento anti kebab”

Alessandro Benigno propone l'ex assessore della Giunta Rucco come alternativa, una proposta che andrà verificata con il centrodestra e che dipende dalle volontà dell'interessato

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Vivi Vicenza ... d'estate, assessore al turismo Silvio Giovine
L'ex assessore al turismo Silvio Giovine

A Vicenza il fervore politico della calda estate sta già provocando discussioni indirette sulle elezioni amministrative del 2028. Ad accendere la miccia, l’intervista di Alessandro Benigno, dirigente cittadino di Fratelli d’Italia, che al Giornale di Vicenza ha comunicato che proporrà Silvio Giovine come candidato sindaco per Vicenza nel 2028.

La replica di Benigno a Giorgio Conte

Nelle dichiarazioni, Benigno esordiva replicando a Giorgio Conte, consigliere comunale, ex deputato e uscito dal partito Fratelli d’Italia nel giugno scorso, a causa di “differenze inconciliabili”. Conte accusava il partito di aver smarrito a Vicenza la propria identità e di averlo trattato come “un estraneo”, oltre ad aver privilegiato logiche di consenso e appartenenza a scapito del confronto politico. Nella critica mossa nei mesi scorsi, l’ex FdI denunciava anche la linea utilizzata all’interno del Consiglio comunale, dove il partito avrebbe assunto un ruolo di opposizione concentrato soprattutto sulla difesa dell’eredità dell’Amministrazione Rucco, rinunciando a costruire una vera proposta alternativa per la città.

Il nome di Silvio Giovine

E invece, Benigno oggi lancia, non solo una linea alternativa, ma un possibile nome per la corsa alle comunali nel 2028: Silvio Giovine.

Prima, però, non manca di puntualizzare un lavoro costante con le altre forze di minoranza in Consiglio comunale che “non risparmia nulla all’amministrazione Possamai”. Il dirigente cittadino di Fratelli d’Italia, in un’ottica di miglioramento e ricerca nuove energie, annuncia un piano di attacco “costruito dal basso: quartiere per quartiere, dalle periferie fino al centro storico. Vogliamo ascoltare i comitati, le associazioni, i commercianti, chi ogni mattina alza la saracinesca e chi la sera ha paura di tornare a casa”. Un percorso che verrà annunciato entro la fine di settembre, da condividere con il centrodestra e con chi vorrà partecipare.

Alla domanda sulla corsa a sindaco tra due anni, Alessandro Benigno afferma che il centrodestra dovrebbe proporre più di un nome, al fine di individuare assieme il profilo più adatto, ma la sua proposta personale ricade sul nome di Silvio Giovine, ex assessore al commercio e alle attività produttive, politiche del lavoro, turismo e centro storico del comune di Vicenza e dal 2022 deputato per Fratelli d’Italia. “Mi auguro che voglia prendere in considerazione l’ipotesi: a mio parere è l’uomo giusto, perché per esperienza e competenza può far crollare il castello di carta di Possamai”.

Benigno è passato poi a enumerare i motivi per cui Possamai non può rimanere al suo posto: dal degrado cittadino all’apatia decisionale, fino alle questioni Tav e metrobus.

Una proposta dunque non ancora verificata e che dipenderà dalle volontà del diretto interessato e dalle opinioni degli altri partiti di centrodestra.

La controbattuta ironica di Leonardo Nicolai

La notizia della stampa locale è giunta subito alle orecchie (e agli occhi) dell’assessore alle politiche giovanili Leonardo Nicolai, che ha commentato subito la questione sui social, accompagnandola da una foto della coppia Giovine/Donazzan.

“Finalmente abbiamo capito perché il deputato Silvio Giovine da qualche mese si occupa più di fare opposizione a questa amministrazione che a rappresentare la città a Roma” esordisce Nicolai.

L’assessore in carica elenca sarcasticamente un’ipotetica visione della città del (possibile) candidato Giovine: “Sarà la Vicenza che diventa famosa in Italia per il regolamento anti kebab. Con buona pace di chi cerca di non descriversi come ideologico. Una Vicenza poco sincera con i cittadini, come vediamo sul caso del metrobus: Giovine, che oggi nega, era nella giunta che approvava il percorso del BRT e i lavori per fare a doppio senso Corso San Felice. Una Vicenza meno libera, come nel caso di questi giorni dei muri liberi e la colpevolizzazione dei ragazzi più giovani. E sempre da questo caso, una città che deve sempre trovare un nemico”.

Sono di questi giorni i vari botta e risposta montati: prima tra Giovine e il presidente del Consiglio comunale Massimiliano Zaramella in merito all’intervista al sindaco del 15 agosto: se per Giovine la città “si sta lentamente spegnendo”, Zaramella è giunto in difesa affermando “è più giusta, inclusiva e sana”. E poi la critica di FdI al progetto “Muri liberi” e al fatto che alcuni murales siano “spaventosi” per i bambini.


Nicolai, dopo aver ribattezzato Giovine “il figlioccio di Elena Donazzan“, ha ricordato che il deputato nel 2020 ha “votato ed esultato per eliminare la clausola antifascista” – nel momento del voto del nuovo regolamento per il Canone di occupazione degli spazi pubblici (Cosap) – ripristinata poi nel 2024.

In conclusione del suo post, Nicolai esorta l’amministrazione a costruire “una città sempre più equa e inclusiva, dove vivere bene in una comunità forte”.

E se il calcio d’inizio del 2028 non è così lontano come si pensa, stiamo a vedere come si svolgerà il calciomercato e quali squadre si sfideranno. Vale la pena ricordare le parole di Zaramella, da noi riportate qualche giorno fa: “Perché Vicenza non ha bisogno soltanto di una politica che commenti ciò che accade. Ha bisogno di una politica che abbia il coraggio di immaginare dove vuole portarla”.