Dopo aver provato a scriverne in maniera articolata (“Padre di Freddi Greco, calciatore di colore del Vicenza (‘negro’ in Tv, ma con scuse), ringrazia sen. Zanettin (FI) per interrogazione”) abbiamo voluto intervistare il senatore vicentino Pierantonio Zanettin che ha presentato l’interrogazione sulla gaffe presunta razzista del telecronista di Trento Vicenza Stefano Carta.

Senatore come le è venuto in mente di presentare una interrogazione su una questione che considerano banale in molti, soprattutto nel nostro ambiente?

All’indomani della partita, da un professionista vicentino, tifosissimo del Lane, mi sono stati segnalati la gaffe del telecronista (ha chiamato o confuso con “Negro” il calciatore di colore ma italiano Freddi Greco, ndr) e certi commenti volgari presenti nella rete.

Dopo aver verificato l’accaduto ho ritenuto doveroso presentare l’interrogazione ai ministri competenti per materia, cioè sport e sviluppo economico

Ma non crede si sia trattato forse solo di una gaffe involontaria? Valeva la pena sollevare tutto questo clamore?

Con ogni probabilità è solo un errore ed il razzismo non c’entra.

Ma questo lo potrà accertare solo un’indagine.

Resta il fatto che il telecronista è un professionista e l’errore lo giudico imperdonabile, anche perché aveva dato la stura a commenti social disdicevoli.

Ignorarlo avrebbe voluto dire minimizzare tutto questo.

Il mondo del calcio è pieno di fenomeni  di razzismo, come dimostrano i buuu delle tifoserie all’indirizzo dei giocatori di colore e le frasi “forza Vesuvio” contro i tifosi napoletani. Lei preparerà interrogazioni parlamentari anche su questi episodi?

Se ne ravvisassi l’opportunità non esiterei certamente.

Ma sono comunque questioni del tutto diverse.

Sappiamo tutti che nelle curve degli stadi si celano anche razzisti e delinquenti.

Purtroppo si mischiano nei gruppi e non è facile identificarli e punirli.

Senatore, mi consenta una precisazione: gli organi di polizia preposti, per i fatti più gravi, intervengono già grazie alle telecamere che consentono tipicamente di individuare i responsabili ma mi riferivo alla FIGC. La Federazione Italiana Giuoco Calcio, al di là dei proclami contro il razzismo, ben difficilmente commina pene superiori alle multe ai club, responsabili “oggettivamente”, in base alle regole sportive, e “soggettivamente”, in base alle regole sociali, per la loro ben nota “tolleranza” nei confronti di certe frange di tifosi.

Certo, ma il telecronista è un soggetto qualificato, che agisce su una piattaforma oggetto di concessione governativa.

A lui è richiesto un particolare supplemento di responsabilità e attenzione.

Ma adesso, come abbiamo scritto, è stato sospeso dal lavoro da chi ne ha, a parole, difeso la professionalità e, senatore, adombrano addirittura una corresponsabilità per il provvedimento della sua ferma ma, onestamente, equilibrata interrogazione i due quotidiani cartacei locali, di cui solo uno riporta esplicitamente anche le scuse e le giustificazioni del telecronista, affranto anche per l’immagine sbagliata di lui che “le sue due giovani figlie percepiranno da grandi su Google”.

Per quanto ne so Eleven Sport lo ha sospeso, immagino, in attesa di accertamenti.

Prima di presentare l’interrogazione mi sono documentato su chi fosse Freddi Greco.

Ho visto che è un ragazzo africano adottato da una famiglia italiana.

Mi sono venuti in mente i discorsi di tanti genitori adottivi, che mi hanno parlato del razzismo strisciante, che è il più subdolo, che i loro figli devono subire nella vita quotidiana e talvolta anche nella scuola.

Non so se anche Freddi abbia  subito di questi episodi, ma certamente il mio intervento  ha dimostrato a lui, e ai tanti come lui, che le istituzioni, quando possono non si girano dall’altra parte.

Quando mi sono giunti via social i ringraziamenti del padre, ho pensato che forse avevo visto giusto.

Anche noi, senatore, abbiamo avuto un cordialissimo colloquio col papà di Freddi Greco, Lorenzo, di cui abbiamo riportato i ringraziamenti a lei e che è stato sicuramente ferito, e a entrambi loro è andata e va la nostra solidarietà, lo ribadiamo.

Ma anche a lui abbiamo fatto notare che, ancora una volta come spesso succede, a pagare, speriamo per ora, è più debole, il telecronista “professionale” per i suoi “datori di lavoro”, per i quali “collabora con Eleven…”, il che fa supporre che non sia un dipendente normalmente tutelato ma un collega “a gettone”… Dopo i complimenti, comunque, lo hanno sospeso dalla collaborazione con l’emittente, quasi a lavarsene le mani tanto più che, invece, anche lei la chiama in ballo nella sua interrogazione per le opportune verifiche.

Lei, senatore Zanettin, che anche questa volta affronta un corretto e rispettoso confronto con la stampa, ha fatto bene ad accendere le luci su questo caso di “razzismo strisciante”.

Ma come ci siamo detti al telefono, quanti politici razzisti, non tutti per fortuna, dovremmo magari “sanzionare” (e come? Sospendendoli?) visto che dicono pubblicamente, non in una diretta senza filtri ma premeditandolo, almeno quello che, volontariamente o meno, ha detto il collega telecronista alimentando e politicizzando proprio il razzismo di cui soffrono tanti genitori adottivi e naturali, oltre che, ovviamente, i direttamente discriminati?

Sappiamo, ce lo siamo detto nella parte personale e riservata del colloquio, cosa ne pensa lei ed è per questo che la ospitiamo sempre volentieri… sperando che lei, del cui “sentire” personale siamo sicuri, riesca a trovare altri parlamentari, di ogni parte, che vogliano “allargare” il caso anche nella Casa delle Istituzioni.

Per non far pagare, per il razzismo non solo strisciante, unicamente il collega trentino, professionale ma a gettoni. Come il suo compenso.