Giacomo Possamai (PD) si svela: “Nel 2023 pronto a tutto per Vicenza”, da semplice militante a… sindaco

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Giacomo Possamai capogruppo del PD in Consiglio regionale fondi guardie mediche vicenza
Giacomo Possamai capogruppo del PD in Consiglio regionale

Si avvicinano di gran carriera le amministrative per scegliere il sindaco di Vicenza che da maggio 2023 in poi continuerà a governare la città, se fosse confermato l’attuale primo cittadino Francesco Rucco, o inizierà a svolgere l’arduo compito un suo alter ego d’area o, stravolgendo i risultati delle Politiche, un rappresentante del centrosinistra che, tra i nomi più gettonati, annovera Giacomo Possamai (primo lancio dell’articolo alle 8.30, aggiornato alle 17.08, ndr)

L’attuale capogruppo del Pd in Regione è, sì, giovane (è nato il 9 febbraio del 1990), ma non è un nome nuovo potendo vantare, oltre a un interessante curriculum lavorativo (oltre che nello staff della comunicazione di Enrico Letta e in ruoli nella UE è stato anche per più di quattro anni anni nell’area Affari Pubblici e Relazioni Esterne del gruppo Unicomm della famiglia Cestaro), un lungo corso politico.

Giacomo, figlio del noto giornalista del gruppo Repubblica Paolo Possamai, ora attivo per il gruppo Finint di Enrico Marchi (da maggio 2022 ne è consulente strategico per le relazioni istituzionali ed esterne) dai suoi inizi come rappresentante studentesco è arrivato a  diventare a 17 anni segretario provinciale dei giovani democratici, poi vicesegretario nazionale dei giovani dem, con anche allora il suo maestro Letta al governo, consigliere comunale di Vicenza e, quindi, capogruppo del Pd nel Variati 2 del terzo millennio, quindi candidato alle primarie del 2018, battuto al fotofinish (e con strascichi) da Otello Dalla Rosa.

E tutto questo, e altro, fino alla sua elezione in consiglio regionale, in cui sta bissando l’esperienza di capogruppo Dem a un livello superiore di quello cittadino, anche se dai banchi della minoranza.

Dopo avere raccolto le smentite (di maniera o reali si vedrà) di Giorgio Conte come alternativa nel campo opposto a Francesco Rucco, che ha superato lo scoglio di 5 anni di governo cittadino complicato da Covid e crisi economica, e mentre siamo in attesa proprio delle mosse dell’attuale sindaco, che, da qualche mese, però, ha già fatto il tagliando alla sua associazione “Idea Vicenza Rucco Sindaco“, di cui è diventato presidente, tanto per scaldare i motori, abbiamo, quindi, fatto sentire dal nostro Gianni Poggi Giacomo Possamai, di scuola lettiana e di certo “benedicibile” da Achille Variati dopo lo scivolone, uno dei suoi pochi, fatto con il suo fallito endorsement di Bulgarini d’Elci alle primarie del 2018.

A meno che, nulla è impossibile in politica, non torni in gara, a comporre eventuali divisioni o a proporre un nome “forte” proprio lui, il sempiterno e ultimo figlio politico di Mariano Rumor, ora in Europa, ma già per tre volte a Palazzo Trissino oltre che con un pedigree unico tra gli attuali politici di Vicenza.

Ma questo è un altro discorso per cui concentriamoci sul possibile candidato reale e non del… metaverso Giacomo Possamai la cui intervista a firma di Gianni Poggi potete leggere di seguito e farvi la vostra idea, al di là delle solite affermazioni di tutti i politici in “politichese”.

La mia è che, se questa intervista di Giacomo Possamai non è un annuncio di candidatura alle Amministrative di Vicenza del 2023, non sarei in grado di capire cos’altro sarebbe se non l’ovvia, pur se apprezzabile, dichiarazione dia attenzione al proprio territorio di origine.

Il direttore


 

Giacomo Possamai predestinato da mesi ad essere il candidato sindaco del Centrosinistra nel 2023?

“Non credo alla predestinazione in niente, tanto meno nelle candidature. Nella vita come in politica, ogni cosa va guadagnata. Per certo alle prossime amministrative voglio dare una mano e farlo fino in fondo perché mi rendo conto che Vicenza ha bisogno di un cambio di passo e di un altro tipo di amministrazione. Posso farlo da candidato in Consiglio comunale o da coordinatore della campagna elettorale o da militante, ma lo voglio fare. La considero una priorità vera per il mio impegno politico dell’anno prossimo.”

Essere da tempo indicato quale candidato unico del Centrosinistra potrebbe aver indebolito il dibattito interno?

“Non mi sembra, anzi. Non credo neanche all’ipotesi di un candidato unico, ci sono varie figure nella nostra area che potrebbero degnamente fare il candidato sindaco e magari qualcuna che ci sta pensando. Per una volta il Centrosinistra ha fatto un bel lavoro, c’è un tavolo che raggruppa tutte le liste civiche e i partiti del centrosinistra, parlo di AscoltandoVi, che va avanti da mesi e ha riportato a fare politica come si faceva una volta. Decine di banchetti e di gazebo in tutti i quartieri e in tutti i mercati con le forze politiche insieme che incontrano i cittadini. Questo percorso nelle prossime settimane arriverà alla conclusione perché, una volta costruito il programma, bisognerà lavorare sulla candidatura. Faccio presente che siamo in una situazione molto particolare e un po’ paradossale perché il sindaco uscente non si è ancora ricandidato.”

Il nuovo gruppo consiliare Per una grande Vicenza sembra orientato a identificarsi con il Centro.

“È una scelta legittima di alcuni consiglieri che provengono dal PD insieme ad altri di diversa provenienza, che ora stanno facendo un percorso civico ispirato all’area moderata e liberale. Io la vedo come una ricchezza anche in vista delle amministrative e penso che sia fondamentale dialogare con loro. Il PD deve avere ben chiaro che può essere una gamba importante della coalizione ma che c’è assoluto bisogno di una coalizione larga e anche fortemente civica. Lo stesso Variati nel 2008 lo capì molto bene. Quindi non mi spaventa che si sia ampliata l’offerta politica del Centrosinistra, anzi.”

La ricandidatura di Rucco sembra, al di là delle varie smentite, trovare qualche mugugno in aree di Fratelli d’Italia.

“Ho letto anch’io di questi movimenti nel Centrodestra. Non è un segreto che FdI, anche alla luce del buon risultato alle politiche in città, abbia delle ambizioni e magari idee diverse sulla candidatura a Sindaco. Questo è sicuramente un segnale di debolezza per la maggioranza uscente, che è stata molto litigiosa in questi anni, ho perso il conto di quanti assessori sono stati cambiati. Anche i movimenti interni nei partiti, che ‘acquistavano‘ consiglieri e poi li perdevano, sono stati un brutto spettacolo. Non c’è mai stata una giunta in cui i partiti hanno contato così tanto. Quando ero capogruppo del Pd nel secondo mandato di Variati, il sindaco era libero, prendeva le sue decisioni senza essere costretto ad estenuanti trattative con i partiti. In questi anni abbiamo visto esattamente lo spettacolo contrario, dalle scelte di giunta a quelle sulla città. Abbiamo avuto una giunta che sembrava una riunione dei partiti provinciali del Centrodestra con i loro segretari.”

Dopo il 25 settembre sta cambiando qualcosa anche nella Lega.

“La Lega è alle prese, non solo a Vicenza ma anche in Veneto, con un momento di grande difficoltà interna e anche di discussione tra le due linee, quella nazionalista di Salvini e quella più regionale e legata all’Autonomia. Immagino che questa tensione possa avere anche a Vicenza un riflesso. La crisi della Lega è anche di identità perché Salvini l’ha trasformata in un partito nazionalista, il contrario di quella che è stata la storia della Lega. Non mi consola che i suoi voti passino a Fratelli d’Italia, m’interrogo molto di più su quello che dobbiamo fare noi per intercettare quel voto identitario e territoriale, di chi ha bisogno di trovare un partito vicino.”

Giacomo Possamai, potrebbe ripetersi nel 2023 il successo di una civica come quella di Rucco nel 2018 o, stavolta, conteranno di più i partiti?

“Per come è andato in questi anni, il bluff del civismo di Rucco è finito, è stato un sindaco legatissimo alle logiche dei partiti e l’idea del sindaco civico è stata smentita. La mia impressione è che già oggi i partiti contino moltissimo nella prospettiva della campagna elettorale di Rucco. D’altronde l’hanno pesantemente condizionato per l’intero mandato”.

Nel caso lei fosse candidato sindaco, avrebbe una civica di sostegno?

“Chiunque sarà il candidato del Centrosinistra avrà bisogno di costruire una coalizione veramente civica. Penso non a una riedizione locale del Campo largo ma a un Campo civico in edizione vicentina. Il candidato dovrà essere affiancato da più liste civiche e oggi il Centrosinistra, a differenza del Centrodestra, ha già vere liste civiche come ViNova e Da Adesso in poi (che già condividono un percorso, ndr), Coalizione Civica e la stessa Per Una Grande Vicenza, che spero possano essere protagoniste della prossima campagna elettorale.”

Alessandra Moretti in una recente intervista ha proposto una rottamazione della dirigenza del PD.

“Le elezioni politiche hanno dimostrato una differenza sostanziale: la Lega dimezza i consensi e il suo leader si arrocca evitando di mettere in discussione la sua leadership, il Partito Democratico mantiene gli stessi voti perdendo molto meno della Lega e il suo leader fa un passo indietro e rimette in discussione la sua segreteria e anche la governance del partito con un congresso. La fortuna del PD è che la leadership, anche troppo spesso, è contendibile. Con le Politiche si è chiusa una lunga stagione di governo e, nel nostro prossimo congresso, ci sarà la possibilità di rinnovarsi. La rottamazione ha dimostrato di essere uno strumento inefficace perché è a prescindere dalle capacità delle persone, ma è evidente che in questo congresso serve un rinnovamento profondo e che la classe dirigente che ha guidato il PD negli ultimi 15 anni faccia un passo indietro.”

Si parla ormai da tempo di una nuova stagione del Partito Democratico in Veneto.

“Da quando è arrivato il segretario regionale Andrea Martella ci stiamo lavorando molto, c’è stato un cambio di passo evidente su tanti temi. Uno è stato quello dell’Autonomia su cui siamo arrivati ad incalzare realmente Zaia, nel senso che l’impostazione delle 23 materie ha portato a uno stallo negoziale, noi invece abbiamo fatto un ragionamento diverso partendo da quelle che servono davvero. Ci ha dato ragione persino il neoministro Calderoli nei giorni scorsi, spiegando al Corriere della Sera che sull’autonomia va scelto un approccio graduale. Noi abbiamo individuato 7 materie, partendo da lavoro, impresa e formazione, che sono le materie che più interessano al mondo dell’economia veneta. Le regionali del 2025 rischiano finalmente di essere una partita aperta e contendibile perché finirà il lungo regno di Zaia e non possiamo farci trovare impreparati.”

E allora, Giacomo Possamai, da dove comincerete un nuovo approccio al Veneto?

“È una regione che ha tanti problemi aperti. Ne segnalo uno: è l’unica del Nord che ha un saldo negativo fra i giovani che se ne vanno e quelli che arrivano. Questo è un tema drammatico per una regione sviluppata, legato anche ai salari visto che il Veneto è l’ottava in Italia, pur essendo la seconda economia regionale dopo la Lombardia. Ma è anche un tema di servizi: penso al mancato investimento sulla metropolitana di superficie, che induce molti ragazzi a preferire Lombardia o Emilia-Romagna, dove i treni e le metropolitane funzionano. Mentre in Veneto, se non vivi nei centri storici, sei costretto a muoverti in macchina. Quella della metropolitana di superficie e della mobilità su rotaia è una battaglia che dobbiamo giocare fino in fondo.”

Giacomo Possamai, può tracciare un identikit del prossimo sindaco di Vicenza?

“Questo è un punto molto importante, perché nei prossimi anni non basterà vivacchiare o tirare a campare. Per cui oltre a quello del sindaco è importante l’identikit della squadra, perché sono talmente grandi le sfide che la città ha davanti e anche i problemi ereditati da questi anni, che per affrontare impegni come Tav e Pnrr non basta il sindaco, serve una giunta di altissimo livello. Serve anche un sindaco che unisca l’ambizione di tirar fuori la città dal torpore e darle una dimensione che guarda fuori, a un’alleanza con Padova e Verona, e che dia l’idea di una città che vuole crescere e, nel contempo, sia ferocemente determinato anche sulle piccole cose, ad esempio sul dare risposte veloci e puntuali ai cittadini migliorandone la qualità di vita e sul fatto di dare alla città cura e bellezza. Oggi entrambi questi aspetti mancano”.

Vicenza è affetta da provincialismo.

“Questa è una città, come lo è la sua provincia, che dovrebbe essere un po’ più orgogliosa e consapevole di sé. Non ha nulla da invidiare a Treviso, a Padova e Verona. Manca quella capacità di pesare fuori dal contesto provinciale. Il nuovo sindaco dovrà puntare ad essere in sinergia con quelli della provincia, con le categorie del territorio, con le forze sociali. Insieme si rappresenta un territorio che ha tutto il diritto di stare a un tavolo nazionale.”

La forza economica della provincia, però, lo abbiamo anche scritto, non riesce a esprimersi nella politica.

“È paradossale che la provincia della terza Confindustria e della prima Confartigianato in Italia non sia in grado di esprimere la sua potenza economica in politica. La politica qui non è al passo con l’economia e questa è una grossa responsabilità della politica. Lo stesso Veneto ha una forza che la politica non ha saputo esprimere.”

Giacomo Possamai, come valuta la sua esperienza di capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale?

“Fare opposizione in questi due anni è una grandissima esperienza, in Consiglio siamo dieci contro quaranta, per cui tante volte sembra di essere Davide contro Golia. Stiamo provando ad incalzare la Giunta Regionale punto su punto, come dovrebbe sempre fare chi è in opposizione. Ma è anche un’esperienza di grande rapporto con il territorio, occupandosi dei temi più vicini ai cittadini. L’80% del bilancio regionale è destinato a Sanità e Sociale per cui quotidianamente raccolgo segnalazioni o incontro cittadini su temi come questi, che riguardano da vicino ciascuno di noi.

Quali sono le priorità per Vicenza?

“Mi colpisce molto che questa città, negli ultimi anni sia andata in crisi sulle piccole cose, quelle della vita quotidiana e penso, ad esempio, che ci vogliano mesi per avere una carta d’identità o che chiunque voglia fare un intervento edilizio debba attendere mesi per avere risposte dal Comune o, ancora, che è diventata un’emergenza anche solo parcheggiare l’auto, visto il disastro dei parcheggi in centro storico. Nel contempo, non c’è nemmeno la progettualità. Vedo che si è persa la dimensione di una città che può essere baricentro di questa regione, dalle politiche culturali al tema di come interpretare i trasporti, allo sviluppo economico. Perché, per dirne una, Vicenza non può candidarsi a diventare il polo della sostenibilità, a partire dalla ricerca sulle nuove fonti di energia? Abbiamo un’università in crescita e uno straordinario tessuto imprenditoriale, non ci manca nulla. Questa città e questa provincia devono saper pensare in grande.”.

Gianni Poggi