Gli incidenti stradali in Veneto sono in aumento secondo dati in possesso di Erika Baldin, Capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale. Considerazioni che cadono a breve distanza dal terrible incidente avvenuto questa mattina nel Veneziano e nel quale due persone hanno perso la vita, mentre altre due sono rimaste ferite (leggi qui la cronaca).

Nel parlare del tema, la pentastellata rievoca la Consulta regionale per la sicurezza stradale “di cui però non si sente mai parlare perché è soltanto sulla carta. La Regione l’ha istituita dieci anni fa, ma la norma non è mai stata pienamente attuata”.

Poi, Erika Baldin aggiunge: “A distanza di un mese dal deposito della mia interrogazione rivolta alla Giunta regionale per sapere ‘quando intenda rendere pienamente operativa e funzionante la Consulta regionale per la sicurezza stradale’. Un atto ispettivo al quale la Giunta non ha ancora dato risposta.

Questo, alla luce dei dati diffusi da Aci e Istat, che vedono in Veneto 285 morti sulle strade nel 2021 (+56 rispetto al 2020) e l’aumento complessivo del +33% degli incidenti che lo scorso anno sono stati 12.403 – spiega l’esponente pentastellata -.

Anche oggi due morti sulle strade, nel Veneziano, con due feriti, tra cui un 12enne in bicicletta che risulta in gravi condizioni. La speranza ora è che il ragazzo possa ristabilirsi ma è impossibile non provare rabbia e sconforto di fronte all’ennesimo incidente.

Allargando lo sguardo alle precedenti annualità, la situazione non migliora – osserva la consigliera, richiamando i dati del sistema statistico regionale citati nell’interrogazione – Dal 2012, anno di istituzione della Consulta ‘fantasma’, il numero di incidenti stradali in Veneto non accenna a diminuire; eccezion fatta per il 2020 con le restrizioni Covid, la media annuale è di 13.978 incidenti, di cui 303 mortali. Quasi ogni giorno nelle strade venete muore una persona. Sono i numeri di una vera e propria strage.

“Tutti sono concordi nel dire che occorre investire in prevenzione e aumentare i controlli, ma alle parole devono seguire i fatti – ribadisce Baldin -. La Consulta nasceva proprio con lo scopo di favorire la conoscenza della sicurezza stradale, promuovendo la partecipazione dei soggetti pubblici e privati interessati.

Tradotto: istituzioni regionali e locali, forze dell’ordine, associazioni motoristiche, scuole guida, mondo della scuola e, non ultime, le associazioni delle vittime della strada. Insomma la legge aveva previsto un approccio multi-agenzia, utile ad affrontare il problema in modo coordinato.

Com’è possibile che in dieci anni la Regione non abbia mai attivato questo fondamentale strumento di prevenzione? Chiedo alla Giunta di intervenire quanto prima e rendere pienamente operativa la Consulta”, conclude Erika Baldin.