L’inflazione sale, i tassi crescono per frenarla, il Pil cala. Walter Mauriello (Meritocrazia Italia): “Il rischio è la stagflazione, Bce e governi intervengano”

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Inflazione
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L’Italia rischia una recessione tecnica, perché l’inflazione alta (circa il 7%) e il PIL in calo continuano ad abbattere stipendi dei dipendenti e profitti delle imprese. Abbiamo chiesto un parere all’avv. Walter Mauriello, presidente di Meritocrazia Italia, un’associazione pluritematica, anche se nata intorno a un nocciolo duro di avvocati, con un nome che ne identifica in buona parte gli obiettivi e in forte crescita per iscrizioni (leggi “Chiusa con record di 9.052 iscritti la campagna adesioni 2023 di Meritocrazia Italia: la soddisfazione del presidente Mauriello“) e simpatizzanti, che si contano a centinaia di migliaia sui social e negli incontri.

Walter Mauriello, presidente di Meritocrazia Italia
Walter Mauriello, presidente di Meritocrazia Italia

«Purtroppo la politica monetaria delle banche centrali – ci dice Mauriello – resta ancorata a vecchi schemi, tant’è che la Banca centrale europea ha ulteriormente aumentato il tasso di interesse di 50 punti base. Il rischio di ulteriori e prossimi aumenti dei tassi di interesse nell’attuale momento di crescita fragile del Paese e l’instabilità del settore finanziario a livello globale (vedi i recenti crac di due banche e americane e la crisi della elvetica Credit Suisse, che si è dovuta “consegnare a USB) ovviamente accrescono le preoccupazioni di una economia già messa duramente alla prova.
Ad esempio, anche il mercato dei future probabilmente non si aspetta minimamente che gli Euribor tornino a zero o addirittura sui livelli negativi ottenuti fino a inizio 2022».

Presidente Mauriello, la corsa dei tassi d’interesse, innescata dalle mosse anti inflazione delle Banche centrali, si riverbera sulle capacità di investimento delle famiglie italiane, in particolare sui mutui per l’acquisto delle casa, anche se i tassi offerti dalle banche sui mutui in Italia sono tra i più bassi in Europa. Cosa prevede?

«Molto dipenderà dal contesto macro, e quindi dai nuovi dati su inflazione, salari, occupazione e dai rapporti di forza tra Eurozona e Stati Uniti che si riflettono nel cambio euro/dollaro con la consapevolezza che più il dollaro è forte più l’Eurozona importa inflazione acquistando a prezzi più elevati le materie prime. Più sale l’inflazione più si allontana la prospettiva di tassi bassi sul fronte mutui».

Ma lo scenario peggiore potrebbe essere quello di una fase prolungata addirittura di una stagflazione come già avvenuto alla fine degli anni 60?

«A quel punto le banche centrali sarebbero costrette a tenere i tassi alti a lungo e chi ha acceso mutui si troverebbe penalizzato doppiamente perché potrebbe avere problemi anche nella generazione di reddito reale positivo, considerata la debolezza del Pil tipica di uno scenario stagflattivo. Meritocrazia Italia auspica, quindi, un intervento della Banca centrale Europea unitamente ai governi dei paesi membri per equilibrare questa fase»