
Il voto sulla legge veneta contro le occupazioni abusive degli alloggi pubblici apre lo scontro tra Pd e AVS, che chiedono un vero piano casa.
La legge sulle case Ater in Veneto ha acceso il confronto in Consiglio regionale durante l’esame del provvedimento contro l’occupazione e l’utilizzo abusivi degli alloggi di edilizia residenziale pubblica. Due interventi delle opposizioni, diffusi attraverso il Consiglio regionale del Veneto, contestano sia il contenuto della proposta sia l’andamento del voto sull’articolo 7.
Carlo Cunegato, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra e consigliere vicentino, sostiene che la norma privilegi misure punitive senza rispondere all’emergenza abitativa. Nella sua ricostruzione, salari e disponibilità economica delle famiglie non tengono il passo con il costo degli alloggi. Per la provincia di Vicenza cita una stima secondo la quale l’affitto di un appartamento di 50 metri quadrati assorbirebbe il 40% di un salario medio.
Il tema si inserisce in un mercato già segnato dall’aumento dei valori: ad agosto il Veneto aveva registrato una crescita mensile dell’1,2% dei prezzi richiesti, come riportato nell’analisi sui prezzi delle case in Veneto e in Italia. Prezzi di vendita e canoni non sono la stessa cosa, ma concorrono a descrivere la pressione sull’accesso all’abitazione.
Legge sulle case Ater in Veneto, le critiche di AVS e Pd
Cunegato contesta in particolare le nuove cause di esclusione dall’accesso agli alloggi popolari, comprese quelle che a suo giudizio produrrebbero effetti permanenti. Chiede invece investimenti strutturali, recupero delle unità sfitte e maggiore offerta di edilizia pubblica. Il consigliere attribuisce alla gestione regionale l’aumento della quota di case Ater non occupate dal 7 al 22% in quindici anni: sono dati e valutazioni politiche che richiedono il confronto con le serie ufficiali dell’ente.
Giovanni Manildo e Jonatan Montanariello del Partito Democratico concentrano invece la critica sul voto dell’articolo 7. Secondo i due consiglieri, la maggioranza non sarebbe riuscita a garantire i numeri necessari per approvare una parte centrale del provvedimento. Definiscono insufficiente ricondurre il risultato a distrazioni o errori e sostengono che l’episodio mostri divisioni politiche interne.
I due interventi convergono nel giudicare inadeguata la risposta regionale, ma mettono a fuoco aspetti diversi: AVS insiste sugli effetti sociali e sulle risorse per l’edilizia pubblica; il Pd sull’iter consiliare e sulla tenuta della maggioranza. La discussione sulla legge sulle case Ater in Veneto resta dunque aperta tra tutela del patrimonio pubblico, contrasto agli abusi e necessità di offrire soluzioni accessibili a famiglie e giovani.
































