Le stime Istat sull’inflazione per il mese di settembre non sono una sorpresa. Quello che continua a succedere, anzi, avrebbe potuto anche darci percentuali peggiori, ma ha molto giocato il fato che la vampata dei pezzi energetici si è assestata sui livelli di questi mesi (anche con dei cali) ma che ovviamente continuano ad essere oltre il 44% rispetto ad un anno fa.

Ed ecco che l’aumento (da 8,4 a 8,9%) si è più concentrato sulle conseguenze degli aumenti energetici, soprattutto sui beni alimentari e i servizi ricreativi.
Senza sembrare allarmisti, crediamo che siamo ancora agli inizi di queste conseguenze. Non va sottovalutato l’allarme che continuano a lanciare diversi commercianti al dettaglio che ricevono bollette sempre più salate; e se all’inizio di questi rincari sono riusciti in qualche modo a non far esplodere anche le loro offerte al dettaglio, ora o lo fanno o chiudono.
Prezzi al dettaglio su cui grava anche il fatto che, dopo la “transizione” dagli alti estivi, ora siamo nei bassi autunnali che, via via che si va avanti, tra metà autunno e l’inizio dell’inverno, torneranno ad essere alti. E’ un andamento fisiologico dei prezzi su cui si basano quasi tutte le attività commerciali, e che quest’anno non potranno assimilare i risultati della crisi politico/economica (che saranno sempre più pesanti col procedere delle settimane e dei mesi).
Insomma: siamo solo all’inizio.

Su tutto grava l’incognita di cosa farà il governo che sarà deciso dalla nuova maggioranza elettorale.
Un’incognita grande: tutti i partiti di questa maggioranza, quando erano nel governo di unità nazionale (Lega e Forza Italia) o all’opposizione dello stesso (Fratelli d’Italia), si distinguevano per mancanza di linearità, lucidità, razionalità, futuribilità e buon senso… visto che come banderuole stavano dietro alle richieste più o meno corporative di chi consideravano bacino elettorale piuttosto che caldeggiare misure rigorose in linea con l’unico appiglio che l’Italia ha per non sbandare in totale isolamento, le politiche dell’Unione Europea. Quelle grazie alle quali uno storico motto della politica, “l’unione fa la forza”, ha dimostrato di avere valore.
 
 

CHI PAGA ADUC
l’associazione non percepisce ed è contraria ai finanziamenti pubblici (anche il 5 per mille)
La sua forza economica sono iscrizioni e contributi donati da chi la ritiene utile

DONA ORA

——
Fonte: L’inflazione cresce sempre. Nuovo governo e Unione Europea

Qui tutti i comunicati ufficiali di ADUC