Macroregione delle Venezie, Morosin replica a Baldan: “Ipotesi prevista dalla Costituzione”

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Comuni veneti di confine, il consigliere regionale Matteo Baldan interviene sul rapporto con il Friuli
VENEZIA 15-12-2025. CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO. UFFICIO STAMPA. NELLA FOTO: IL CONSIGLIERE

Il consigliere regionale di Liga Veneta Repubblica difende l’apertura del confronto istituzionale e contesta le obiezioni del vicecapogruppo di Fratelli d’Italia.

La proposta di una macroregione delle Venezie torna al centro del confronto politico regionale. Alessio Morosin, consigliere di Liga Veneta Repubblica, replica a Matteo Baldan di Fratelli d’Italia e sostiene che l’ipotesi possa offrire strumenti più efficaci ai comuni collocati lungo il confine con il Friuli-Venezia Giulia.

Morosin richiama l’articolo 132 della Costituzione, che disciplina la fusione di regioni esistenti attraverso una procedura istituzionale. Per il consigliere, la possibilità merita quindi un approfondimento e non può essere liquidata come irrealizzabile.

La replica arriva dopo le dichiarazioni con cui Baldan aveva indicato altre priorità per i territori di confine. Morosin osserva che l’intervento del collega è giunto dopo l’audizione in Commissione in Friuli e dopo l’interesse attribuito al ministro per le Autonomie Roberto Calderoli.

Il confronto nasce dalla proposta sui comuni veneti di confine e sull’ipotesi di una macroregione. Baldan aveva sostenuto la necessità di concentrare l’azione politica su risorse e servizi concreti, esprimendo dubbi sul percorso istituzionale più ampio.

Macroregione delle Venezie, il nodo dei comuni di confine

Morosin riconosce l’utilità dei finanziamenti, ma ritiene che non siano sufficienti a superare gli svantaggi strutturali dei municipi vicini a una regione a statuto speciale. A suo giudizio occorre valutare anche soluzioni istituzionali di lungo periodo.

Il consigliere sottolinea che riforme di questa portata richiedono tempo, studio e una visione capace di andare oltre la durata di una legislatura. Proprio per questo, afferma, il dibattito dovrebbe iniziare ora invece di essere rinviato.

La nota assume anche un tono polemico quando Morosin ipotizza che alcune reazioni negative possano dipendere più dalla difesa degli assetti politici esistenti che dagli interessi dei cittadini e delle imprese coinvolte.

La fusione o la ridefinizione regionale restano comunque procedimenti complessi, subordinati alle condizioni costituzionali e al coinvolgimento delle popolazioni interessate. La semplice disponibilità al confronto non equivale quindi all’avvio formale dell’iter.

Il dibattito sulla macroregione delle Venezie proseguirà nelle sedi regionali e parlamentari. Il punto concreto sarà verificare se emergeranno proposte condivise e quali benefici misurabili potrebbero derivarne per i territori di confine.