
Il sindacato non sottoscrive la proposta di cassa integrazione per cessazione entro dicembre e sollecita più tempo per cercare investitori o una riconversione industriale.
La vertenza della FDF di Oppeano entra in una fase decisiva. La Fiom di Verona ha rifiutato la proposta di attivare una CIGS per cessazione dell’attività con scadenza al 31 dicembre 2026, perché ritiene che l’accordo anticiperebbe la chiusura definitiva dello stabilimento e il licenziamento dei 58 dipendenti rimasti.
Il confronto telematico del 26 ottobre ha coinvolto azienda, sindacato e RSU, con la partecipazione del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e della Regione Veneto. Le parti hanno condiviso la necessità di sospendere l’attuale contratto di solidarietà, non più compatibile con il fermo totale degli impianti e con le zero ore per tutti i lavoratori.
La soluzione discussa prevede una cassa integrazione straordinaria per cessazione, con decorrenza retroattiva da aprile e termine alla fine dell’anno. La Fiom, d’intesa con la RSU rappresentata da Lloshi Altin, non ha però accettato di sottoscrivere il percorso.
La crisi era già emersa nella vertenza FDF di Oppeano sugli incentivi all’esodo e sulla continuità produttiva. Il nuovo incontro conferma che il piano industriale presentato nei mesi scorsi non ha prodotto la ripartenza attesa.
FDF di Oppeano, la richiesta della Fiom per 58 lavoratori
Martino Braccioforte, segretario generale della Fiom di Verona, chiede un ammortizzatore sociale in deroga fino ad aprile 2027. L’obiettivo dichiarato è evitare che i lavoratori rimangano soltanto in attesa della perdita definitiva del posto.
Il sindacato sostiene che il tempo aggiuntivo dovrebbe essere utilizzato per cercare investitori o acquirenti, oppure per costruire un progetto di riconversione industriale. La salvaguardia dell’occupazione viene indicata come condizione centrale del confronto.
Secondo la Fiom, una copertura più lunga consentirebbe inoltre di completare il percorso di politiche attive finanziato dalla Regione Veneto e di favorire la ricollocazione dei dipendenti coinvolti.
Il tema economico riguarda anche le modalità di pagamento dell’integrazione salariale. Il sindacato evidenzia che la soluzione prospettata comporterebbe l’attesa del pagamento diretto da parte dell’INPS, mentre il meccanismo richiesto permetterebbe di conservare l’anticipo aziendale.
I lavoratori della FDF di Oppeano si riuniranno in assemblea martedì 27 ottobre per decidere come proseguire la mobilitazione. Il confronto istituzionale resta aperto, ma la distanza sulla durata degli ammortizzatori e sul futuro produttivo del sito non è stata superata.







































