
Marco Lunardi, ex assessore della giunta Rucco ha fatto sapere di aver querelato nei giorni scorsi l’ex sindaco di Vicenza Francesco Rucco.
Alla base della decisione l’accusa di essere un “Giuda“, rivolta via social dall’ex sindaco e oggi vicepresidente del consiglio della Regione Veneto, nonché consigliere di minoranza nel capoluogo, nei confronti del “vecchio” compagno di amministrazione, oggi componente del Consiglio di amministrazione di Magis Energia.
La vicenda ha trovato ampio spazio sulla stampa vicentina e veneta oggi.
Va ricordato che i due avevano rotto i rapporti già tempo fa. Erano insieme nell’amministrazione di Vicenza guidata da Rucco, civica per auto definizione, ma di fatto di Centrodestra. Lunardi era stato nominato anche assessore, salvo poi vedersi ritirare le deleghe da Rucco. Infine, il primo (componente della Lista Zoppello, ndr) aveva appoggiato l’attuale sindaco Giacomo Possamai contro il secondo al ballottaggio per le scorse elezioni comunali.
Perché Lunardi ha querelato Rucco?
Così Il Corriere del Veneto ricostruisce la querelle che ha condotto alla querela.
“Tutto nasce da un post condiviso su Facebook dalla pagina Anconetta Futuro (gestita dall’omonimo comitato), dove sono state ricondivise alcune parole di Rucco in merito al prolungamento di viale Aldo Moro e all’ammodernamento della linea ferroviaria Vicenza Schio. «Rucco, quante ciacoe (parole, Ndr )» scrive nei commenti Lunardi. Da lì un breve scambio tra i due fino alle parole che hanno spinto Lunardi alla querela. «Detto da uno che passa da destra a sinistra – la risposta di Rucco a un commento di Lunardi-. E ho detto tutto. Per 30 denari..».
Tanto è bastato per convincere Lunardi a portare lo scontro politico davanti alla magistratura: «Chi si vende per 30 denari sarebbe Giuda Iscariota, e sappiamo che valorizzazione ha questa figura nella società». «C’è uno scontro politico tra me e lui, ma in questa occasione secondo me Rucco è andato troppo sul personale – continua Lunardi – Faccio parte del comitato di quartiere 7, del Cda di Magis Energia e di associazioni del terzo settore, e in considerazione del mio ruolo sociale, per quanto modesto, ho ritenuto opportuno tutelare la mia persona».
Sulla fondatezza della querela Rucco la pensa diversamente. «Il dibattito politico è anche aspro e porta a degli scontri. La critica politica, che nel diritto è una scriminante, può essere forte: ritengo non ci siano i presupposti per la querela», precisa e aggiunge: «Lui ha fatto molti post in cui mi ha attaccato in tutti i modi e non ha mai preso una querela da parte mia, anche perché lo scontro politico si accetta, lui evidentemente non la pensa così».



































