Montecchio Maggiore è anche chiamata la città “castellana” appunto perchè ospita i due meravigliosi castelli di Giulietta e Romeo, a cui si ispirò il letterato Luigi Da Porto di Montorso Vicentino per scrivere la nota novella, poi “rubata” da Shakespeare (vedi il nostro articolo qui).

Salendo da Montecchio, il primo castello che si incontra è quello di Romeo, che sorge a 234 metri slm e presenta una pianta irregolare che si adatta alla morfologia del colle. Questa fortezza è provvista di due torri, una delle quali a guardia dell’ingresso. Al suo interno il mastio molto simile a quello del castello di Giulietta è oggi visitabile. Salendo in cima alla torre nelle, giornate limpide, si ha una visione che spazia fino a distinguere la laguna di Venezia all’ orizzonte. All’interno del cortile è visibile anche un pozzo. Durante l’estate il castello diventa sede di spettacoli, cinema e manifestazioni.

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L’ingresso al castello di Romeo. Foto: Marta Cardini

Mentre risalendo il colle fino in cima, si raggiunge il Castello di Giulietta. All’interno delle mura si possono ammirare il mastio, una torre alta 20 metri, alla base della quale è scolpita su pietra una scala simbolo dei signori di Verona. In mezzo al cortile un pozzo-cisterna raccoglieva l’acqua piovana. Attualmente all’interno delle mura è presente un bar-ristorante.  Risalendo i gradini che portano alla terrazza che fa da copertura all’edificio, la vista è spettacolare.

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Il mastio del Castello di Giulietta. Foto: Marta Cardini

I due castelli di Montecchio Maggiore hanno una storia tutta particolare. Per la sua posizione sopraelevata rispetto alla valle percorsa dalla strada Postumia che da Vicenza porta a Verona il colle “Monticulus” risulta fortificato già in epoche molto antiche, ma le prime attestazioni di castelli in epoca feudale risalgono ai primi anni del Mille. Nel 1311 Montecchio passa, assieme a Vicenza, sotto la dominazione scaligera (Verona).  A partire dalla metà del 1300, Cangrande II della Scala inizia un’ opera di ricostruzione e potenziamento di ciò che restava del precedente castello, la cui ubicazione è ancora incerta,  edificando anche un secondo castello e includendo entrambi in un complesso fortificato da mura, di cui attualmente non resta alcuna traccia.

Dal 1387 al 1404 i castelli di Montecchio passano in mano ai Visconti di Milano e successivamente alla Repubblica di Venezia (1404)  che distrugge essa stessa i castelli durante la guerra della Lega di Cambrai, nel 1514, con colpi di bombarda ancora visibili sulle mura del castello della Bella Guardia. Fino al 1742 i castelli non sono più utilizzati e cadono in rovina. Nel 1742 il Comune di Montecchio li acquista da Venezia per 200 ducati, e avvia i primi restauri a partire dalla fine dell’800.

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La vista su Montecchio dal Castello di Giulietta. Foto: Marta Cardini

Poco prima di arrivare al castello di Giulietta, sulla destra, c’è l’ingresso alla grotta delle Priare, un complesso di cave sotterranee.

Sono inoltre presenti in questa zona molti itinerari naturalistici, come ad esempio il sentiero didattico sul Monte Nero. Tra la boscaglia di robinie, si trova uno scrigno di tesori mineralogici e rarità botaniche. Il sentiero didattico infatti, si snoda in un percorso corredato da pannelli esplicativi che, in 6 tappe,  aiutano  ad apprezzare questo pendio vulcanico divenuto famoso a livello internazionale per le sue perfette cristallizzazioni nascoste tra le insenature della roccia vulcanica. Il luogo inoltre possiede un patrimonio di fiori e vegetazione del tutto particolare, che ha offerto spunti di ricerca per molti studiosi.

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L’ingresso al castello di Giulietta. Foto: Marta Cardini