
(Adnkronos) – “Sicuramente siamo di fronte a una condizione dove il disagio sociale, purtroppo, continua a crescere. Dal nostro punto di osservazione, gli aspetti di una situazione sociale molto precaria li vediamo tutti. Non c’è solo il lavoro povero, precario, discontinuo, senza diritti e tutele. E anche rischioso, perché poi costi per la sicurezza sono i primi a essere tagliati. C’è anche una situazione preoccupante per i pensionati. Oggi i nuovi pensionati sono categorie a rischio povertà più degli anni scorsi, perché il tasso di sostituzione è molto basso, si riduce via via sempre di più, perché andiamo verso il sistema contributivo e vediamo tassi di sostituzione anche al di sotto del 70%, se le persone che vanno in pensione hanno avuto carriere discontinue”. E’ l’allarme che, intervistato da Adnkronos/Labitalia, lancia il presidente del Patronato Inca Cgil, Michele Pagliaro, sulla condizione sociale del Paese, tra “salari bassi e caro vita galoppante”.
Pagliaro, infatti, sottolinea che ci troviamo davanti a “un disagio dovuto anche a una inflazione che continua ad aumentare, e sono tantissime le famiglie che non riescono ad arrivare a fine del mese”.
Il Patronato, offrendo servizi gratuiti ai cittadini per tutta una serie di misure di sostegno sociale, ha proprio per questo il ‘termometro’ della condizione economica del Paese. “La difficoltà prevalente che registriamo -sottolinea Pagliaro- è legata al carovita e anche al caro carburanti. Noi ovviamente diamo un’assistenza e una tutela individuale sulla base di quelle che sono le situazioni che ci troviamo davanti. Ma di fronte a determinati aspetti, come per esempio il rincaro del carburante, si può fare molto, molto poco”.
Per Pagliaro, l’azione del governo su questo tema rischia di avere sempre meno presa. “I decreti messi in campo dal governo -avverte Pagliaro- sono sempre meno all’altezza di affrontare una situazione che va avanti da 160 giorni. Era il 28 di febbraio quando c’è stata l’escalation di Hormuz e i decreti del governo hanno coperto sostanzialmente 93 giorni su 160, con delle misure che si stanno riducendo”, ribadfisce Pagliaro.
E il peso dei rincari rischia di ‘schiacciare’ le famiglie. “Non sono soltanto i 300-500 euro di spese per il carburante in più -lancia l’allarme Pagliaro- ma i costi indiretti che rischiano di travolgere le famiglie per almeno 1.500-2.000 in più. Condizioni veramente complicate che mettono in difficoltà i bilanci familiari”, conclude Pagliaro.
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