Il Piantone di Nardò e i castagni secolari di Morrice (TE): natura e tradizione culinaria

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Piantone di nardò
ll "Piantone di Nardò" (Foto FB: Regione Abruzzo)

L’odore di caldarroste è uno dei più tipici ed evocativi della stagione autunnale, così come il sapore inconfondibile delle castagne in tantissime ricette della tradizione italiana. In alcune zone della penisola questa tradizione è più viva che in altre, ed è considerata un vero e proprio tratto identitario da quelle comunità per le quali, storicamente, le castagne costituivano uno degli alimenti di base.

Scopriamo il Piantone di Nardò e il bosco dei castagni secolari di Morrice, frazione di Valle Castellana in provincia di Teramo, e insieme con loro, il connubio tra la natura dei Monti della Laga e le antiche tradizioni abruzzesi.

Il Pianto’, come è chiamato in dialetto locale il Piantone di Nardò, è il principe del bosco di castagni secolari in cui è immerso. Alto 14 metri per altrettanti di larghezza, è l’albero più grande della penisola, se si escludono le isole. Il suo omologo siciliano, il Castagno dei Cento Cavalli di Sant’Alfio in Provincia di Catania, misura infatti 5 metri in più, e lo ha recentemente battuto nell’edizione 2021 del concorso naturalistico Italian Tree of the Year, dove il Piantone ha comunque registrato un ottimo terzo posto in una competizione dedicata, lo scorso anno, esclusivamente ai castagni.

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Castagne nel “riccio”, l’involucro spinoso che avvolge e protegge i frutti (Foto pixabay: Elisa Riva)

Gli esemplari di questa specie di alberi, conosciuti anche con il nome scientifico di castanea sativa, hanno la caratteristica di essere estremamente longevi. Questo affascinante esemplare ha un’età stimata attorno ai 700 anni, ma continua a regalare i suoi deliziosi frutti dai polloni, i rami che si sviluppano dalle radici. La sua forma è a sua volta singolare, simile ad un tridente, il cui tronco centrale, ormai secco, presenta un’ampia cavità. Gli appassionati di trekking nella natura sono i benvenuti in questo bosco, dove altre centinaia di castagni circondano il “nonno” Piantone, per una tranquilla passeggiata nella natura adatta anche ai principianti.

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La zuppa di castagne all’abruzzese (Foto FB: Ristoerrante)

Tra ottobre e novembre, in tutto l’Abruzzo, la castagna è protagonista di decine di sagre ed eventi gastronomici, riaffermando di anno in anno il suo valore nella cultura culinaria abruzzese. Ed è così che l’odore di caldarroste e di piatti sia dolci che salati impregna l’aria delle feste popolari, onorando i frutti di queste piante che da secoli li offrono generosamente e per molto tempo sono stati la principale fonte di sostentamento per le persone che di essi si nutrivano.