Poste di Vicenza San Lazzaro, sciopero: Adl Cobas denuncia carenze e pressioni sul lavoro

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Sciopero alle Poste di Vicenza, interno di un ufficio postale

Lo sciopero alle Poste di Vicenza del 30 ottobre accende i riflettori sulle condizioni dell’ufficio recapito di San Lazzaro, dove Adl Cobas segnala problemi organizzativi e di sicurezza.

La mobilitazione rientra nello sciopero generale nazionale proclamato per l’intera giornata in tutte le categorie pubbliche e private. In una comunicazione indirizzata a Poste Italiane, il sindacato collega le ragioni generali della protesta alle criticità della sede cittadina e richiama gli strumenti di tutela illustrati da Adl Cobas per lavoratrici e lavoratori.

Tra i primi punti figurano il taglio di dieci zone e cinque linee business avvenuto nel 2024, la mancata condivisione dei dati usati per la perequazione dei carichi e una riorganizzazione che avrebbe aggiunto una sola zona senza risolvere gli squilibri segnalati. Il quadro si inserisce nel più ampio confronto sul lavoro e gli scioperi nei servizi vicentini.

Sciopero alle Poste di Vicenza, le criticità indicate dal sindacato

La lettera denuncia ritardi nella consegna del vestiario, palmari e stampanti non sempre efficienti, difficoltà nello smistamento a inizio turno e consegna tardiva degli oggetti a firma. Un capitolo specifico riguarda la flotta: secondo Adl Cobas, alcuni mezzi sarebbero danneggiati o non pienamente sicuri, mentre le stazioni di ricarica disponibili non basterebbero per i veicoli elettrici.

La carenza di personale, prosegue il documento, produrrebbe giacenze quando si verificano assenze programmate o improvvise. Il sindacato segnala inoltre pressioni sul personale a tempo determinato per lo straordinario, difficoltà nell’ottenere ferie e permessi, comportamenti verbali inappropriati e controlli attraverso la pesatura della corrispondenza ritenuti non giustificati.

Adl Cobas chiede una revisione delle zone con carichi eccessivi, nuove assunzioni, la dotazione completa di vestiario e dispositivi di protezione e la messa in sicurezza dei mezzi. Se non arriveranno interventi concreti, l’organizzazione annuncia che valuterà ulteriori iniziative a tutela degli iscritti attraverso gli enti competenti.