
Oltre 1.900 minori hanno perso uno o entrambi i genitori o caregiver; tra i bambini sotto i cinque anni la letalità indicata raggiunge il 72%.
I bambini orfani per l’Ebola nella Repubblica Democratica del Congo sono più di 1.900, secondo i dati diffusi da Save the Children. Dall’inizio dell’emergenza significa quasi due minori al giorno rimasti senza uno o entrambi i genitori o caregiver. L’organizzazione descrive sul proprio sito dedicato alla tutela dell’infanzia gli interventi umanitari rivolti ai bambini nelle crisi sanitarie.
L’epidemia, dichiarata il 15 maggio nella provincia orientale dell’Ituri, ha superato i diecimila casi e si è estesa a 66 zone sanitarie in otto province. Il bilancio riportato dall’organizzazione è di 4.887 decessi, con un tasso di letalità complessivo del 48,6 per cento.
La fascia più giovane paga un prezzo particolarmente elevato. I casi confermati tra zero e diciassette anni sarebbero 2.705, dei quali 1.345 sotto i cinque anni. In quest’ultimo gruppo la letalità indicata raggiunge il 72 per cento. Il quadro aggiorna un’emergenza già seguita per la rapidità di diffusione e l’impatto sui minori.
Bambini orfani per l’Ebola, assistenza e protezione oltre le cure
Il virus non produce soltanto conseguenze sanitarie dirette. La perdita dei familiari, la separazione dai caregiver, l’interruzione della scuola e la difficoltà di accedere ai servizi espongono i bambini a rischi ulteriori. Le comunità interessate affrontano contemporaneamente conflitti, sfollamenti, insicurezza alimentare e strutture sanitarie fragili.
Save the Children riferisce di avere raggiunto quasi duecentomila persone, fra cui oltre centomila bambini, con attività di prevenzione, comunicazione del rischio, sostegno alle strutture sanitarie e continuità dei servizi di salute, nutrizione, istruzione e protezione.
A Bunia è previsto entro la fine del mese il primo Centro di osservazione e assistenza per i bambini esposti al virus che non possono rimanere in sicurezza con i familiari. La struttura dovrà offrire monitoraggio sanitario, supporto nutrizionale, sostegno psicosociale e attività educative durante il periodo di osservazione.
Non è disponibile un vaccino approvato specificamente contro il ceppo Bundibugyo che alimenta l’epidemia. Per contenere i contagi restano quindi centrali sorveglianza epidemiologica, isolamento sicuro, prevenzione nelle strutture, coinvolgimento delle comunità e sostegno agli operatori in prima linea. La protezione dei bambini orfani per l’Ebola richiede però anche risposte sociali di lungo periodo, oltre alla fase strettamente sanitaria.































