Nell’immaginario comune, l’inizio della primavera è fissato al 21 marzo. Questa data, tuttavia,  si può considerare indicativa, poiché l’equinozio astronomico cade ogni anno in un momento diverso, sebbene sempre compreso tra i giorni 19 e 21. Il sospirato passaggio alla bella stagione, che coincide con il posizionamento del sole allo Zenit all’altezza dell’Equatore, nel caso del nostro 2022 è avvenuto alle 16.33 del 20 marzo.

Nonostante nei nostri tempi moderni il progresso ci abbia permesso di vivere confortevolmente durante qualsiasi stagione e il cambiamento climatico abbia stravolto molti ritmi naturali, la primavera è ancora, nell’immaginario di molte culture, il simbolo del risveglio e della rinascita.

A questo passaggio sono legate molte tradizioni popolari, e l’Italia non fa eccezione. Il 19 marzo si festeggiano i papà, ma per alcune località San Giuseppe è anche il Santo patrono, al quale si rende grazie per il raccolto e si chiede il successo del prossimo. Questi rituali, eredi di antichi riti pagani che si intrecciano con quelli cristiani, danno vita a tradizioni popolari secolari. Scopriamo come questo genere di festeggiamenti, comuni a molte parti d’Italia, vengono onorati in Abruzzo.

Simbolo di questa festa sono ovviamente i falò e l’abbondanza. In un paese della provincia aquilana, Rocca Pia, nella notte di San Giuseppe, un falò di frasche e ginepri illumina il paese, e i canti sacri ne riempiono le strade. La primavera viene così simbolicamente accolta dai paesani che portano a casa i carboni ancora incandescenti.

Tavole San Giuseppe Primavera
Tavola di San Giuseppe (foto FB: Abruzzo Travel and Food)

Monteferrante, comune del chietino, porta avanti una tradizione molto popolare nel sud Italia, e in particolare in Puglia, conosciuta come “le Tavolate di San Giuseppe”. I paesani festeggiano il santo falegname con l’allestimento di tavole imbandite con ogni genere di pietanza, dai pesci ai dolci, benedetti in occasione della messa mattutina. Ha luogo, inoltre, anche una vera e propria rappresentazione sacra con tre figuranti che impersonano la Sacra Famiglia. I commensali sono tipicamente parenti o amici delle famiglie, le quali allestiscono il ricco banchetto per assolvere ad un voto. In passato erano le famiglie benestanti del paese ad imbandire le tavole, su richiesta, si racconta, del santo stesso, che avrebbe chiesto loro di condividere il proprio cibo con i paesani più bisognosi.

Zeppola abruzzese
Zeppole abruzzesi (foto fb: Fedora D’Orazio)

Il dolce tipico di San Giuseppe, le zeppole, non sono (solo) i deliziosi bignè ripieni di crema pasticcera, coronati dalla ciliegina candita che aggiunge anche un peculiare tocco estetico: la ricorrenza in Abruzzo viene onorata con diverse varianti delle classiche zeppole. Questi dolci, altrettanto invitanti, sono alle volte a base di patate (elemento molto importante nella cucina popolare dell’Abruzzo, che ne è grande produttore), alle volte di vin cotto o di frolla ricoperta di zucchero. La forma è simile alle ciambelle, ma le due estremità dell’impasto sono sovrapposte, come a formare un fiocco.