
Il corteo GXO-Valentino a Valdagno partirà sabato 3 ottobre dallo stabilimento: i lavoratori contestano il trasferimento di 83 addetti a Trecate.
Il corteo GXO-Valentino a Valdagno partirà sabato 3 ottobre alle 15 dallo stabilimento di viale dei Lanifici e raggiungerà piazza del Comune. La manifestazione è promossa da Adl Cobas e dai lavoratori del magazzino logistico per opporsi al trasferimento delle attività a Trecate, in provincia di Novara. Informazioni sull’azienda sono disponibili sul sito di GXO Logistics Italia.
Secondo la comunicazione sindacale, il progetto coinvolgerebbe 83 lavoratrici e lavoratori su un organico attuale di 109 dipendenti. Lo spostamento verso il centro logistico di Kering dovrebbe partire nel febbraio 2027.
La mobilitazione si aggiunge alle iniziative già avviate sulla vertenza Valentino-GXO, che nelle scorse settimane ha coinvolto sindacati, amministratori e rappresentanti politici del territorio.
Corteo GXO-Valentino a Valdagno, le ragioni dei lavoratori
GXO avrebbe motivato l’ipotesi con la necessità di razionalizzare le attività, ritenendo il magazzino di Valdagno obsoleto e distante dagli aeroporti. I lavoratori contestano questa impostazione e temono che la perdita degli 83 posti aggravi l’impoverimento occupazionale e lo spopolamento della valle.
Nel comunicato viene richiamato anche il ruolo di Kering, gruppo che possiede vari marchi del lusso, detiene il 30% di Valentino e dispone di un’opzione sul restante 70% tra il 2028 e il 2029. Gli addetti esprimono il timore che il trasferimento della logistica anticipi un ridimensionamento più ampio della presenza produttiva.
Lo slogan scelto è “83 famiglie non sono pacchi da spostare”. Il corteo GXO-Valentino a Valdagno chiederà il mantenimento dell’intera logistica, la salvaguardia dei posti di lavoro e del reddito e una prospettiva industriale per la vallata, invitando associazioni e cittadini a sostenere la vertenza.
La partenza davanti allo stabilimento vuole dare alla protesta un valore simbolico e territoriale. Il percorso fino al centro porterà la vertenza nel cuore della città, per chiedere che le decisioni industriali siano discusse con lavoratori, istituzioni e comunità prima di produrre conseguenze occupazionali difficili da recuperare.




































