
La rapina ad Alberto Filippi ad Arcugnano, con sequestro della famiglia e bottino milionario, scuote il Vicentino. Solidarietà da Rucco e Sbrollini, mentre gli investigatori valutano anche il possibile movente dell’assalto oltre alla pista del puro fatto delinquenziale.
Rapina ad Alberto Filippi, tra choc, solidarietà e interrogativi sul movente
La violenta rapina ad Alberto Filippi ad Arcugnano, di cui abbiamo scritto qui ed avvenuta nella notte tra venerdì 17 e sabato 18 aprile, ha scosso profondamente il Vicentino per la brutalità dell’azione e per il coinvolgimento diretto dell’ex senatore e da sempre imprenditore insieme alla sua famiglia.
Come riportato anche da Il Giornale di Vicenza, una banda di malviventi armati ha assaltato la villa dell’ex parlamentare, aggredendolo alle spalle, colpendolo e puntandogli una pistola alla fronte per costringerlo ad aprire l’abitazione. La moglie e le figlie sono rimaste sequestrate per circa un’ora in camera da letto, sorvegliate dai rapinatori, mentre l’imprenditore veniva trattenuto al piano terra sotto la minaccia di un lungo cacciavite. Il bottino, secondo le prime stime, si aggirerebbe attorno ai tre milioni di euro.
«Mi hanno aggredito alle spalle, mi hanno riempito di pugni e poi mi hanno puntato una pistola in mezzo agli occhi», ha raccontato al quotidiano vicentino un Filippi ancora fortemente scosso. Ma nelle sue parole emerge soprattutto il pensiero rivolto alla famiglia: «Quando c’è di mezzo la tua famiglia è tutto diverso».
Proprio una frase dell’imprenditore ha aperto inevitabilmente una riflessione più ampia anche sul piano investigativo.
Filippi ha ricordato infatti di aver già vissuto in passato “vicissitudini” e “ingiustizie” personali, spiegando però che il dolore provato oggi è diverso: «La rabbia che c’è dentro non è la stessa di quanto ho patito io in prima persona».
Gli inquirenti, impegnati nella caccia ai responsabili, dovranno quindi accertare se si sia trattato esclusivamente di un’azione criminale finalizzata al colpo milionario oppure se possano emergere collegamenti con le vicende precedenti che hanno coinvolto l’ex senatore.
Resta, infatti, anche il ricordo dell’inchiesta, dopo quella sulle sponsorizzazioni ad Arzignano, che lo aveva visto al centro dell’attenzione per l’episodio degli spari contro l’abitazione dell’ex direttore de Il Giornale di Vicenza, Ario Gervasutti, vicenda dalla quale Filippi, accusato dal pentito Domenico Mercurio, è poi uscito senza conseguenze giudiziarie e che lui stesso ha sempre definito una ferita ingiusta.
Al momento non esistono elementi pubblici che colleghino i due piani, ma è naturale che gli investigatori valutino ogni possibile pista, distinguendo tra il puro fatto predatorio e l’eventuale presenza di un movente più articolato.
Intanto è arrivata la solidarietà del mondo politico.
Francesco Rucco, vicepresidente del Consiglio regionale del Veneto, ha parlato di «fatto di gravità assoluta», sottolineando come un’aggressione armata in casa, di notte, contro una famiglia generi un allarme sociale fortissimo. Per l’esponente di Fratelli d’Italia serve rafforzare il decreto sicurezza e soprattutto garantire certezza della pena: «Chi commette reati così gravi deve sapere che sconterà davvero le conseguenze delle proprie azioni».
Anche la senatrice Daniela Sbrollini, insieme al presidente provinciale di Italia Viva, ha espresso vicinanza all’imprenditore, parlando di trauma umano profondo e ricordando che in momenti simili la comunità deve stringersi attorno a chi subisce violenza e intimidazione.
Mentre i carabinieri proseguono le indagini, resta l’immagine di una notte che ha segnato profondamente una famiglia e che riporta al centro il tema della sicurezza, ma anche quello della verità su un episodio che potrebbe avere contorni ancora tutti da chiarire.
































