Banda di Sinti smantellata dai carabinieri di Vicenza: quattro arresti per rapina in villa a Malo e furti

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Un sodalizio criminale di matrice Sinti dedito in maniera sistematica alla commissione di rapine e furti è stato smantellato dai carabinieri di Vicenza.

Dalle prime ore di questa mattina è stata avviata una massiccia operazione coordinata dal comando provinciale di Vicenza dell’Arma con attività estesa tra il Veneto e la Toscana, concentrata in particolare nel capoluogo berico e nella provincia di Pisa.

L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Vicenza, ha portato all’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di quattro persone di etnia Sinti. Nel blitz sono stati impiegati circa 100 carabinieri dei comandi provinciali di Vicenza e Pisa. Il dispositivo di sicurezza è stato supportato sul campo dai reparti speciali delle Aliquote di Primo Intervento (API) e dalle Squadre Operative di Supporto (SOS), oltre che dalle unità cinofile.

Contestualmente all’esecuzione delle misure cautelari personali, i militari hanno condotto numerose e approfondite perquisizioni domiciliari, volte alla ricerca di armi e della refurtiva accumulata dal gruppo criminale.

Secondo quanto è emerso nel corso della conferenza stampa, le persone arrestate dai carabinieri sono state quattro, tutte ritenute responsabili di una rapina compiuta la notte tra l’11 e il 12 marzo 2025, nella villa di una coppia a Malo.

I quattro banditi hanno fatto irruzione nella villa poco prima di mezzanotte e i due coniugi sono stati aggrediti e immobilizzati utilizzando cavi telefonici e lacci di scarpe per legare polsi e caviglie.

Successivamente, i malviventi hanno torturato l’uomo con getti d’acqua gelata e hanno minacciato di sfregiare la donna con un bisturi puntandoglielo al volto. In questo modo si sono fatti consegnare le chiavi delle casseforti, impossessandosi di orologi di lusso, gioielli e pietre preziose per un valore di 50.000 euro.

I carabinieri di Vicenza e di Schio hanno accertato che il commando è partito dalla provincia di Pisa con un’auto noleggiata allo scalo aeroportuale toscano, usando patenti e documenti serbi contraffatti. Una volta arrivati nel Vicentino, i soggetti hanno rubato le targhe da un’automobile in sosta a Schio per applicarle al veicolo a noleggio.

Dall’incrocio tra i dati dei tracciati Gps satellitari della vettura, dei sistemi di videosorveglianza stradale e l’analisi delle celle telefoniche è stato ricostruito l’intero percorso dei malviventi.

Il Ris di Parma, inoltre, ha identificato le impronte digitali lasciate da due dei trasferisti toscani nella casa, mentre l’attività investigativa ha portato a determinare il ruolo chiave di un quarto complice, residente a Torrebelvicino, che ha agito come “basista” e ha fornito rifugio alla banda prima e dopo il colpo.

Nel corso delle indagini sulla rapina di Malo, i militari hanno verificato che due degli indagati, insieme ad altri due complici toscani, la sera del 18 marzo 2025 sono entrati in una villa a Verona, violando i sigilli giudiziari del luogo dove tre giorni prima erano stati rinvenuti i cadaveri mummificati di due coniugi, motivo per cui la proprietà è stata sotto sequestro.

Quella sera, l’allarme lanciato da alcuni cittadini ha fatto intervenire le forze dell’ordine, che hanno costretto i banditi a fuggire a piedi e ad abbandonare sia gli attrezzi da scasso sia l’auto. La vettura è risultata di proprietà del padre di uno degli indagati, che per precostituirsi un alibi ne ha denunciato il furto al 112 quella sera stessa.

Anche in quell’occasione, dopo essersi nascosti in zona, i malviventi hanno contattato il basista di Torrebelvicino, il quale ha recuperato i complici ospitandoli a casa in attesa che un’auto di staffetta arrivasse dalla Toscana per riportarli a Pisa.

L’intera operazione si è svolta tra Torrebelvicino, Pontedera e Pisa.