Vendemmia veneta, Bond chiede regole più chiare per lo scambio di manodopera

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Scambio di manodopera nella vendemmia veneta

La Regione propone alle Camere di Commercio venete un percorso condiviso per chiarire lo scambio di manodopera tra imprese agricole.

Lo scambio di manodopera durante vendemmia e raccolta deve avere regole più chiare, secondo l’assessore regionale all’Agricoltura Dario Bond. La richiesta è contenuta nel comunicato della Regione del Veneto, che invita le Camere di Commercio ad avviare un percorso coordinato sulla registrazione degli usi agricoli.

La proposta riguarda una pratica tradizionale nelle campagne: imprenditori agricoli che si aiutano reciprocamente, senza corrispettivo, nei momenti di maggiore necessità. Il tema si inserisce nel quadro più ampio delle politiche regionali per il settore, già affrontato nell’articolo sui nuovi bandi per l’agricoltura in Veneto.

Scambio di manodopera: la proposta alle Camere di Commercio

Bond richiama l’articolo 2139 del Codice civile, che riconosce lo scambio di manodopera tra imprenditori agricoli secondo gli usi. L’assessore cita inoltre l’esperienza della Provincia autonoma di Trento, dove una consuetudine in materia è stata registrata dalla Camera di Commercio nel 2009. Quel precedente, nella valutazione della Regione, offre una cornice utile per distinguere la collaborazione gratuita e reciproca dal lavoro irregolare.

L’appello è rivolto a tutte le Camere di Commercio venete, con particolare riferimento a quella di Treviso-Belluno. La richiesta politica è di coinvolgere organizzazioni agricole e parti sociali, raccogliere le pratiche effettivamente diffuse nei territori e arrivare in tempi rapidi a una modifica dei registri degli usi. La raccolta formale delle consuetudini richiede verifiche e tempi tecnici, ma per Bond il confronto dovrebbe iniziare subito.

Secondo l’assessore, l’incertezza attuale rischia di creare preoccupazione anche tra chi collabora in buona fede. L’obiettivo dichiarato non è ridurre le tutele, bensì rendere riconoscibili le forme genuine di aiuto reciproco e limitare il rischio che vengano confuse con rapporti di lavoro non dichiarati.

La Regione si dice pronta a offrire supporto tecnico e istituzionale. Bond collega la proposta alla necessità di ridurre la burocrazia per le imprese agricole, mantenendo però fermo il rispetto delle norme sulla salute e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Lo scambio di manodopera, nella prospettiva indicata dalla Giunta, dovrebbe quindi essere regolato in modo trasparente, reciproco e verificabile.

Il passaggio successivo dipenderà dalle Camere di Commercio e dal confronto con le rappresentanze interessate. Solo la raccolta degli usi realmente praticati e la loro successiva registrazione potranno trasformare l’appello politico in un riferimento operativo valido per gli agricoltori veneti.