L’origine del nome di Scauri attribuita al Console romano Marco Emilio Scauro

Resti di villa romana a Scauri
I resti di una villa romana a Scauri

Ogni località in Italia e nel mondo si domanda da dove abbia tratto origine il proprio nome. Una domanda lecita, visto che gran parte delle volte il nome rivela una storia antica, spesso, ma non sempre, suffragata dall’esistenza di siti archeologici o testimonianze che hanno resistito nei millenni. È il caso anche dell’origine del nome di Scauri, la principale frazione del comune di Minturno, e località balneare nota e frequentata sin dall’antichità.

La storia di Scauri è legata a doppio filo a quella di Minturno, a cominciare da Minturnae, l’antichissima città romana (e pre-romana) sulle rive del Garigliano, importante porto e fabbrica di imbarcazioni. A quell’epoca, oltre alla città, esistevano numerose ville di patrizi, sia sulla costa appunto scaurese, che nell’entroterra, fino ad arrivare alle terme di Suio (di cui Vipiu.it si è occupata qui) molto ricercate e valorizzate dagli antichi romani.
Tutta quella che oggi viene chiamata riviera di Ulisse era disseminata di ville, a confermare la bellezza di un territorio che prima del boom edilizio doveva davvero conservare viste mozzafiato e acque di balneazione pure.

A Scauri, gran parte dei resti delle ville sono purtroppo rimasti sepolti sotto l’enorme (e poco rispettosa) colata di cemento che ha interessato il territorio tra gli anni 60 e 70 del 900. Qualcosa è rimasto, tuttavia. Un importante sito dalle parti di Monte d’Oro e una villa con una miriade di costruzioni intorno nei pressi del Porticciolo Romano (anche se quest’ultimo amministrativamente appartiene al Comune di Formia).

Ritratto scultoreo attribuito a Scauro
Ritratto scultoreo attribuito a Scauro

Una di queste ville viene da alcuni attribuita a Marco Emilio Scauro, un console del primo periodo repubblicano dell’antica Roma. Fin troppo facile notare l’assonanza tra il nome del ricco romano e il toponimo della frazione, e così una corrente di pensiero vuole che la località del basso Lazio sia appunto nominata così grazie alla presenza di questo importante politico romano. Di tale avviso è, ad esempio, l’importante studio di Antonio Lepone, Marco Emlio Scauro, Princeps Senatus (Edizioni Caramanica, 2005).
Una figura importante, certo, quella di Scauro, ma non priva di ambiguità, e addirittura macchiata di accuse di arrivismo, di corruzione, e soggetta a vari processi, dai quali è tuttavia sempre uscito indenne. Sallustio, nel Bellum, lo dipinge così:

“Uomo nobile, instancabile, fazioso, avido di potere, di cariche, di ricchezze, che del resto occultava furbescamente i suoi difetti”

D’altro canto, Cicerone (che la villa se l’era costruita in quel di Formia) ne esaltava le doti:

“Capacità decisionale, serietà, costanza, per altre virtù d’onore, imprese, ingegno”

Libro su M. E. Scauro
Libro su M.E. Scauro di Antonio Lepone

Nel libro di Lepone la figura di Scauro è quindi dipinta in maniera controversa. Eppure le due visioni (quella di Sallustio e quella di Cicerone) non appaiono incompatibili: un politico è notoriamente scaltro e ingegnoso, ciò non toglie che possa essere avido di potere e denaro. Scauro, come ci riporta Lepone, era un mercante, discendente di una famiglia una volta ricca, ma ormai caduta in disgrazia, che aveva sposato una donna di un’importante famiglia di commercianti: i Metelli.
Un cippo rinvenuto nella zona di Castelforte, non lontano da Scauri e Minturnae, riporta proprio il nome della famiglia, che se è la stessa con cui era imparentato Scauro, poteva dunque avere possedimenti nell’entroterra.
Infine, Scauro era contemporaneo, e in qualche maniera collaboratore, di Caio Mario. Figura anche più nota, che quando dovette fuggire da Roma, scelse proprio di rifugiarsi a Minturnae, da dove poi imbarcarsi per lidi più sicuri.

Insomma, una serie di piccoli indizi, su cui si è costruita la teoria che il toponimo Scauri derivi dall’ambiguo politico romano.
E da ciò, il Comune di Minturno ha voluto dedicare piazze e scuole che tuttora perpetrano la memoria di un antico romano che non si sa ancora bene se sia effettivamente mai stato a Scauri!

Piero Ianniello è insegnante universitario di lingua e cultura italiana ed è scrittore (3 romanzi pubblicati) e giornalista pubblicista. Ha scritto per quotidiani (Il Corriere di Prato) e riviste storiche (il Centro Documentazione Studi Cassinati) e culturali bilingue (ITS China e Cina in Italia), oltre che per varie testate online, sempre su temi sociali e culturali. Vive a Prato, ma ha origini nel basso Lazio: nato a Cassino il 3 agosto 1971 con nonni materni minturnesi e nonni paterni di Santi Cosma e Damiano.