
Lo Sciopero contro riarmo rilanciato da Rifondazione Comunista unisce mobilitazioni sindacali, sostegno alla Palestina e opposizione all’economia di guerra. Maurizio Acerbo e Paolo Benvegnù chiedono convergenza delle lotte contro militarizzazione, sfruttamento del lavoro e politiche belliche internazionali.
Sciopero contro riarmo, Rifondazione Comunista rilancia la convergenza delle lotte
Lo Sciopero contro riarmo torna al centro dell’iniziativa politica di Rifondazione Comunista, che annuncia il proprio sostegno alle mobilitazioni sindacali e pacifiste previste nelle prossime settimane contro guerra, militarizzazione ed economia bellica.
In una nota firmata dal segretario nazionale Maurizio Acerbo e dal responsabile nazionale lavoro Paolo Benvegnù, il partito ribadisce il sostegno alle mobilitazioni contro «la guerra, l’economia di guerra, lo sfruttamento del lavoro, il genocidio in Palestina e in appoggio alla Global Sumud Flotilla».
Rifondazione Comunista rivendica di aver sostenuto fin dall’inizio le iniziative pacifiste e gli scioperi promossi in questi mesi, ma allo stesso tempo sottolinea come in Italia resti ancora aperta la questione della convergenza tra le diverse vertenze sociali e sindacali.
Secondo Acerbo e Benvegnù, le mobilitazioni più efficaci sarebbero proprio quelle capaci di unire il tema della pace con le rivendicazioni sul lavoro, sui salari e contro l’economia di guerra.
Nel documento viene richiamato in particolare l’autunno dello scorso anno, quando — sostiene Rifondazione — le proteste contro il genocidio del popolo palestinese e le iniziative di sostegno alla Flotilla riuscirono a coinvolgere ampi settori popolari proprio grazie alla loro dimensione unitaria.
«Le mobilitazioni sono state forti perché unitarie e connesse a esigenze sentite da larghi settori popolari», affermano i dirigenti nazionali del partito.
La riflessione politica si estende poi al quadro internazionale, segnato — secondo Rifondazione Comunista — da una escalation militare sempre più pericolosa.
Nel comunicato si parla di «crescenti pericoli di guerra» e di «riarmo generalizzato», accusando il capitalismo contemporaneo di alimentare una deriva distruttiva incompatibile con la tutela della vita, delle libertà e dei diritti sociali.
Acerbo e Benvegnù definiscono il capitalismo «nemico della vita e delle libertà» e parlano di una «Hybris distruttiva» che starebbe trascinando il mondo verso nuovi conflitti e verso un ulteriore aumento delle spese militari.
Per Rifondazione Comunista, proprio di fronte a questo scenario, sarebbe necessario rafforzare la capacità di mobilitazione del mondo del lavoro e dei movimenti sociali.
Il partito parla della necessità di mettere in campo «il massimo della forza del proletariato moltitudinario», indicato come il soggetto capace di opporsi concretamente all’economia di guerra e alla militarizzazione crescente.
«È la forza che può realmente impedire l’apocalisse, bloccare veramente tutto», sostiene il documento.
Da qui il sostegno esplicito agli scioperi generali proclamati dai sindacati di base.
Rifondazione Comunista annuncia infatti il proprio appoggio sia allo sciopero generale del 18 maggio sia a quello del 29 maggio promosso da Cub, SGB e altre organizzazioni sindacali conflittuali.
Il partito ribadisce inoltre la volontà di sostenere tutte le realtà impegnate nelle mobilitazioni sociali, sindacali e pacifiste.
«Siamo al fianco di chi lotta, ma votati alla convergenza», conclude la nota.
La presa di posizione di Rifondazione Comunista si inserisce così nel più ampio confronto politico e sindacale che attraversa il Paese sulle mobilitazioni contro il riarmo, sulla situazione in Palestina e sul ruolo degli scioperi generali come strumento di pressione politica e sociale contro le politiche economiche e militari dei governi occidentali.






































