Sciopero Trasporto Pubblico Locale, D’Angelo (Usb Vicenza) chiama alla partecipazione i dipendenti Svt

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È in programma domani mercoledì 24 gennaio 2024 uno sciopero di 24 ore del trasporto pubblico locale (Tpl) a livello nazionale, proclamato dai sindacati Usb Lavoro Privato e Al Cobas. L’Usb ha anche organizzato una manifestazione a piazzale di Porta Pia, dalle 10 e 30 di fronte al Ministero dei Trasporti.

L’Unione sindacale di base ha confermato inoltre per domani lo sciopero dei taxi per la sola città di Roma, con presidio e assemblea a Piazza Bocca della Verità, mentre il 12 febbraio, ha indetto lo sciopero nazionale di 8 ore del personale delle attività ferroviarie.

“Sono tutti scioperi – spiega un comunicato – che Usb chiama a difesa dell’idea del servizio pubblico di linea e non di linea: contro la politica di disinvestimento da parte delle istituzioni, la corsa a svendere a privati e multinazionali, per piattaforme contrattuali che rivendicano gli aumenti salariali adeguati insieme a orari di lavoro umani e adeguati livelli di sicurezza, a garanzia di lavoratori e utenti”.

Massimo D’Angelo di Usb lavoro privato Vicenza, rivolgendosi ai dipendenti di Società Vicentina Trasporti (Svt), dettaglia le rivendicazioni degli aderenti allo sciopero nazionale del Tpl: aumenti salariali dignitosi che recuperino il potere di acquisto eroso dall’alta inflazione, riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario, migliori condizioni di lavoro, tutela della salute e sicurezza dei lavoratori e dell’utenza, stop alle privatizzazioni.

“A Vicenza – sostiene il sindacalista – scioperiamo per la ripresa della trattativa sui punti rimasti in sospeso, tra cui l’armonizzazione delle competenze salariali e normative per i neo assunti, perché ancora ad oggi i lavoratori percepiscono competenze salariarli diversificate a parità di lavoro. Ma anche per i turni di lavoro massacranti organizzati dall’azienda in maniera unilaterale”.

Sul tavolo anche indennità di maneggio denaro, controlleria, officina e inidonei. “La vertenza degli autoferrotranvieri per salari dignitosi, per un trasporto pubblico efficiente e in difesa dei propri diritti, a partire dall’esercizio del diritto di sciopero, non può e non deve interessare una sola categoria ma tutto il mondo del lavoro e la società civile”, conclude D’Angelo.