Scuole superiori, Andrea Nardin (Provincia di Vicenza) chiede la verifica delle bandiere

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La Provincia di Vicenza invita i dirigenti delle scuole superiori a verificare lo stato delle bandiere esposte. Per il presidente Andrea Nardin il decoro dei simboli istituzionali è parte integrante della formazione civica degli studenti.

Il decoro degli edifici scolastici passa anche dai simboli che ne segnano l’ingresso. Con una comunicazione ufficiale inviata a tutti i dirigenti scolastici delle scuole superiori del territorio, la Provincia di Vicenza ha disposto una verifica puntuale dello stato di conservazione delle bandiere esposte all’esterno dei plessi: il Tricolore, la bandiera della Regione Veneto e quella dell’Unione Europea.

Bandiere scuole superiori, Nardin (Provincia Vicenza): verificarle

L’iniziativa è stata promossa dal presidente Andrea Nardin, che nella nota richiama il valore simbolico degli edifici scolastici, considerati non solo luoghi di istruzione ma veri e propri presìdi di civiltà e cittadinanza. In questo contesto, una bandiera logora, scolorita o sfilacciata non rappresenta soltanto un problema estetico, ma rischia di trasmettere un messaggio di trascuratezza e di distanza delle istituzioni dalla comunità scolastica.

Secondo la Provincia, al contrario, un vessillo integro e decoroso è un segnale concreto di rispetto per lo Stato, per le istituzioni e per chi vive quotidianamente la scuola, dagli studenti al personale docente e non docente. Da qui la richiesta ai dirigenti di procedere a una verifica immediata delle bandiere esposte e di comunicare l’esito entro il 27 febbraio, così da consentire all’ente provinciale di quantificare con precisione le risorse necessarie per eventuali sostituzioni.

La Provincia di Vicenza ha inoltre manifestato la propria disponibilità a fornire supporto agli istituti che ne avessero bisogno, tenendo conto delle difficoltà economiche e logistiche che possono accompagnare la sostituzione dei vessilli. L’obiettivo dichiarato non è quello di scaricare responsabilità sulle scuole, ma di costruire un intervento coordinato e sostenibile, capace di garantire uniformità e decoro su tutto il territorio.

Nel suo intervento, Nardin ha voluto ribadire il significato profondo dell’iniziativa: «La bandiera non è un semplice orpello cerimoniale o un oggetto di arredo urbano, ma la sintesi visiva della nostra storia, delle conquiste democratiche e del patto costituzionale che ci unisce». Parole che si inseriscono in una riflessione più ampia sul ruolo educativo dei simboli, soprattutto in una fase storica complessa.

«In un momento delicato come quello attuale – ha aggiunto il presidente – la cura dei simboli assume un valore sostanziale. Curarne l’aspetto significa prendersi cura della nostra identità collettiva. Vogliamo ricordare ai nostri ragazzi che la cittadinanza è un esercizio quotidiano di rispetto e memoria, che inizia anche dai simboli che li accolgono ogni mattina all’ingresso della scuola».

Un richiamo, dunque, che va oltre la manutenzione materiale e che punta a rafforzare il legame tra scuola, istituzioni e formazione civica delle nuove generazioni.