È rimasta in casa per due settimane con problemi di salute, senza uscire, neanche per recarsi al lavoro. Una donna è stata quindi soccorsa a Vicenza dalla polizia, allertata dal datore di lavoro della stessa che, al pari di molti colleghi, si era allarmato.

Per queste due settimane, infatti, la protagonista di questa vicenda non si è recata al lavoro e non ha risposto ad alcun tentativo di contatto dall’esterno. La sollecitazione dell’imprenditore ha quindi convinto gli uomini della Questura di Vicenza a svolgere accertamenti.

Gli agenti della Squadra Mobile si sono dunque portati presso l’abitazione della donna con l’intento, in particolare, di accertare se la sua assenza fosse in qualche modo dovuta a motivi non dipendenti dalla sua volontà. Non sono infatti rari i casi in cui si può cadere vittime di violenze o costrizioni.

I poliziotti sono riusciti a entrare nell’appartamento dove la giovane vive da sola e l’hanno trovata “in un grave stato di evidente agitazione emotiva, in precarie condizioni di salute e refrattaria a essere aiutata e a voler parlare con chiunque”.

Nonostante le circostanze in cui versava la donna, gli agenti hanno comune potuto accertare che la stessa non era vittima di violenze da parte di terzi. Resisi conto della gravità della situazione, sono riusciti a convincerla a calmarsi e a lasciarsi assistere da personale sanitario nel frattempo richiesto sul posto.

I medici del 118 SUEM, le hanno quindi prestato le prime cure del caso decidendo di far ricoverare la ragazza in ospedale per un approfondimento degli accertamenti clinici.