Tecnologia nelle scuole: MI propone una ‘patente’ dell’uso consapevole

344
Scuola dei Mestieri Staff International OTB Group

Con la ripresa dell’anno scolastico si torna a discutere dell’utilizzo a scuola di tablet e computer.

L’occasione è data da un articolo, molto discusso, secondo il quale la Svezia avrebbe deciso di dismettere l’uso dei tablet nelle aule per tornare ai tradizionali strumenti cartacei.

La motivazione di questa decisione si basa sull’indagine internazionale PIRLS del 2021. I risultati hanno mostrato che la capacità di lettura degli studenti svedesi è diminuita, passando dai 555 punti del 2016 a 544 punti di oggi. L’eccessivo utilizzo di dispositivi digitali è stato identificato come un fattore chiave dietro questo declino, interferendo con il tempo di riflessione necessario per l’apprendimento profondo.

La questione è tutt’altro che banale, ma, proprio per questa ragione, merita una valutazione che vada oltre la semplice alternativa del si o del no.

La decisione svedese trova il supporto dei risultati dalla ricerca del Karolinska Institutet e dall’UNESCO, che ha recentemente esortato a un uso equilibrato della tecnologia nell’istruzione.
Ma proprio questa è la parola chiave: “equilibrio”.

Inutile e dannoso fingere che la tecnologia non esista e non possa trovare un suo spazio nell’apprendimento; altrettanto inutile e, forse, ancora, più dannoso pensare che la tecnologia sia l’unico strumento da utilizzare a scuola.
La prima grande distinzione da fare è quella relativa alle fasce di età: la popolazione scolastica abbraccia, mediamente, da un’età che parte dai 3/4 anni per la scuola dell’infanzia per arrivare ai 19/20 della scuola secondaria di secondo grado. Appare evidente che si tratta di soggetti con esigenze e problematiche differenti: se per i bambini della scuola primaria e della scuola dell’infanzia è necessario privilegiare strumenti in grado di potenziare il coordinamento psicologico con la capacità di saper esprimere i propri pensieri mediante la scrittura, la motricità fine e le altre capacità manuali, per gli studenti della scuola secondaria è importante anche fornire strumenti leggeri e flessibili in grado di assolvere diversi compiti, avvicinando di più le metodologie al mondo dei nativi digitali, suscitando maggiore interesse e coinvolgimento.

In conclusione, la tecnologia non è buona o cattiva; piuttosto dobbiamo imparare a controllare è l’uso che se ne fa e, per farlo, è necessario conoscerla. Soltanto in questo modo saremo in grado di prendere tutto il meglio della tecnologia senza, tuttavia, diventarne schiavi. Per fare questo è necessario iniziare ad educare i genitori che, troppo spesso, nei mezzi tecnologici vedono una babysitter comoda e sempre disponibile.

Meritocrazia Italia propone che nelle scuole di ogni ordine e grado vengano avviati corsi destinati agli studenti e finalizzati ad apprendere un utilizzo consapevole dei dispositivi mobili. I corsi, gratuiti ed erogati da personale specializzato, dovrebbero consentire di acquisire una ‘patente’ che li abiliti all’utilizzo dello smartphone con maggiore consapevolezza.
Al tempo stesso, dovrebbero essere tenuti dei corsi, destinati agli insegnanti e ai genitori, affinché questi siano maggiormente consapevoli dei rischi e delle possibilità degli strumenti e siano in grado di utilizzarli nel migliore dei modi.

Stop war.

——
Fonte: Tecnologia nelle scuole: MI propone una ‘patente’ dell’uso consapevole

Qui tutti i comunicati ufficiali di Meritocrazia Italia