Tribunale di Vicenza, dibattito alla Camera. Zanettin: “rischio tilt”. Sottosegretaria Malpezzi: “scopertura contenuta”

Pierantonio Zanettin in un suo intervento alla Camera
Pierantonio Zanettin in un suo intervento alla Camera

Di seguito pubblichiamo il dibattito alla Camera dei Deputati in merito all’interpellanza del parlamentare di Forza Italia Pierantonio Zanettin sul Tribunale di Vicenza, per il quale sono state presentate anche interrogazioni dalle deputate Businarolo e Ascari ed è intervenuto sul tema il governo

“Con questa mia interpellanza – è l’intervento di Zanettin – che ho depositato il 4 ottobre scorso, ho voluto portare all’attenzione del Governo la situazione del tribunale di Vicenza. Il tribunale di Vicenza, a partire da una grave crisi dell’anno 2014, che aveva portato anche l’ordine degli avvocati provocatoriamente a dichiarare il fallimento della giustizia a Vicenza, è uscito da questa crisi anche attraverso tutta una serie di iniziative molto innovative da parte del presidente del tribunale, il dottor Alberto Rizzo.

Sicuramente la situazione stava migliorando, ma, ahimè, nell’ultimo periodo si sono verificati, soprattutto nel settore penale, due eventi assolutamente imprevedibili che richiamano la nostra attenzione, in particolare due maxiprocessi: il primo, il maxiprocesso relativo al crac della Banca Popolare di Vicenza; il secondo, un altro maxiprocesso, che è quello che è riferito all’inquinamento delle falde acquifere da parte dei cosiddetti PFAS, che interessano un’ampia e vasta platea di cittadini. Sono due maxiprocessi nei quali, in particolare nel processo per la Banca Popolare di Vicenza, si sono costituiti parte civile ben 8.200 cittadini; in quello dei PFAS siamo ancora nella fase dell’udienza preliminare, però anche lì si registreranno sicuramente numeri straordinari.

Ecco, questi due eventi assolutamente imprevedibili rischiano di mandare in tilt il settore penale ordinario, perché ci sono solo dieci magistrati addetti al settore penale: tre sono tutti assegnati in via esclusiva al processo per la Banca Popolare di Vicenza, due giudici sono stati recentemente trasferiti, e un altro magistrato è già entrato nel periodo di maternità obbligatoria. Se si considera che il processo dei PFAS probabilmente sarà di competenza della Corte di Assise, quindi altri due magistrati saranno dedicati a questo, i rischi di mandare in tilt l’intero sistema penale sono molto probabili.

Da questo punto di vista, poi, non parliamo della situazione del personale amministrativo, per la quale qui ricordo alcuni numeri che sono aggiornati ad horas: per quanto riguarda in particolare la funzione di direttore, abbiamo in tutto tre posizioni su sette, quindi una scopertura del 57 per cento; per quanto riguarda la figura del funzionario giudiziario, abbiamo in tutto sedici funzionari amministrativi, quindi abbiamo una scopertura del 48,39 per cento; per quanto riguarda la funzione del cancelliere esperto, abbiamo in funzione undici operatori amministrativi su ventidue, una scopertura del 50 per cento, quindi numeri straordinari. Poi ricordiamo sempre che ci possono anche essere i magistrati, ma se non ci sono i cancellieri e i funzionari amministrativi che prendono le sentenze, le scaricano e le pubblicano, anche se ci sono scritte delle sentenze, questo non serve a niente.

Nello scorso mese di ottobre, l’ordine degli avvocati di Vicenza ha segnalato questa tematica molto importante al Consiglio superiore della magistratura e al Ministro, e di questo richiamo dell’ordine degli avvocati ho voluto farmi interprete e portavoce con questa interpellanza, chiedendo appunto che il Ministro, per quanto di sua competenza, ci dica cosa intende fare per ovviare a queste carenze, sia di magistrati, che evidentemente non sono di sua competenza, ma soprattutto di personale amministrativo.

La risposta della sottosegretaria di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Simona Flavia Malpezzi

Con specifico riguardo alle problematiche organizzative del tribunale di Vicenza rispetto alla gestione di processi particolarmente complessi ed articolati, va preliminarmente chiarito che la distribuzione degli affari e l’organizzazione interna agli uffici giudiziari sono questioni strettamente afferenti alla materia tabellare, che, come tali, esulano dalla sfera di competenza del Ministero della Giustizia, in quanto rimesse alle valutazioni e alle determinazioni dei capi degli uffici e del Consiglio superiore della magistratura.

Per quanto attiene alla dotazione del personale giudiziario ed amministrativo della predetta sede, va detto in primo luogo che, a seguito della riforma della geografia giudiziaria, la pianta organica è stata incrementata di 1 posto di presidente di sezione, di 14 posti di giudice e di 63 posti di personale amministrativo.

Per quanto qui rileva, va sottolineato l’approccio dinamico di questo Dicastero al tema delle piante organiche del personale giudiziario, la cui revisione, a cui ho appena fatto cenno, non può essere intesa come una cristallizzazione definitiva delle scelte già adottate in passato, ma deve costituire oggetto di una continua analisi funzionale a periodici interventi integrativi e correttivi con cadenza tendenzialmente triennale.

Un tale progressivo progetto di scrutinio dell’efficacia delle scelte dovrà certamente alimentarsi del prezioso contributo di informazioni e valutazioni provenienti dagli uffici giudiziari e dalla stessa classe forense, nell’ottica di un innovativo percorso condiviso di “revisione permanente” delle piante organiche.

Proprio in questa direzione, lo scorso 27 febbraio, presso il Ministero della giustizia, è stato costituito uno specifico tavolo di lavoro per la definizione delle dotazioni organiche in relazione agli uffici giudiziari di primo e secondo grado. Tale scelta strategica va ad armonizzarsi con lo storico incremento del ruolo organico della magistratura di 600 unità, con l’attribuzione di 530 unità agli uffici giudiziari diversi da quelli di legittimità.

A quanto detto si aggiungano le immissioni in servizio, disposte con l’attuale legge di bilancio, dei nuovi magistrati ordinari vincitori del concorso bandito con decreto ministeriale del 31 maggio 2017, che, a decorrere dal 1° gennaio 2020, verranno immessi in servizio. La procedura di revisione è stata già avviata con il decreto ministeriale 17 aprile 2019 ed in tale contesto di generale ridistribuzione delle nuove risorse disponibili, saranno tenute nella massima considerazione, in una ineludibile ottica comparativa, le situazioni delle varie sedi del territorio, a partire da quelle con maggiori scoperture o con particolari esigenze operative, tra cui, evidentemente, il tribunale di Vicenza, che, va comunque rimarcato, allo stato soffre di una scopertura contenuta, in quanto pari al 14 per cento nel ruolo dei magistrati togati ed al 12 per cento in quello dei magistrati onorari.

Per quanto riguarda il personale amministrativo, il tribunale di Vicenza ha recentemente fruito di un incremento complessivo di 12 posti di assistente giudiziario, coperti con le recenti assunzioni da concorso a 800 posti, che vanno ad aggiungersi alle 26 assunzioni complessive avvenute nel corso degli ultimi anni, di cui 15 nel profilo di assistente giudiziario per concorso, 1 nel profilo di direttore amministrativo e 5 nel profilo di funzionario giudiziario per mobilità volontaria, 3 nel profilo di funzionario giudiziario per scorrimento graduatorie di altre amministrazioni e 2 nel profilo di operatore giudiziario per assunzioni dirette.

Inoltre, proprio a dimostrazione della centralità che le linee operative di questo Dicastero riservano all’efficienza dell’organizzazione giudiziaria come strumento di efficientamento anche dell’attività giudiziaria, in occasione della trattazione di ponderosi procedimenti penali presso il tribunale di Vicenza come quello relativo al crac della Banca Popolare di Vicenza, in tempi rapidissimi, è stata consentita l’applicazione di due assistenti D.A.P., sono state fornite risorse aggiuntive, si è proceduto al finanziamento dei lavori di adeguamento dell’aula C per quasi 50 mila euro e all’acquisto di scrivanie e sedie per le aule C e B per 12 mila euro.
In una prospettiva più generale che guarda all’intero distretto veneto, è utile innanzitutto rimarcare che le assunzioni di cui tale distretto ha fruito negli ultimi anni risultano in numero di 297.

Con specifico riguardo al concorso a 800 posti di assistente giudiziario, ad oggi, nel distretto veneto, anche per effetto degli scorrimenti di graduatoria, sono state assunte 215 unità, a cui se ne aggiungeranno altre 16, previste dall’ultimo scorrimento pubblicato lo scorso 11 dicembre 2019. Per quanto riguarda le posizioni dirigenziali, con interpello del 10 ottobre scorso sono state pubblicate le 6 posizioni attualmente vacanti del distretto, mentre con P.D.G. dello scorso 6 dicembre è stato disposto lo scorrimento della graduatoria degli idonei alla procedura di riqualificazione del personale in servizio risalente ai bandi del 2016, per la copertura di ulteriori 313 posti nella figura del funzionario giudiziario.

Inoltre, a seguito della determinazione del ruolo organico dei profili professionali di funzionario tecnico e di assistente tecnico, a cui si è proceduto con il decreto ministeriale del 18 aprile 2019, è stato previsto un incremento di complessive 6 unità in favore della Corte di appello e della Procura generale di Venezia.

Si tratta di un altro segno tangibile del fermo proposito di migliorare la funzionalità degli uffici giudiziari, che questo Ministero persegue riservando particolare attenzione anche al settore del personale amministrativo, partendo dal consolidato assunto della rilevanza del suo contributo per il buon andamento della giustizia.

Le procedure di reclutamento finora realizzate hanno interessato l’intero territorio nazionale e, pertanto, è stato necessario ripartire le unità da assumere tra tutti gli uffici giudiziari sulla base di criteri uniformi che tenessero conto delle esigenze dei vari territori, dei progetti di miglioramento della funzionalità degli uffici, della riduzione dell’arretrato e delle attività di innovazione organizzativa e tecnologica.

Resta fermo comunque l’impegno dell’amministrazione a proseguire le politiche di incremento del personale amministrativo nella già richiamata convinzione che il supporto di collaborazione amministrativa sia essenziale all’attività giurisdizionale dei magistrati.

In questa direzione, l’ulteriore capacità assunzionale per l’anno in corso consentirà in tempi contenuti l’ulteriore scorrimento della graduatoria dei concorsi recentemente espletati.
La politica di rafforzamento del personale beneficerà, altresì: delle ulteriori assunzioni previste ex lege n. 68/1999 in tema di disabilità, per effetto delle quali al distretto di Venezia saranno destinate 9 unità; della procedura di assunzione di 616 operatori giudiziari, mediante avviamento degli iscritti ai centri per l’impiego, grazie alle quali al distretto di Venezia verranno destinate 27 unità; dell’assunzione di 97 unità di ausiliario di Area I F1, disposta il 27 agosto scorso; e del bando di concorso, pubblicato il 26 luglio scorso, per il reclutamento di 2.329 unità di personale non dirigenziale a tempo indeterminato per il profilo di funzionario, da inquadrare nell’area funzionale III, fascia economica F1, di cui si sono di recente svolte le prove preselettive.

In conclusione, la pianificazione di un poderoso ingresso di nuove risorse umane negli organici dell’organizzazione giudiziaria porterà evidenti benefici su larga scala, attraverso una sensibile implementazione delle dotazioni organiche delle varie sedi giudiziarie, tra cui saranno certamente tenuti in debita considerazione il tribunale di Vicenza e, più in generale, tutti gli uffici del distretto di Venezia, rispetto a cui alto è il livello di attenzione anche con riferimento al profilo logistico, come dimostrato dai prossimi lavori di ampliamento della cosiddetta Cittadella giudiziaria di Venezia, finalizzati ad una razionalizzazione degli spazi, che verrà perseguita allocando presso un unico plesso più uffici giudiziari, a beneficio dell’efficienza e della funzionalità del servizio.

La replica del deputato Pierantonio Zanettin

Ahimè, non sono assolutamente soddisfatto delle risposte che ci sono state date oggi dal Governo. Reputo la risposta che ci è stata fornita fredda, burocratica, generica, del tutto insoddisfacente: tanti numerini, ma che non danno poi nerbo a sostanza. Io vorrei citare, allora, ancora in maniera più esplicita, alcuni dati sul personale amministrativo che oggi è in dotazione al tribunale di Vicenza, perché il sottosegretario ci ha detto che è, invece, una situazione magnifica o, comunque, accettabile.

Io sul dato complessivo del personale amministrativo ho i dati aggiornati a ieri, fatte le verifiche attraverso l’Ordine degli avvocati. Abbiamo una scopertura complessiva per quanto riguarda il personale amministrativo sul piano teorico del 29,79 per cento; sul piano della scopertura effettiva del 34,75 per cento. Non credo, sottosegretario, che questo possa essere considerato un dato accettabile per una realtà come quella che lei stessa ha citato: avere in carico processi di quelle dimensioni, di quella portata e anche di quella rilevanza sociale come il crac della Banca Popolare di Vicenza di grande attualità, tenuto conto di ciò di cui abbiamo sentito parlare in questi giorni per quanto riguarda il problema della Banca Popolare di Bari e la richiesta che vengano accertate le penali responsabilità degli amministratori.

In ogni occasione in cui parliamo di giustizia viene citato il famoso aumento della pianta organica di 600 magistrati. Ricordiamoci che una pianta organica tabellare è assolutamente irreale. Lei stessa ha ricordato che probabilmente dal 1° gennaio verranno assunti i neo-magistrati del concorso 2017. Peccato che in tutto il 2019 non sia stato assunto un solo magistrato; peccato che la graduatoria di questi vincitori di concorso sia stata dichiarata chiusa e definitiva da parte del Consiglio Superiore della Magistratura il 16 ottobre scorso, quindi più di due mesi fa e fino ad oggi non si è proceduto a nessuna assunzione, quando la storia ci dice che le assunzioni da parte del Ministero della Giustizia avvenivano al massimo – questo è sempre stato in tutta la storia – entro 20 giorni dal decreto del Consiglio Superiore della Magistratura e dall’approvazione della graduatoria. Per questo dico che la sua risposta, onorevole sottosegretario, dimostra che in tema di giustizia c’è stato prima un Governo giallo-verde e ora un Governo giallo-rosso ma nulla è cambiato.

Proseguono toni trionfalistici e propagandistici che il Ministro Bonafede ci propina ogni volta che viene in Aula mentre negli uffici giudiziari la situazione nel concreto si deteriora sempre più. Quindi reputo quella di oggi un’occasione sprecata. L’Ordine degli avvocati Tribunale di Vicenza con grande senso di rispetto per le istituzioni aveva rivolto un accorato appello al Ministro della Giustizia e al Presidente della Repubblica segnalando le difficoltà del settore penale. Quello che invece oggi abbiamo ascoltato è la dimostrazione che quell’appello non è stato raccolto.

Voglio ricordare al Governo che la provincia di Vicenza continua ad essere, pur in questa fase difficile, la prima provincia scopertura contenutad’Italia per valore pro capite, un autentico motore del Paese e quindi la nostra provincia, una simile provincia non meritava una risposta così evasiva e generica e reputo tale risposta un autentico affronto alla nostra comunità.